Il verde può contribuire a rendere più piacevole e salubre il proprio centro fitness. Alcune piante in particolare hanno effetti positivi sull’ambiente e sull’uomo

Troviamo nei testi di storia una pudica, casta attenzione verso il considerare la vegetazione come determinante per la serenità dell’uomo e della donna. Nel 590 a.C. in medio Oriente, a Babilonia, scopriamo l’opposto di ciò che la nostra cultura considera una realtà consolidata (città=caos), ovvero un alternarsi di edifici armoniosamente rivestiti di colore grazie ad arbusti, foglie, fiori che in un tessuto delicato arredano il rigore di edifici importanti. Splendide terrazze rivestite da giardini pensili che rendono armoniche le relazioni umane. All’epoca, l’esigenza era prettamente estetica, la sola ricerca di piacevolezza di colori e forme in corretta composizione. Facciamo un balzo nella storia di 2.500 anni per giungere nella piovosa Inghilterra e ritrovare a Letchworth, a 50 km a nord di Londra, la prima città giardino ai primordi dell’epoca industriale. Questi esempi servono per dire che nella storia dell’uomo lo studio della natura per risolvere e gestire al meglio l’attività lavorativa è una pratica antica, che risale ad un tempo in cui non esistevano l’inquinamento ed il problema dello stress causato dalla trasformazione delle nostre città in contenitori super tecnologici. Oggi si ricorre a vitamine, integratori naturali, omeopatia, fiori di bach e quant’altro sia utile al raggiungimento del benessere psicofisico.

Il verde che dà relax
Le attività di svago nell’evoluzione umana comprendono le azioni utili a purificare la mente dalle distrazioni “inquinanti” che il nostro corpo in preda allo stress è costretto ad assimilare. I centri fitness sono nati fondamentalmente per rispondere a questa tipologia di esigenza e dovrebbero essere in grado di assolverla nel miglior modo possibile. In realtà spesso si trasformano in luoghi dove il relax è poco favorito dalla situazione ambientale e dall’inquinamento elettromagnetico inevitabilmente presente a causa della moltitudine di macchine alimentate elettricamente, spesso disposte senza tenere conto delle interferenze pericolose che possono generare. Gli effetti dell’inquinamento elettromagnetico, cromatico e sonoro possono essere attenuati dall’azione delle piante verdi, opportunamente disposte a seconda dell’azione negativa che si vuole combattere. Buona cosa sarebbe anzitutto disporre in un angolo sufficientemente silenzioso del centro un “giardino zen”, dove alcune piante semplici possono essere affiancate ad un piccolo rivolo d’acqua che scende da un leggero dislivello, in uno spazio leggermente profumato, con la possibilità di agire e disegnare righe nella sabbia con il piccolo rastrello. Momenti di calma prevalente, che segnano il passaggio dall’azione (motivo principale per il quale si passa il badge all’ingresso) alla riflessione ed al relax.

