AVVERTENZA – Le seguenti risposte non hanno valore prescrittivo, ma solo informativo
e culturale. Tutti i nostri consigli e suggerimenti vanno sempre sottoposti
all’approvazione del proprio medico.
 
 
La Posta di Claudio Tozzi
claudiotozzi@lapalestra.net
 

Gentile Sig. Tozzi ho letto con interesse i suoi articoli trovati su internet sul PH e la voglio ringraziare per tutte le info contenute, sicuramente uno studio serio e chiaro che tutti i medici che conosco dovrebbero almeno leggere (e imparare). Mi occupo di integrazione e disintossicazione e devo dire che lei con le sue conoscenze mi ha dato una mano enorme con i miei clienti. Le mie conoscenze unite ai suoi consigli hanno avuto effetti incredibili sulla loro salute. Le volevo chiedere solo un consiglio per un cliente-amico con problemi di colesterolo alto con un’alimentazione impeccabile, fisico atletico, 42 anni, attività fisica a livello amatoriale, tendenza a perdere i capelli, beve pochissimo (solo acqua e un po’ di vino). Riesco a tenergli basso il colesterolo solo con aloe vera e omega3. In famiglia ha precedenti con colesterolo e diabete. Sta vivendo male questa situazione, sente come una condanna doversi privare di alcuni alimenti e vorrei consigliargli l’acqua alcalina. Lei che ne pensa? Sarà “condannato” a vita a bere aloe vera e omega3? La ringrazio per il tempo che mi dedicherà, la ritengo un riferimento serio nel campo dell’alimentazione e parlo di lei e dei suoi studi a tutti i miei colleghi di lavoro. Con stima, Giusto Miccoli NEW

Salve Claudio! Da qualche giorno mi è arrivato il tuo libro e sto iniziando a leggerlo! Innanzi tutto i miei complimenti per le tue ricerche durate molti anni ma che hanno dato la speranza a migliaia di atleti come me che non vedono progressi da tempo. Volevo chiederti quanti progressi è possibile fare con il tuo metodo in termini di massa muscolare? Ad esempio, è da anni che le mie braccia non superano i 34 cm di circonferenza, mentre per il petto e torace la circonferenza è di 110 cm! C’è magari una formula o comunque un punto di riferimento per quanta massa muscolare un atleta può mettere su con il tuo metodo nel tempo? E’ impossibile per un atleta come me (alto 179 cm, circonferenza polso 18 cm peso 76 kg) fare crescere il braccio fino a 38-39 cm? Grazie mille per l’eventuale risposta! NEW

Ciao, ho letto di un tessuto giapponese che permetterebbe un maggior recupero e cambierebbe i cluster dell’acqua. Non mi è molto chiaro su quale principio si basa e cosa sono i cluster. Ciao.
Rossano (Chieti).

Salve, vorrei porvi una questione che sì è sollevata nella mia palestra, quando ho parlato del b.i.i.o. con alcuni miei compagni di allenamento: una persona con un grande recupero e supercompensazione simile a quella dei “campioni”, oppure una che fa uso di farmaci steroidi, trae ancora dei benefici con l’allenamento b.i.i.o. così come strutturato? Avendo questa persona, quindi, una supercompensazione e recupero molto superiori alla norma, non andrebbero un pò sprecati tutti quei microcicli di scarico nei mesocicli e gli scarichi assoluti? Vi ringrazio molto per la vostra risposta.
Ilario – Palermo

Gentile Sig.Tozzi, ho 27 anni, pratico kick ed atleticamente sono oramai ad un livello che mi è stato riconosciuto da “professionista”. Ho letto l’articolo sulla vostra rivista dove si parlava del potenziamento della boxe ed i miei allenamenti sono perfettamente in linea con quelli esposti per i professionisti. Per motivi logistici mi alleno con i pesi 4 volte a settimana. Le scrivo perchè ora comincerò quello che reputo il mio vero allenamento specifico e cioè quello per la forza esplosiva ed esplosivo elastica. Ho già fatto una prova questa settimana, la risposta è stata ottimale, la supercompensazione è esplosa di conseguenza (una fame in questi due giorni, se non fosse stato per gli integratori sarei impazzito!) ed i doms ben presenti (specie alle gambe, come mi aspettavo). Ora, il mio allenamento è di forza esplosiva pura (4-6 rip, 1 minuto di recupero) e siccome ho notato che nella mia palestra nessuno programma o gestisce gli scarichi (ed io ancora non ho il suo libro…ormai mi conviene forse attendere la sua nuova pubblicazione?) vorrei sapere cosa mi può consigliare in linea di massima come intensità dei mesocicli e quando inserire gli scarichi. La saluto e ringrazio anticipatamente.
Adriano

Salve, sono uno studente di scienze motorie alle prese con la tesi di laurea. Sto svolgendo un lavoro con l’uso del plicometro, testando 2 gruppi di atleti impegnati in 2 discipline quali il bodybuilding e la kickboxing. Lavoro come istruttore di sala pesi in una palestra della mia città e quest’anno ho letto sulla vostra rivista un articolo che mi interessava ai fini del mio lavoro/studio. Visto che ho anche perso quel numero dove c’era l’articolo, vorrei che lei mi spiegasse dettagliatamente con quale allenamento (se aerobico o anaerobico) si riesce a bruciare più grasso. La ringrazio anticipatamente. Luca. PS: la vostra rivista è qualcosa di eccezionale...

Ciao Claudio, quale piano di integratori mi consigli per ottimizzare il dimagrimento pre-estate? Lorenzo Manini (Rovigo).

Sono un tuo estimatore, ti volevo chiedere: perché i corsi/seminari non li filmate mettendoli su dvd con audio? Poi li potreste vendere per corrispondenza, guadagnereste almeno mille volte di più e al cliente costerebbero molto meno, anche considerando che non ci sarebbero costi di viaggio di albergo, per non parlare del tempo perso… E poi riuscireste a diffondere capillarmente i vostri metodi. A risentirci, Giovanni Argento da Finale Ligure.

Ciao Claudio, ti faccio subito i miei complimenti per il lavoro da te svolto, con impegno e professionalità, da almeno quindici anni. È da tanto che io ti seguo con la rivoluzione del metodo BIIOSystem. Oggi ho 41 anni e sono padre di un ragazzo di 16 ed è per lui che chiedo il tuo aiuto. Italo ha subito un grave infortunio, frattura della 4° vertebra cervicale con compressione del midollo spinale, l’11/08/2008, è stato operato, gli è stato impiantata una protesi in titanio “piramesch” ed una placca che fissa la c3 con la c5. Ha effettuato riabilitazione neuromotoria per tre mesi. Oggi ha recuperato il 99% delle funzioni motorie e sensoriali. Quello che è successo lo ha provato nel corpo e nella mente, adesso ha bisogno di rafforzare entrambi, in questo ti pregherei di aiutarmi. Lui fa piscina due volte a settimana, in più ci alleniamo a casa dove abbiamo appena iniziato la preparazione alla forza, ciclizzato con tre sedute settimanali. Mi rivolgo a te perché non vorrei commettere errori, i dubbi che ho sono molti, per cui ti chiedo di rispondere ad alcune domande e se qualcosa non te la chiedo ti prego di suggerirmi e consigliarmi tu. Italo è alto 1.76 m e pesa 54 kg. Secondo te il metodo BIIOSystem è adatto ad Italo? È opportuno effettuare i cicli di forza così come da BIIOSystem? Quali esercizi sono sconsigliati e quali sarebbero da aggiungere? L’allenamento di un sedicenne è diverso da quello di una persona già sviluppata? Ti ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrai dedicarmi e ti rinnovo la stima e l’apprezzamento per il tuo lavoro (Aquino Fiore).

