Un viaggio all’interno di tre frutti ricchi di sali minerali, vitamine e proprietà utili al sistema immunitario

Ebbene sì, lo ammetto, quando Francesca della redazione mi ha proposto questo articolo, non ne ero entusiasta perché, spesso per presunzione, si pensa già di conoscere “tutto” su certi principi attivi, oppure che l’argomento è troppo banale o che ormai il fitness e la ricerca sono proiettati solo verso le “bombe” di concentrati aminoacidici o di altri principi attivi altamente sofisticati e concentrati. Troppo spesso ci si dimentica che anche in estratti di fito/erboristeria si possono trovare splendidi pool di nutrienti con fantastiche formulazioni vitaminico-minerali già molto ben bilanciate da madre natura (che quando ci si mette non è niente male come formulatore…). Aggiungiamo a queste considerazioni anche la crescente possibilità da parte degli utenti di accedere a notizie sempre più dettagliate e, da parte delle aziende, ad una sempre maggiore disponibilità di prodotti (estratti con tecnologie sempre più sofisticate). Tutto questo ha generato un interesse sempre più marcato verso i concentrati naturali, soprattutto orientati a principi attivi con marcate funzioni antiossidanti e immunostimolanti. Inoltre c’è da evidenziare come i consumatori mostrino molto spesso delle chiare preferenze verso forme di assunzione diverse dalle convenzionali, infatti se negli anni ‘90 si è assistito al trionfo della capsula o compressa, ora le aziende stesse stanno cercando di offrire forme diverse per assumere i vari principi attivi. Ecco quindi apparire i gel, i cibi arricchiti (in pratica cibi convenzionali ma arricchiti con determinati principi attivi) ed i liquidi o sciroppi.

Il melograno
Venendo all’articolo che mi è stato proposto, il protagonista doveva essere il melograno, a cui però mi sono permesso di affiancare dei “fratellini” con cui secondo me ha delle “affinità elettive”, ma di questo parleremo dopo. Apro un manuale di botanica/ fitoterapia e leggo che il melograno appartiene alla famiglia delle Punicaceae… poco interessante, molto di più è leggere che questo frutto è ricco di sali minerali quali potassio, manganese, zinco, rame e fosforo; nel suo prospetto si trovano comunque anche ferro, sodio e calcio. Abbondante anche la presenza di vitamine: A, B, C, E e K.
Naturalmente, visto il suo gusto dolce, sono presenti anche zuccheri, fibre e una piccola quantità di grassi. Fra l’insieme dei suoi nutrienti si evidenzia la grande ricchezza di flavonoidi che potenziano e sinergizzano gli antiossidanti, l’acido Ellagico e l’acido Gallico. Questi suoi principi (citati già da Ippocrate) secondo il prof Ephraim Lansky svolgono un’azione a favore delle articolazioni e rinforzano il sistema immunitario, il tutto con una positiva azione sinergica, anche per contrastare problematiche tumorali. Secondo gli studi del prof Michael Aviram gli antiossidanti del melograno proteggono dall’evolvere delle placche arteriosclerotiche (con conseguente protezione di cuore e arterie). Il melograno ha dimostrato anche azioni vermifughe e battericide. Da non sottovalutare, secondo uno studio della Saitama Prefectural University, come questo frutto possa indurre un’azione psicotropa positiva utile anche in problematiche di depressione (soprattutto legate alla menopausa).