Piante dagli effetti benefici
Vediamo ora nel dettaglio quali sono le piante da utilizzare e che effetti specifici hanno sulla salute, oltre alle proprietà caratteristiche nel controllare i diversi influssi negativi inevitabilmente presenti. Sarebbe sempre opportuno posizionare gruppi di “photos” che da un vaso sospeso dal soffitto attivano la loro azione purificativa rispetto ai generici inquinanti… (da formaldeide, xilene, toluene). Philodendron abbinata a ficus e dieffenbachia prediligono posizioni luminose con temperature minime di 12-15°, con irrorazioni settimanali durante il periodo invernale. In special modo la dieffenbachia interviene per depurare l’aria in ambienti in cui possono essere presenti benzene e tricloro di etilene che nel tempo possono indurre ad allergie, ma anche a stanchezza più o meno cronica o malesseri non immediatamente imputabili a processi facilmente identificabili. Lo Spathiphyllum invece ha effetti su alcoli, acetone e benzene (che si trovano in tappeti, moquettes, in alcuni cosmetici, pannelli truciolari e controsoffittature). A questo proposito si sottolinea la necessità di intervenire nell’allestimento/ristrutturazione di locali con materiali adatti ad essere utilizzati in ambienti solitamente caldi e dove molte persone respirano “a pieni polmoni”, come si suol dire. Aprirei una piccola parentesi, che chiuderemo immediatamente per riportare l’argomento ad un articolo che lo tratti più diffusamente, sull’utilizzo di allestimenti e materiali che non risultino invadenti da un punto di vista estetico. Mi spiego: risulta invadente una sala dedita all’attività di fitness impostata sullo stile degli uffici anni cinquanta, ricordando i saloni con file di scrivanie allineate, con finestroni lato parete ed atmosfera da ufficio kafkiano. Mezze maniche alle braccia, rumore delle Olivetti Lettera22 o della calcolatrice Divisumma. Con un leggero sforzo di immaginazione, molte sale attrezzi assomigliano ad ambienti di questo tipo…
Ma torniamo alle nostre piante. Altra graziosa pianta è la tillandsia filamentosa, dotata del non trascurabile vantaggio di avere poche esigenze in quanto, in assenza di apparato radicale, assorbe il necessario alla sopravvivenza dall’umidità presente nell’aria e soprattutto scherma da forme di inquinamento provenienti dall’esterno (tralicci dell’alta tensione, ripetitori di cellulari). Per gli uffici e la reception si può utilizzare la dracena, attratta dal tricloroetilene, emesso dalle stampanti laser e dalle fotocopiatrici. Il ficus dalle grandi foglie verdi è ottimale per assorbire la formaldeide presente nei sacchetti di plastica (finalmente non più prodotti ma ancora molto diffusi) ma anche negli adesivi, nei tendaggi, nei rivestimenti dei pavimenti, nelle pitture.
Oltre agli effetti positivi sull’assorbimento delle sostanze nocive, le piante aiutano, anche se in modo sicuramente limitato su una grande superficie, a mantenere il giusto rapporto di umidità e ad attutire il rumore. Dal punto di vista estetico e psicologico rappresentano un grande vantaggio, poiché la vegetazione ha accompagnato la vita umana dalla sua comparsa sulla Terra e risveglia in ognuno di noi un ricordo ancestrale legato ai tempi nei quali l’uomo viveva a stretto contatto con la natura, infondendo un immediato e profondo senso di benessere, che non è altro che un risvegliato senso di appartenenza. In un luogo chiuso nel quale sono presenti numerose piante verdi si ha la sensazione di essere all’aperto, di respirare meglio, di sentirsi protetti. Il colore verde, inoltre, è, non a caso, il colore rilassante per eccellenza e disseminarlo nel centro fitness attraverso le piante è sicuramente il modo migliore di farlo percepire agli utenti.

Le difficoltà oggettive
Vi sono sicuramente obiezioni nel seguire questa linea di condotta. Le difficoltà maggiori nel posizionare le piante cosiddette “da appartamento” in un centro fitness sono date da:
- mancanza di spazio (spesso le piante in salute diventano ingombranti nel giro di qualche anno);
- necessità di cure (annaffiatura, cambio del vaso, pulizia delle foglie, eccetera);
- possibilità di causare piccoli incidenti (urti, caduta della pianta e del vaso, eccetera).

Molto spesso si tratta di impedimenti di tipo soprattutto mentale, poiché se al posto della pianta si trattasse di un nuovo attrezzo, molto probabilmente si troverebbero le soluzioni più adatte. Va considerato come fondamentale l’aspetto dell’interazione tra l’essere umano e la natura, a maggior ragione in un luogo in cui si desidera curare il proprio corpo, cioè l’aspetto di noi stessi maggiormente legato alla natura stessa.

Architetto Mario Mariotto

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