Ciao Claudio, pratico il BIIOSystem da qualche anno e ho notato, oltre agli indubbi guadagni muscolari e di forza, di essere anche più concentrato e avere più memoria di prima. C’è qualche collegamento tra allenamento con i pesi e miglioramento delle funzioni del cervello? (Sergio Maresca, Cattolica).

Egregio Sig. Tozzi, ho letto il suo libro, veramente uno shock per chi come me era abituato alle schede “semestrali” dei vari istruttori in palestra! Solo che a me lo “scarico” non piace molto, ma è veramente così obbligatorio farlo, così come variare sempre l’allenamento? Un cordiale saluto, Marco (Albenga).

Egregio Sig. Tozzi, in un suo articolo su internet ha magnificato le caratteristiche delle schede di forza pura, ma io sono anni che vado in palestra e non mi sono state mai consigliate; ma sono davvero così indispensabili? Grazie, Vincenzo Vannucci (Bresso, Milano)

Ciao Claudio, volevo sapere un tuo parere sulle pedane vibranti, visto che sono pubblicizzate dappertutto. Un saluto.

Ho letto sulla pagina di Facebook de “La Palestra” che sei andato alla Fiera di Las Vegas nell’ambito del Mr Olympia. Quali sono state le novità principali? Carlo Girardello (Milano).

Ciao Claudio, il mio istruttore mi ha consigliato di prendere un integratore, l’HMB: è legale? Nel caso lo fosse tu cosa ne pensi? Rosario Fiore (Palermo)

Ciao Claudio, per definirsi al massimo, di solito, quale tipo di dieta consigli ai tuoi atleti?
(Miguel Gomez - Palma De Maiorca - Spagna).

Salve mi chiamo Sabino, da poco ho comprato il suo libro e devo dire che mi ha letteralmente illuminato. Ciò nonostante non essendo informato, vorrei sapere se le proteine del siero del latte fanno male, per quanto tempo si possono assumere e se ci sono particolari controindicazioni. Sarei veramente grato di avere una risposta, anche perché nei forum ognuno dice la sua. Siete forti, a presto (Sabino Daloiso).

Sto leggendo il suo libro (“La Scienza del Natural Bodybuilding”) e sono rimasto molto colpito del fatto che lei è uno dei pochi a credere, e a voler convincere i ragazzi, ad allenarsi in modo salutare senza l’abuso di sostanze. Mi chiedo però se è veramente vero ciò che dice, se gli aumenti di carico e di conseguente massa sono realmente possibili con un allenamento natural, o se bisogna ricorrere, come dice lei, ad integratori (Daniele Cirasuolo).

ALLARME SCHIACCIAMENTO!!! Ciao Claudio, mi alleno con il BIIO da ormai 6 anni e so quanto siano importanti lo stacco e lo squat, direi fondamentali!! 7 mesi fa però mi sono ‘’grippato’’ facendo la quadrabar. Risultato: 7 giorni di punture e dai raggi effettuati risulta un bel ravvicinamento L4/L5. Ho sentito il parere di medici e fisioterapisti... mi dicono che se continuo così si tramuterà in ernia ed hanno un parere negativissimo verso il body building! Hai una soluzione? Che fare?

Vorrei averla conosciuta alcuni anni fa, prima di iniziare il mio percorso formativo presso lo C.S.E.N. dove ho conseguito i diplomi di istruttore e successivamente di P. Trainer. Vengo al dunque, non vorrei annoiarla, la domanda è: dovrei fare un corso personal advance presso la sua Federazione in quanto la mia sete di sapere non è ancora passata, o dovrei riprendermi i miei testi e studiare con un nuovo entusiasmo? Capisco e mi scuso per la domanda se non avrò risposta, lei rimane sempre un ottimo docente e scrittore, perché ho letto da tempo il suo best seller. Grazie per l’attenzione e buon lavoro maestro (anonimo).

Salve Claudio, ho letto il suo intervento sul libro del dott. Duranti “Le 100 regole del benessere” e mi sono incuriosita sul suo metodo... Nell’attesa di leggere il suo libro, le vorrei porre alcune domande: è possibile che troppa attività cardio “stressi” il metabolismo? Vorrei perdere 2 kg (1,68mx57 kg) ma anche con dieta ferrea in 1 mese non ho perso 1 grammo nonostante faccia 4 sessioni di corsa da 50-60 minuti l’una a settimana! Cosa e quanto dovrei mangiare secondo lei per raggiungere il mio obiettivo? Inoltre mi piace molto sollevare pesi, ma poiché riporto esiti, esteticamente molto leggeri, di paralisi di plesso brachiale, mi riesce difficile fare un allenamento completo per la parte superiore con una progressione dei carichi.... dovrei sospendere l’attività anaerobica? (Sara)