L’aloe vera
Mentre sono certo che per molti lettori la lettura delle proprietà del melograno è stata una sorpresa, sono invece convinto che meno novità ci saranno nell’illustrare il secondo protagonista che ho voluto inserire in questo articolo: l’aloe vera. L’Aloe Barbadensis (così chiamata perché viene soprattutto dalle Barbados) è infatti una protagonista della fito/botanica da tempi immemori, si tramanda l’uso di questa pianta già nelle antiche popolazioni egizie e indiane. Questa “storicità” ha fatto in modo che sul succo di questa pianta (soprattutto del gel contenuto nelle foglie) ci sia un’ampissima casistica di studi ed esperienze che gli hanno attribuito un alone quasi mistico. Queste proprietà si svolgono soprattutto come attività a favore del sistema immunitario con spiccate azioni come difesa antitumorale, antinfiammatoria, antivirale (sembra particolarmente efficace anche nei casi di Herpes). Nell’aloe si ritrovano circa 200 principi attivi, dove, oltre ad un certo rilievo anche quantitativo per alcuni di questi, si ha soprattutto un’azione sinergica fra i componenti che ne amplificano le proprietà. Fra questi principi attivi le famiglie principali sono i sali minerali, le vitamine, i mono e polisaccaridi, gli aminoacidi. In particolare meritano una menzione fosforo, rame, ferro, magnesio, potassio; tutte le vitamine del gruppo B, più una grande concentrazione di vit A, vit E e vit C. Le molecole di grande pregio sono l’acido uronico, l’aloeride (che risulta essere un potentissimo immunomodulatore) e l’acemanno. Quest’ultimo principio attivo favorisce l’assorbimento delle vitamine e possiede spiccate attività antibatteriche, antimicotiche, antinfiammatorie e di ripristino delle mucose e degli epiteli con potente azione lenitiva, cicatrizzante, idratante e rigenerante. Da queste proprietà ne deriva l’ampio utilizzo dell’aloe anche come antinfiammatorio, contro le ustioni e pro cicatrizzante. Secondo un rapporto del giornale americano di chirurgia ed oncologia dermatologiche, la convalescenza dopo interventi chirurgici viene notevolmente ridotta se trattata con aloe. Una ulteriore proprietà dell’aloe è data dalla presenza di antrachioni e fibre che hanno una funzione stimolante, lassativa e regolatrice a livello intestinale.

La papaya
Quindi melograno e aloe già rappresentano un’ottima coppia salutistica/rigenerante, ma il sottoscritto, ormai in preda a una irrefrenabile smania di portare a termine con onore l’incarico della redazione, aggiungerei un terzo componente: la Papaya. Che dire, la Papaya in questi ultimi anni, soprattutto nella sua forma “fermentata”, ha goduto degli onori della cronaca con ampie ricerche sulle sua proprietà immunostimolanti. Anche la papaya è una miniera di vitamine, minerali ed in modo particolare di enzimi (chimopapaina e la papaia lisozima). L’attenzione viene catalizzata dalla presenza di selenio, potassio, magnesio, calcio, flavonoidi, caroteni (il licopene e la B-criptoxantina) altre forme di pro vitamina A, vitamina E e vit C. La Papaya viene catalogata anche come “depurante” perché svolge anche lei (come l’aloe) una funzione a favore dell’intestino ma in più anche agendo sulla digestione e sulla funzionalità epatica, questo avviene anche grazie alla sua azione ribilanciante, andando a ristabilire l’equilibrio acido-base. Non voglio dilungarmi troppo, ma volevo giustificare questa mia ponderata anarchia. Ho deciso di parlare di questi tre frutti perché tutti e tre sono ben reperibili sotto forma di sciroppo, questo significa, ricollegandomi a quanto detto in prefazione, che ben si prestano ad un sapore gradevole. L’assunzione di un mix di sciroppi derivati dai tre frutti di cui sopra apporta al corpo una serie di principi attivi unici, con un mix di antiossidanti e una concentrazione di vitamina A/E e C difficilmente riproducibili. Una dose di circa 20/25 ml di ciascuno, per due volte al giorno, si potrebbe rivelare un eccellente supporto per affrontare periodi di stress e per rigenerare il corpo. Da sottolineare anche l’azione che tale mix avrebbe come attività antinfiammatoria, regolatrice e di grande supporto al sistema immunitario. Suggerirei l’assunzione al mattino e nella metà del pomeriggio (oppure prima di dormire).

Spero che queste poche righe vi abbiano incuriosito almeno quanto lo sono stato io verso la possibilità di “mixare” le proprietà di queste miniere di salute. Non vedo l’ora di provarne personalmente i benefici e chissà, magari mi rivedrete magro, alto e con una folta chioma…

Marco Neri

Condividi
  • Print
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • email
  • LinkedIn
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • Twitter