Esiste una grande differenza tra il consumo calorico derivante da diverse attività sportive. Analizziamo il dispendio energetico delle pratiche più diffuse
Il consumo calorico riferisce alla caloria, ovvero alla quantità di calore necessaria ad elevare da 14,5 a 15,5 °C la temperatura della massa di un grammo di acqua distillata a livello del mare, anche se, data l’infinitesimalità di questa misura, è di uso comune parlare di Kcal (1000 cal). Per valutare il consumo calorico relativo bisogna tener presente alcuni fattori (tab 1), tra cui l’attività praticata (tab 2).

Tale calcolo, al quale andrà poi addizionato il dispendio energetico indotto risulta fattibile attraverso due principali processi:
1. calorimetria diretta: viene eseguita ponendo il soggetto in una camera termoisolata, valutando il calore irraggiato, mediante uno scambiatore termico
2. calorimetria indiretta: dispendio energetico attraverso la misura del consumo di O2 e produzione CO2 (QR: quoziente respiratorio),

oppure attraverso semplici calcoli, se pur indicativi:
a. uomo: h2 (cm) X 660
b. donne: h2 (cm) X 600
Oltremodo si potrebbe fare riferimento ad alcune tabelle (tab.3)

Quanto ci fornisce energia è rappresentato da ciò che mangiamo o substrati (tab.4), concetto che risulta incisivo in relazione all’attività fisica praticata e all’obbiettivo prefissato.

Bioenergetica del movimento
Chiarito il concetto riguardante i principali substrati, bisogna ora assimilare come questi vengono utilizzati dal nostro organismo durante la pratica sportiva ai fini energetici. Sinteticamente essi fanno capo a tre principali meccanismi metabolici: anaerobico alattacido (AA), anaerobico lattacido (AL), ed aerobico (A) (tab. 5). Da tener presente è che taluna azione dipende sia dall’intensità del gesto prodotto che dalla durata dello stesso in relazione quindi ai tipi di fibra muscolare maggiormente sollecitata (grafico 1):

1. fibre veloci o bianche (IIb): assimilabili ad attività inerenti principalmente i sistemi AA ed AL. Molta forza e bassa resistenza
2. fibre intermedie (IIa): assimilabili ad attività inerenti principalmente il sistema AL. Discrete sia la forza che la resistenza
3. fibre lente o rosse (I): assimilabili ad attività inerenti principalmente AA ed AL. Poca forza e molta resistenza

Impegno metabolico
I tre sistemi energetici risultano sempre agonisti, in quanto sempre attivi se pur con prevalenza specifiche a seconda dell’attività svolta. Andremo, quindi, ad identificare:

1. attività ad impegno prevalentemente anaerobico:
discipline sportive che hanno una durata compresa tra i 20 e i 45 secondi come:
a. atletica leggera (200/400m)
b. body building
c. nuoto (50m, pinnato, apnea 50m, sub 100m)
2. attività ad impegno aerobico/anaerobico massivo:
discipline sportive la cui durata è compresa tra i 40 secondi circa e i 4 – 5 minuti come:
a. nuoto (100/200/400m)
b. canoa (500/1000m)
c. atletica leggera (800m)

3. attività ad impegno prevalentemente aerobico:
discipline sportive la cui durata è superiore a 4/5 minuti, prevedono l’attuazione di movimenti la cui intensità non risulta essere, per la massima parte della competizione, superiore alla quantità di rifornimento energetico di tipo aerobico
a. nuoto (800/1500m)
b. ciclismo
c. atletica leggera (5000/10000m)

4. attività ad impegno aerobico/anaerobico alternato:
discipline sportive che si basano sull’alternanza di fasi: subaerobiche, aerobiche, anaerobiche e di riposo.
a. calcio
b. tennis
c. pallavolo
d. pallanuoto
e. pugilato

5. attività a impegno prevalentemente anaerobico alattacido o di potenza:
discipline nelle quali il comune denominatore è costituito dalla capacità di imprimere grandi accelerazioni a determinate masse.
a. sollevamento pesi
b. atletica leggera (lancio del disco, salto in alto, salto in lungo, salto con l’asta, salto triplo)

Strategie per il recupero
Come ravveduto in tabella 5, ogni impegno metabolico richiede un certo periodo di recupero al fine di ripristinare una fisiologica omeostasi. In caso di impegno fisico relativamente importante, l’alimentazione post-prestazione (fino a 20/30 min dopo) gioca un ruolo fondamentale per la risintesi dei substrati energetici e quindi per la stessa sintesi proteica. Ruolo fondamentale viene rappresentato dall’assunzione di carboidrati e proteine (grafico 2):

Francesco Barbato

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