Salve Claudio, ho letto il suo intervento sul libro del dott. Duranti “Le 100 regole del benessere” e mi sono incuriosita sul suo metodo... Nell’attesa di leggere il suo libro, le vorrei porre alcune domande: è possibile che troppa attività cardio “stressi” il metabolismo? Vorrei perdere 2 kg (1,68mx57 kg) ma anche con dieta ferrea in 1 mese non ho perso 1 grammo nonostante faccia 4 sessioni di corsa da 50-60 minuti l’una a settimana! Cosa e quanto dovrei mangiare secondo lei per raggiungere il mio obiettivo? Inoltre mi piace molto sollevare pesi, ma poiché riporto esiti, esteticamente molto leggeri, di paralisi di plesso brachiale, mi riesce difficile fare un allenamento completo per la parte superiore con una progressione dei carichi.... dovrei sospendere l’attività anaerobica? (Sara)
Certamente Sara, troppa attività aerobica, così come troppo allenamento con i pesi o addirittura tutti e due insieme, possono portare prima ad un blocco delle prestazioni, poi ad una stasi del dimagrimento, fino ad arrivare, nei casi più gravi, al superallenamento, dove addirittura ci si deve fermare per 6 mesi-un anno per recuperare dalla pressione alta, tachicardia, insonnia, ecc. che il troppo volume di training può provocare. Infatti per quanto riguarda l’attività aerobica valgono le stesse regole di programmazione che ho utilizzato nel BIIOSystem®, cioè ogni due-tre settimane di allenamento consecutive, seguite da 7-15 giorni di allenamento ridotto o addirittura nullo. La cosa stupefacente è che se adesso provi a fermarti per una settimana o più, molto probabilmente comincerai a dimagrire! Infatti il corpo inizierà a smaltire il troppo cortisolo che avrà accumulato con sessione aerobiche troppo lunghe e frequenti. Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, che quando è in eccesso tende a gonfiare d’acqua il fisico (contribuendo a far salire peso e volume corporeo) e soprattutto stimola l’ingrassamento, principalmente al di sopra dell’ombelico. Non solo, ma quando i suoi livelli superano quelli di guardia, ha anche la noiosa abitudine di far perdere massa muscolare, aiutando a trasformare gli aminoacidi che compongono i muscoli in glucosio. Insomma, se ti alleni troppo, ti riempi di acqua, non dimagrisci e perdi muscoli; vedi un po’ tu se ti conviene... A volte però questi problemi non dipendono dal superallenamento, ma sono una conseguenza di un quadro caratterizzato da irregolarità delle mestruazioni, pressione bassa, ipersensibilità al freddo, stipsi, stanchezza. Tutto questo, abbinato all’uso della pillola anticoncezionale, può essere derivato da livelli bassi di ormoni tiroidei e scarsa funzionalità dei mitocondri, degli organelli situati nella cellula, deputati a bruciare i grassi per produrre energia. Quindi ti consiglio di fare delle analisi, controllare soprattutto i tuoi ormoni tiroidei e nel caso fossero bassi (o bordeline) prova a prendere questi integratori naturali:
• 250-500 g di Yogurt magro tipo Activia naturale
• 15-25 mg di zinco
• 400 mcg (massimo) di Selenio
• da 85 a 170 mg di L-tirosina
• Guggul (come da etichetta)
• Omega 3: 5 grammi al giorno in forma trigliceride
• 50 grammi al giorno di proteine alla soya “Supro” (25 grammi la mattina e 25 grammi alla sera per 4-5 settimane)
• Acetil-l- carnitina: 500 mg al giorno, per migliorare la funzionalità dei mitocondri
• Coenzima Q10: 30-60 mg al giorno, sempre per l’ ottimizzazione del lavoro mitocondriale
• Un cucchiaino di minerali basici prima di andare a letto. (Per dettagli e marchi di prodotti consigliati vai su www.nbbf.eu).
Sarebbe opportuno anche sospendere per un certo periodo la pillola, ma per questo devi farti consigliare dal tuo medico. Questo programma di integratori ripristina in modo naturale i tuoi ormoni tiroidei e aumenta l’efficienza dei mitocondri nel bruciare i lipidi; in questo modo l’organismo diventa un’efficiente macchina brucia-grassi, anche correndo molto di meno. Fammi sapere! Il plesso brachiale è una rete dei nervi che controllano i muscoli della spalla, del braccio, del gomito, del polso, della mano e delle dita. Normalmente viene denominata questo tipo di lesione come paralisi ostetrica in quanto causata essenzialmente durante le fasi dell’espletamento del parto, prodotte da trazione della testa del bambino, distorsione o strappo sulle strutture nervose normalmente degli arti superiori, ma il plesso brachiale può essere compromesso anche in età adulta per un trauma come un incidente stradale o motociclistico. Nel tuo caso mi hai detto che hai avuto delle problematiche molto leggere, quindi con un’accurata riabilitazione posturale e anche l’uso dei pesi potresti avere un’adeguata progressione dei carichi anche nella parte superiore; non ti scoraggiare e provaci, perché spesso i pesi fanno miracoli in questi casi.
(Torna alle domande)

Vorrei averla conosciuta alcuni anni fa, prima di iniziare il mio percorso formativo presso lo C.S.E.N. dove ho conseguito i diplomi di istruttore e successivamente di P. Trainer. Vengo al dunque, non vorrei annoiarla, la domanda è: dovrei fare un corso personal advance presso la sua Federazione in quanto la mia sete di sapere non è ancora passata, o dovrei riprendermi i miei testi e studiare con un nuovo entusiasmo? Capisco e mi scuso per la domanda se non avrò risposta, lei rimane sempre un ottimo docente e scrittore, perché ho letto da tempo il suo best seller. Grazie per l’attenzione e buon lavoro maestro (anonimo).
I corsi della Natural Body Building Federation sono rivolti a persone che vogliono fare gli istruttori di fitness e personal trainer con un obiettivo completamente diverso dall’essere solo una dama di compagnia per i clienti come a volte accade; facile riconoscerli, hanno i clienti sempre uguali da dieci anni.... I nostri corsi sono strutturati in tre livelli: Standard, Advanced e Master. Il primo livello è quello base e possono accedere tutti, in quanto è rivolto a chi non ha alcune nozione e vuole iniziare da zero un percorso verso questa professione. Sono trattate in modo semplice ma approfondito tutte le materie come anatomia, fisiologia, nutrizione, tabelle di allenamento, esecuzione degli esercizi, ecc. Nel secondo livello, l’Advanced, ci si specializza nel BIIOSystem® e si trattano livelli più avanzati di fisiologia, nutrizione, integratori, traumatologia e tutto quello che può servire al bagaglio del personal trainer professionista. Viene accreditato automaticamente a chi possiede il PTCA-BIIO (Advanced Level) da almeno un anno e che nel frattempo abbia seguito almeno un seminario d’aggiornamento NBBF. Come saprai, dal prossimo anno i corsi saranno aperti anche in Spagna, precisamente a Palma di Maiorca, grazie al successo del libro anche all’estero, mentre in Italia è arrivato alla nona ristampa, un successo assolutamente senza precedenti per un libro così settoriale. La conseguenza di tutto questo è che i nostri tecnici sono sempre più ricercati dalle palestre. Conosco diplomati che hanno 7-10 clienti al giorno (e non solo in città come Roma e Milano) e che lavorano come preparatori atletici a livello italiano, europeo e mondiale in tutti gli sport, come calcio (Gallipoli, serie B), pallavolo (la nazionale italiana di beach volley adotta il BIIOsystem®), Muay Thay (3° ai mondiali), Kick boxing (Campioni del mondo), basket, windsurf, nuoto, sci, tennis, ecc. Quindi il mio consiglio, caro amico, è quello di far parte della nostra squadra se veramente vuoi fare il salto di qualità nel tuo lavoro, in maniera seria e professionale.
(Torna alle domande)

ALLARME SCHIACCIAMENTO!!! Ciao Claudio, mi alleno con il BIIO da ormai 6 anni e so quanto siano importanti lo stacco e lo squat, direi fondamentali!! 7 mesi fa però mi sono ‘’grippato’’ facendo la quadrabar. Risultato: 7 giorni di punture e dai raggi effettuati risulta un bel ravvicinamento L4/L5. Ho sentito il parere di medici e fisioterapisti... mi dicono che se continuo così si tramuterà in ernia ed hanno un parere negativissimo verso il body building! Hai una soluzione? Che fare?
I medici e i fisioterapisti dovrebbero davvero smetterla con la tarantella che i pesi fanno male a qualsiasi cosa. “Hai il raffreddore? Allora devi smettere di fare body building!”; ci manca poco che lo dicano sul serio! La cosa incredibile è che il lavoro con i sovraccarichi è assolutamente consigliato per il ripristino dell’assetto della colonna vertebrale; insomma se avete degli infortuni alla schiena, il recupero consigliato è proprio il rafforzamento muscolare con manubri e bilancieri. Questo perché ho conosciuto molte persone che avevano ravvicinamenti/schiacciamenti alle vertebre come le tue (anche perché molto diffusi) e, specialmente negli ultimi anni, sono riuscito a risolverle in modo ottimale soprattutto grazie alla preziosa collaborazione della chiropratica. Posso riportare decine di casi di atleti con problematiche e referti dalla risonanza imbarazzanti e cioè con doppie ernie e scoliosi come strade di montagna, a cui le tecniche particolari di questa disciplina hanno permesso o ripermesso il corretto e proficuo allenamento con i pesi. La chiropratica (dal Greco “eseguire con le mani”) è un’antica pratica naturale ed è nata a Davenport negli U.S.A. alla fine dell’Ottocento. Fu creata da David Palmer, che per primo intuì che una correzione specifica manuale della colonna vertebrale, a causa dello stretto legame tra la struttura della spina dorsale e il sistema nervoso, poteva avere effetti positivi sul benessere e la salute. Attualmente è uno dei metodi di cura naturale più diffuso al mondo, terza professione sanitaria negli Stati Uniti per numero di praticanti. La chiropratica si prefigge di curare la causa e non il sintomo del dolore (come per esempio con gli antinfiammatori) tramite l’”adjustment” (aggiustamento), un movimento specifico applicato ad un’articolazione al fine di ripristinare il movimento corretto e la funzione propria ed eliminare perciò l’irritazione sul nervo. Una volta ripristinato lo stato corretto della colonna, il corpo è capace di autoguarirsi. Il chiropratico riposiziona le articolazioni con un breve rapido impulso, (l’”adjustment” appunto) che causa un rumore articolare che è definito dai pazienti un “crack”. Tale rumore è provocato dal momentaneo e istantaneo passaggio del liquido sinoviale, liquido che mantiene lubrificata l’articolazione, allo stato gassoso all’interno della borsa articolare. L’aggiustamento, oltre ad incrementare la mobilità dell’articolazione, aiuta ad aumentare la circolazione sanguigna ed allevia la pressione sui nervi che rivestono la superficie dell’articolazione e sui nervi spinali che passano nello spazio tra le vertebre. La chiropratica si basa sul principio che i problemi strutturali del corpo, in particolare quelli che implicano la colonna spinale, possono generare disfunzioni al corpo, specialmente al sistema nervoso. Nella maggior parte dei casi ho visto gli atleti trattati con la chiropratica riallenarsi normalmente e fare anche gare di bodybuilding anche solo dopo 3-6 trattamenti, risolvendo il problema nel giro di uno-due mesi al massimo. Addirittura in un caso ho visto sparire una tendinite al tendine di Achille durata anni, dopo la prima seduta! Successivamente vanno fatte delle sedute di controllo ma per il resto ho visto pochissime recidive. Tra l’altro la chiropratica il 21 dicembre 2007 è stata riconosciuta dal Parlamento Italiano come professione sanitaria primaria, superando anche il potente dissenso della lobby medica. Rivolgiti solo a chiropratici laureati nelle liste della loro associazione e magari che abbiano anche esperienza con chi pratica i pesi. Questo perché negli anni ne ho visti alcuni poco seri che hanno peggiorato la situazione in molti casi, rovinando l’immagine della chiropratica.
Per avere un elenco dei chiropratici della tua città puoi andare sul sito ufficiale http://www.associazionechiropratici.it
(Torna alle domande)

Sto leggendo il suo libro (“La Scienza del Natural Bodybuilding”) e sono rimasto molto colpito del fatto che lei è uno dei pochi a credere, e a voler convincere i ragazzi, ad allenarsi in modo salutare senza l’abuso di sostanze. Mi chiedo però se è veramente vero ciò che dice, se gli aumenti di carico e di conseguente massa sono realmente possibili con un allenamento natural, o se bisogna ricorrere, come dice lei, ad integratori (Daniele Cirasuolo).
Aumentare la massa muscolare senza farmaci è assolutamente possibile e le migliaia di atleti BIIOSystem® lo dimostrano ampiamente. Nessun segreto particolare, ma è basilare un facile, equilibrato e giusto mix di allenamento/nutrizione/integratori abbinato ad una mentalità umile, giustamente metodica e vincente. Il BIIOSystem® è semplicemente questo e cioè:
1. Una programmazione di allenamento basata su due, massimo tre sedute settimanali, dalla durata di 45’-60’ di training e con l’utilizzo quasi esclusivo di esercizi base come Panca orizzontale, Squat e Stacco da terra. Il corpo umano deve essere costretto a crescere di muscoli, perché per questioni evolutive non vuole aumentare il suo volume, ci sarebbe bisogno di maggior apporto energetico, cosa che per milioni di anni non è stato quasi mai possibile. Per cui l’unico modo, non volendo avere a disposizione i potentissimi farmaci doping, è quello di costringere il sistema neuromuscolare a carichi progressivamente sempre crescenti, in modo che non abbia altra scelta che aumentare la forza/ipertrofia affinché possa sopportare in modo efficiente un attacco esterno così massiccio. Sempre per milioni di anni, abbiamo lottato con i nostri simili o animali per la sopravvivenza, la conquista delle prede, con un ritmo di caccia di una o due volte a settimana e la durata della lotta è, forzatamente, brevissima, perché o si muore o si sopravvive, il tutto in pochi secondi. Per il nostro organismo quindi l’allenamento in palestra non è altro che una atavica lotta e reagisce appunto agli sforzi: Brevi-Intensi-Infrequenti. Non solo, ma dopo la caccia, ci si riposava mediamente 15 giorni e quindi nella programmazione si inserisce anche il cosiddetto “scarico”, cioè un periodo dove non si va proprio in palestra!
2. Riso e pollo, riso e tonno, fiocchi d’avena, panino con la bresaola; questa è l’alimentazione che, da sempre, viene consigliata per l’aumento della massa muscolare. Secondo me, invece, bisogna assumere gli stessi alimenti con cui abbiamo convissuto per i soliti milioni di anni di evoluzione e cioè: frutta, verdura, carne, pesce e frutta secca. In questo modo, il nostro organismo ha uno scambio di informazioni con il DNA del cibo (e viceversa), con cui ha convissuto per tanto tempo e con cui si è evoluto, permettendo un riequilibrio perfetto sulla salute, sul benessere, favorendo l’aumento della massa muscolare e la perdita di grasso. Cereali, latte e legumi sono troppo recenti per aver inciso sul nostro DNA, possono dare comunicazioni errate ai geni, favorendo l’aumento dell’adipe, la perdita di muscoli, delle ossa e favorendo l’insorgere di molte malattie.
3. Abbiamo fatto una scelta di rottura, vogliamo avere risultati no-doping, ma il distacco con gli atleti “farmacologici” è veramente molto alto e cosa fanno alcuni come te, sicuramente mal consigliati? Rinunciano anche agli integratori, per motivi legati normalmente al pregiudizio e non alla vera informazione scientifica. Non esageriamo, siamo natural, non stupidi, comunque la prestazione di alto livello la vogliamo e ci sono alcuni prodotti in commercio che ci possono aiutare, senza peraltro dare nessun effetto collaterale. Uno schema di base può essere questo:
- Creatina per la forza e il recupero.
- Glutamina come anti-catabolico e voluminizzatore cellulare.
- Arginina alfachetoglutarato (AKG) per la massima produzione dell’ossido nitrico, fondamentale per la crescita muscolare, il recupero e il dimagrimento.
- Aminoacidi ramificati per la massa muscolare.
- Eventualmente proteine in polvere in caso non sia possibile assumerle con i pasti normali.
- Minerali alcalini (come per esempio potassio e magnesio) per il controllo dell’acidità tissutale e prevenzione del catabolismo muscolare.
- Vitamine per ottimizzare tutte le funzioni anaboliche e organiche in generale.
Ecco perché lo slogan è “LIFESTYLE R-EVOLUTION”, non solo natural body building, ma un nuovo stile di vita che ripropone in modo moderno i ritmi dell’evoluzione umana, ormai dimenticata dalla civiltà moderna, che cambia veramente la vita alle persone.(Torna alle domande)


Salve mi chiamo Sabino, da poco ho comprato il suo libro e devo dire che mi ha letteralmente illuminato. Ciò nonostante non essendo informato, vorrei sapere se le proteine del siero del latte fanno male, per quanto tempo si possono assumere e se ci sono particolari controindicazioni. Sarei veramente grato di avere una risposta, anche perché nei forum ognuno dice la sua. Siete forti, a presto (Sabino Daloiso).
Ciao Sabino e grazie per i complimenti. Sui forum con me sfondi una porta aperta; tranne alcuni effettivamente ben frequentati, in molti altri sono tutti geni, scienziati all’ennesima potenza, capaci di imprese mirabolanti, come allenarsi tutti i giorni per due/tre ore, stare tutto l’anno al 3% di grasso, incrementare i carichi ad ogni allenamento, 45 cm di braccio minimo, conoscenza profonda di tutti gli integratori al mondo, doping a go go, insultare tutti quelli che dicono qualcosa di diverso dal loro verbo indiscutibile e lettura dei libri di bodybuilding solo in inglese, perché è più di classe. Per tornare a discussioni più tecniche, posso assicurarti che le proteine del siero del latte (whey) non sono dannose, tranne nei casi in cui ci sia un’intolleranza specifica, ma in tal caso basta cambiare fonte proteica (uova, soia, capra) per risolvere il problema. Proprio una recente rassegna di studi condotta da Jason Tang e Stuart Phillips della McMaster University (Canada) (“Current Opinion in Clinical Nutrition and Metabolic Care, 12: 66-71, 2009”), ha concluso che le proteine del siero stimolano la sintesi proteica e sopprimono il catabolismo muscolare, molto più delle caseine del latte o della soya. Questo perché le whey hanno alti livelli di leucina, un aminoacido che è fondamentale per i segnali chimici di stimolo alla costruzione di nuove proteine e quindi di maggiore massa muscolare. Un altro studio dell’Università del Texas (USA) ha dimostrato che 25 grammi di proteine del siero del latte di alta qualità nel pasto più abbondante della giornata possono aiutare a mantenere integra la massa muscolare negli anziani, che frequentemente soffrono di sarcopenia, cioè una forte perdita di muscolatura. Una pratica simile può anche aiutare i natural bodybuilder a mantenere uno stato anabolico costante, aiutando la loro performance. Per quanto riguarda i tipi di prodotti, vai alla mia rubrica alla pagina www.nbbf.eu, dove approfondisco l’argomento integratori, consigliando formulazioni di qualità e dosaggi.(Torna alle domande)


Ciao Claudio, per definirsi al massimo, di solito, quale tipo di dieta consigli ai tuoi atleti?
(Miguel Gomez - Palma De Maiorca - Spagna)
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La Paleo Diet, senza alcun dubbio. Per circa due milioni e mezzo di anni gli uomini si sono cibati essenzialmente di carne, pesce, frutta, verdura e frutta secca. Ma negli ultimi 10.000 anni l’uomo ha introdotto l’agricoltura (per motivi non ancora ben chiari) e ciò ha portato all’acquisizione di “nuovi cibi” come i cereali, i legumi, il latte e i derivati, mai ingeriti in precedenza, che hanno creato diabete, obesità, celiachia, perdita di massa muscolare, ossea e tantissimi altri problemi. Per riconfigurare i nostri geni sui nuovi alimenti il nostro organismo dovrebbe impiegare almeno 20.000-30.000 anni, ma ne sono passati “solo” 10.000... Secondo Loren Cordain dell’Università del Colorado, autore della Paleo Diet, il nostro patrimonio genetico è ancora in gran parte ottimizzato per rispondere in modo efficiente alla dieta paleolitica e dovremmo eliminare tutti i prodotti dell’agricoltura per rendere il nostro corpo forte, muscoloso, efficiente e in salute. Il nome della dieta deriva dal fatto che il paleolitico è un’era, da 1,5 milioni a 10.000 anni fa, in cui si viveva di sola caccia/raccolta. Nello specifico, i cacciatori-raccoglitori traevano fino al 65% della loro energia dagli animali vertebrati, mangiando ogni parte della selvaggina e dei pesci, nutrendosi raramente di uova e senza mai consumare latte e derivati. Vediamo insieme quali sono le regole per applicare al meglio questo tipo di alimentazione, la cui messa in pratica è decisamente semplice. Occorre assumere regolarmente:
1) carni magre, pesce e frutti di mare
2) frutta e vegetali non amidacei
3) NIENTE CEREALI
4) NIENTE LEGUMI
5) NIENTE LATTICINI
6) NIENTE CIBI INDUSTRIALI; tutto quello che ha un’etichetta potrebbe essere un problema
7) Per quanto riguarda la frutta secca, può essere consumata, anche quella grassa; solo quando si deve perdere peso non ne vanno assunti più di 100 grammi al giorno. Successivamente, quando la Paleo Diet vi cambierà il metabolismo, potrete mangiarne a volontà. Consigliate le noci, i pinoli, le mandorle.
Come un coniglio, un cinghiale, un cervo e le tribù dei cacciatori-raccoglitori non controllano le quantità del cibo che mangiano, allo stesso modo nemmeno voi dovete controllare le calorie. L’uomo è l’unico animale al mondo che le controlla, un metodo inutile e perverso, che può essere totalmente eliminato con la Paleo Diet. Secondo la NUTRIGENOMICA questo legame geni-cibo, nel corso di milioni di anni, permette al cibo di comunicare con i nostri geni. Cioè quello che mangiamo influenza direttamente i processi metabolici, perché i messaggi del cibo controllano tutte le molecole che informano l’organismo se bruciare calorie, oppure immagazzinarle. Se quindi ingeriamo cibi non consoni al nostro DNA, le “comunicazioni” saranno errate o difettose, provocando aumento di peso, perdita di massa muscolare, stanchezza, malattie. Al contrario se l’alimentazione è consona al nostro DNA riusciremo a perdere peso, a rallentare il processo di invecchiamento, ad abbassare il livello di colesterolo, a produrre molecole che riducono l’appetito ecc. Questo perché i cibi arcaici lavorano a livello dei nostri geni e non solo a livello di apporto calorico, di nutrienti, vitamine e minerali. Gli alimenti “moderni” dati dall’agricoltura non hanno questa capacità, perché il nostro percorso comune è stato troppo breve assieme a loro per renderli affini alla nostra genetica. Utilizzo la Paleo Diet ormai da anni con risultati su forza, massa e definizione assolutamente eccezionali su moltissimi atleti che seguo. Solo la prima fase è difficile, per via delle reticenze culturali legate all’eliminazione della pasta, pane e pizza, oltre alla crisi di astinenza che può durare qualche settimana. Ma alla fine muscoli pieni, addome a tartaruga ed energia al massimo tolgono a tutti la voglia di ritornare al riso/pollo… (Torna alle domande)

Ciao Claudio, il mio istruttore mi ha consigliato di prendere un integratore, l’HMB: è legale? Nel caso lo fosse tu cosa ne pensi? Rosario Fiore (Palermo)
L’HMB (Beta-Idrossi Beta-Metilbutirrato) è un integratore reso famoso da Bill Phillips (ex proprietario della EAS) attorno alla metà degli anni ’90. Non è una sostanza doping, ma per anni in Italia ne è stata effettivamente vietata la commercializzazione, tuttavia da qualche mese il Ministero della Salute ha permesso di nuovo la vendita del prodotto. È un metabolita della leucina, ma per ottenere gli stessi effetti di 3 grammi del solo aminoacido ramificato bisognerebbe assumerne almeno 60 grammi al giorno, cosa decisamente improponibile. Ricercatori hanno evidenziato che l’assunzione di 3 grammi giornalieri di HMB, protratta per tre settimane, può favorire aumenti di massa muscolare e di forza. Tale sostanza, infatti, limita il catabolismo muscolare (la scissione proteica) che inevitabilmente colpisce l’atleta al termine dell’allenamento (in particolare, delle sedute più intense) e migliora la resistenza delle membrane cellulari. È utile agli atleti che si dedicano agli sport di resistenza, poiché aumenta il massimo consumo d’ossigeno (VO2max). L’HMB è importante anche per mantenere sotto controllo il peso corporeo, perché stimola l’ossidazione degli acidi grassi durante gli allenamenti. Infine, alcuni studi evidenziano un’aumentata funzionalità del sistema immunitario ed una migliore resistenza delle fibre muscolari al danneggiamento causato da allenamenti troppo stressanti. Per quanto riguarda i risultati degli studi sull’HMB, da anni ormai danno dati ora positivi, ora negativi. Uno studio dell’Iowa State University (presentato alla conferenza di medicina sportiva dell’American College of Sport Medicine, nel 1995) ha dimostrato diverse peculiarità dell’HMB. Lo studio (a doppio cieco) con gruppi di persone che si esercitavano con i pesi, ha fatto incrementare la massa muscolare di 1,4 Kg in 3 settimane, (300% in più del gruppo di controllo con placebo) e aumenti di forza del 295% di più dell’altro gruppo. Inoltre l’HMB diminuiva del 20% l’escrezione di 3-metilistidina e dava un abbassamento dal 20 al 60% dei livelli di CPK e LDH, tutte sostanze indicanti il livello di catabolismo proteico. Josè Antonio, docente di fisiologia muscolare e dell’esercizio all’University of Texas di Arlinton, ha però contestato questi risultati in quanto il gruppo di controllo sarebbe stato più forte PRIMA dell’inizio dello studio. È logico quindi che questi soggetti non potevano avere gli stessi incrementi percentuali di forza del gruppo che prendeva HMB. Inoltre, nel primo periodo di allenamento gli adattamenti sono essenzialmente di origine neurale e non sulla massa muscolare. In altri studi più recenti l’HMB ha comunque dato risultati positivi, come quello del Dottor Steve Nissen e colleghi dell’ Iowa State University. In questa ricerca, questa volta sulle donne, si è riscontrato un aumento della forza del 77% maggiore rispetto al gruppo placebo. Inoltre la percentuale di grasso è diminuita tre volte in più rispetto al gruppo di controllo. Il dottor Matt Vukovich del Wichita State University ha invece supplementato 3 grammi di HMB a soggetti anziani (settanta anni in media) per circa otto settimane. Sottoposto anche ad esercizi con i pesi, il gruppo che ha assunto l’integratore ha aumentato la forza nel leg-curl del 42% e ha avuto un calo del grasso corporeo di circa 2,2 Kg. Il gruppo placebo ha invece aumentato la forza nel leg-curl solo del 18% e il calo medio del grasso è stato solo di 900 grammi. In altri studi non è stato ancora provato che l’accoppiata HMB - creatina possa avere un effetto sinergico rispetto all’assunzione delle singole sostanze separate. Comunque i risultati sui marker del catabolismo proteico sono indiscutibili e si possono fare almeno due ipotesi sui meccanismi dell’HMB. Uno si basa sul fatto che il derivato della leucina potrebbe essere un componente della membrana della cellula e che in condizioni di stress il corpo potrebbe non produrre HMB sufficiente per soddisfare il bisogno tissutale. In pratica lo stress (e quindi anche il duro lavoro con i pesi) può alterare gli enzimi o i meccanismi biochimici, abbassando così i normali livelli di produzione di HMB. L’integrazione della sostanza sembra quindi essere utile sia per la massa muscolare, sia per il sistema immunitario. La seconda ipotesi riguarda appunto il fatto che l’HMB riduca effettivamente il catabolismo muscolare. Tuttavia una meta-analisi (cioè l’analisi statistica di tutti i studi riguardanti un dato argomento), ha dimostrato che la supplementazione di HMB può incrementare la massa magra con una media dello 0,28% a settimana e aumentare di forza del 1,4% a settimana (Nissen SL, Sharp RL, 2003). Tuttavia, l’effetto generale di questi incrementi è meno del 0.2%; tali cambiamenti sono considerati bassi. Non è l’idea che ho io su questa sostanza, perché prima che fosse proibita, l’ho utilizzata con ottimi risultati. Specialmente in soggetti a dieta stretta, magari prima di una gara, il metabolita della leucina (a 3-5 grammi) permette di mantenere la massa magra e consente allenamenti più pesanti ed efficaci, cosa non sempre possibile se si è sotto controllo calorico. Comunque su un’indagine effettuata su un piccolo campione di consumatori di HMB, le indicazioni hanno dato i seguenti feedback:

- avrebbe un effetto più “diesel” rispetto a quello esplosivo della creatina. La forza aumenterebbe cioè in maniera più graduale rispetto al re degli integratori e corrisponderebbe ad un incremento del 5-10% rispetto alla media;

- alcuni hanno riferito solo aumenti di forza ma non di massa (forse non sanno aspettare, visto che l’aumento della forza predispone anche al successivo incremento dei muscoli!);
- come al solito ci sono soggetti che non hanno avuto nessun risultato, ma in percentuale maggiore rispetto alla creatina;

Per maggiori informazioni e consigli sulle marche consigliate puoi andare al sito www.nbbf.eu.
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Ho letto sulla pagina di Facebook de “La Palestra” che sei andato alla Fiera di Las Vegas nell’ambito del Mr Olympia. Quali sono state le novità principali? Carlo Girardello (Milano).
Pur essendo sempre molto interessante, quest’anno il “Las Vegas Fitness Expo” risentiva della crisi mondiale che attanaglia da qualche tempo qualsiasi settore commerciale, sottolineato in questo caso da vistosi spazi vuoti del padiglione del gigantesco L. V. Convention Center del Nevada. Si inizia però con il botto, visto che mancava la Muscle Tech, da anni sponsor del Mr Olympia e guida del settore con le sue innumerevoli novità immesse costantemente sul mercato. Il posto dello sponsor ufficiale è stato preso dalla Ultimate Nutrition, storica marca statunitense che nel frattempo ha anche rinnovato la sua linea di prodotti. Tra i “VIP” presenti Lou “Hulk” Ferrigno, un altro Hulk ma questa volta l’ex-wrestler Hogan, il superstite dei fratelli Weider Joe, Timea Majorova (la famosa modella delle creme anticellulite), e i dimagritissimi (per varie ragioni) gli “Olympia” Dorian Yates, Shawn Ray e Flex Wheeler. Ho visto molto spazio dedicato alle arti marziali, mai come quest’anno, soprattutto il Tribe (Ju-Jitsu brasiliano) e UFC (Ultimate Fighting Championship, lotta senza regole nella gabbia), probabilmente per questioni di allargare il marketing degli integratori a settori extra-body building. Comunque il circuito UFC, che ha sede proprio a Las Vegas, ha contribuito non poco a rilanciare il settore, visto che ha un successo incredibile nelle TV via cavo statunitensi, dove ha superato il fatturato del wrestling, in disarmo da qualche tempo anche per via della lunga sequela di morti e malati per doping. Comunque molte le novità presentate nella città più luminosa del mondo; per esempio, vi ricordate delle “Paleo diet”? Ne ho parlato nel numero di luglio-agosto de “La Palestra”, dove illustravo che era una strategia alimentare che ritornava alle nostre origini pre-agricoltura dove consumavamo solo frutta/verdura/carne/pesce/frutta secca, eliminando quindi cereali/legumi/latte. Ebbene, se vi sembrava una cosa campata per aria, sappiate che invece a Las Vegas c’era addirittura lo stand, dove vendevano gli spuntini Paleo diet! Sono delle bustine contenenti carne di manzo secca (tipo “coppiette romane” per intenderci) e frutta secca, per l’esattezza una miscela di noci di macadamia, mirtilli, noci, ciliegie, semi di girasole e bacche di Goji. Ho parlato con l’addetto allo stand, collaboratore di Loren Cordain (l’autore del libro sulla “Paleo Diet”) e mi ha detto che è arrivato alla Paleo Diet perché la moglie italiana è celiaca (intolleranza al glutine, una proteina contenuta in molti cereali). Questo potrebbe essere un segnale che questo tipo di approccio alimentare si sta diffondendo negli Stati Uniti e speriamo che possa arrivare anche qui, visto che ritengo la Paleo Diet non sono un’ottima alimentazione, ma addirittura l’alimentazione per eccellenza (con le sole differenzazioni dovute all’origine etnico-geografica). Per quanto riguarda le bacche di Goji (vi siete chiesti che diavolo siano, eh?), se in Italia sono ancora semisconosciute, in America stanno avendo un vero e proprio boom, le citano dappertutto e me le sono appunto ritrovate anche nella bustina della Paleo. Secondo una leggenda delle colline dell’Himalaya, durante la dinastia Tang, nel VII secolo, accanto a un pozzo scavato nei pressi di un tempio buddista c’erano delle viti che producevano piccole bacche rosse. Le bacche caddero nell’acqua per secoli e secoli: chi beveva l’acqua di quel pozzo era riconosciuta in tutta la regione per la sua giovinezza e vitalità. La fama delle bacche di Goji, che tuttora sono chiamate “i frutti della vita” dai tibetani, con il tempo si è estesa al punto che oggi il loro succo è una delle bevande più ricercate dai VIP di tutto il mondo. Il Goji è ricco di antiossidanti e polisaccaridi unici, che difendono il corpo dagli agenti inquinanti. Ed è anche un potente depurante del sangue, ricco di minerali e vitamine al punto da avere una quantità di vitamina C ben 500 volte maggiore di quella contenuta in un’arancia. Per questo la passione per il succo delle bacche rosse tibetane si sta diffondendo rapidamente: Kate Moss, Madonna, Misha Barton, Liz Hurley ne sono orgogliose consumatrici. D’altra parte, è proprio quello anglo-americano il mercato più appassionato dei nuovi succhi esotici, ai quali riconosce proprietà quasi taumaturgiche. In realtà, si tratta di frutti tradizionalmente consumati dai popoli più antichi del pianeta, ma scoperti solo recentemente nelle metropoli. Oltre al Goji, alla fiera del Nevada è stata presentata anche l’Açai, un’altra bacca, stavolta di origine brasiliana, che cresce ed è consumata nella foresta amazzonica. Il succo delle bacche di Açai, che gli indigeni dell’Amazzonia consumano anche mescolato a quello di guaranà in una sorta di pozione energetica, avrebbe proprietà vasoprotettrici grazie ai suoi flavonoidi, che determinano anche il tipico colore viola delle bacche. È inoltre ricco di ferro e steroli vegetali, che lo rendono un potente anticolesterolo. E una delle bevande più ricercate del momento, anche sulle spiagge di Copacabana e dintorni, dove sono vendute in appositi “carrettini”. A Las Vegas ne vendevano una versione potenziata, Açai + cromo picolinato, dato anche come dimagrante. Un altro prodotto interessante presentato in fiera è “Acid Zapper”, un prodotto alcalinizzante cioè che riequilibra il ph dell’organismo, predisponendolo ad una maggiore salute e performance sportiva. Si presenta in forma granulare o in compresse, con l’ingrediente attivo rappresentato
dall’Alka-Plex®, una sostanza alcalinizzante a base di una combinazione dei minerali potassio e calcio ed è utilizzata da molti sportivi negli Stati Uniti. Ricordo che l’equilibrio del ph sarà l’integrazione del futuro, perché la vita stressante, cibi acidi come pane/pasta/formaggi, compromettono in modo fondamentale la nostra vita e le nostre prestazioni sportive. Per ora “Acid Zapper” non è ancora importato, ma in Italia esistono già diversi prodotti alcalinizzanti; chi volesse approfondire l’argomento e consigli sull’assunzione di questi validi prodotti, può andare sulla mia rubrica sul sito
www.nbbf.eu. Arrivederci alla Fiera del 2010! (Torna alle domande)

Ciao Claudio, volevo sapere un tuo parere sulle pedane vibranti, visto che sono pubblicizzate dappertutto. Un saluto.
La vibrazione è un sistema sviluppato dal siciliano Carmelo Bosco, scienziato dello sport di fama mondiale, fondatore della facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Tor Vergata (Roma), purtroppo scomparso prematuramente qualche anno fa. Tra l’altro è stato per qualche anno anche docente di Fisiologia della Forza alla Natural Body Building Federation, dove il sottoscritto e i miei allievi rimanevamo estasiati dalle sue straordinarie lezioni, geniali, ricche di citazioni bibliografiche, lontane anni luce dalle relazioni lamentose e monocordi di molti docenti universitari, che ti fanno passare la voglia di studiare la loro materia. Bosco sviluppò, tra le altre cose, una macchina denominata “Nemes – Bosco System”, una pedana in cui ci si posiziona e si riceve appunto una veloce sequenza di vibrazioni capaci di attivare degli speciali recettori muscoli, detti pressorecettori. In questo modo si innalza il testosterone, il GH e si abbassa il cortisolo. Grazie alla collaborazione con il grande scienziato, ebbi la fortuna di provarla già nel 1999, perché mi diede un prototipo della pedana (dotato di un motore del frigorifero!) che poi avevo messo a disposizione gratuitamente a tutti i soci della palestra. La prima cosa che le persone notarono è una piacevole sensazione di benessere, mentre un altro feedback, decisamente interessante, è quello di un aumento sensibile della libido, riscontrato soprattutto in molti soggetti maschi dopo appena due o tre sedute. Secondo Bosco, questo sarebbe dovuto proprio all’incremento del testosterone del 7-10%, che poi sarebbe la differenza tra la razza bianca e nera, quindi non trascurabile. Per quanto riguarda il trasferimento di questi incrementi ormonali a reali aumenti della performance ci sono studi probanti, pubblicati in maniera sempre più numerosa dalle più autorevoli riviste mediche e sportive internazionali. A questo proposito si narra che nei primi anni 2000, in occasione di una convention del settore, Bosco, Hatfield (“Mr Squat”) e Di Pasquale (autore della famosa “Dieta Metabolica”) ebbero un’accesa discussione proprio sulla capacità della Nemes di aumentare le qualità fisiche, a prescindere dall’aumento degli ormoni, che sembra tuttavia confermato. Ma sono passati ormai tanti anni e oramai l’utilizzo della whole body vibration (così è chiamata in inglese) è un valido supporto indiscusso per l’aumento della performance sportiva, sul recupero, sulla riabilitazione muscolare, sull’allungamento muscolare e anche per combattere l’osteoporosi. Un recentissimo studio, pubblicato sul “Journal of strength and conditioning”, una delle riviste più prestigiose al mondo, ha dimostrato che la vibrazione può anche abbassare il dolore post- allenamento, cioè il cosiddetto DOMS (Delayed Onset Muscolar Soreness). Anche se i più contenti sembrano essere (chissà perché) sempre i maschietti della palestra in cui abbiamo messo la pedana… (Torna alle domande)


Egregio Sig. Tozzi, in un suo articolo su internet ha magnificato le caratteristiche delle schede di forza pura, ma io sono anni che vado in palestra e non mi sono state mai consigliate; ma sono davvero così indispensabili? Grazie, Vincenzo Vannucci (Bresso, Milano).
Sarò molto chiaro e deciso a questo proposito, visto che ho letto decine di articoli con affermazioni decisamente deliranti. Dichiarare, per esempio, che il bodybuilder non deve essere tanto forte in quanto deve pensare sopratutto alla massa, è decisamente criminale. Ma come si può pensare di aumentare le dimensioni delle nostre fibre bianche se facciamo 80 Kg di panca dal 1998? La sezione dei muscoli è proporzionale alla forza, è fisiologia, quindi più forti siamo e più abbiamo possibilità di mettere su carne, non si scappa. Anche un altro grande tecnico come il canadese Poliquin ha ribadito che bisogna necessariamente aumentare il massimale per sviluppare la massa. Agli “scienziati” che portano ad esempio la solita storia dei sollevatori di pesi che aumentano di forza, pur rimanendo allo stesso peso corporeo, rispondo che questi atleti lavorano per tutto l’anno a circa 3-4 ripetizioni, quindi allenano sopratutto il sistema nervoso e, tra l’altro, non mi sembra che siano esattamente degli anoressici. Provate a far allenare un sollevatore di pesi come un bodybuilder, cioè tra le 6 e le 10 ripetizioni e poi vediamo se non cresce... Invece di scrivere con in mano la penna e con l’altra un flacone di farmaci con qualcosa scritto in cirillico, appena ricevuto da qualche paese dell’est o magari usare il syntol per “ingrossare” i pettorali, è meglio pensarci bene, molto bene. Quindi, per concludere, posso semplicemente ribadire che qualunque sistema di allenamento che NON preveda in nessun modo un continuo aumento dei carichi e quindi della forza massima, è da escludere a priori. Solo i metodi che, direttamente o indirettamente, permettono di ottenere grossi risultati in termini di chilogrammi sul bilanciere fanno ottenere i massimi obiettivi muscolari. (Torna alle domande)


Egregio Sig. Tozzi, ho letto il suo libro, veramente uno shock per chi come me era abituato alle schede “semestrali” dei vari istruttori in palestra! Solo che a me lo “scarico” non piace molto, ma è veramente così obbligatorio farlo, così come variare sempre l’allenamento? Un cordiale saluto, Marco (Albenga).
Il problema che poni è essenzialmente questo: ciclizzare, non ciclizzare, fare il periodo di scarico alla ...Tozzi, fare la progressione continua alla Stuart McRobert, valutare il nostro recupero tramite delle formule o... fare la stessa scheda fino all’inaugurazione del ponte di Messina? C’è veramente da impazzire in tutte queste informazioni, lo capisco, e molti di voi si chiederanno: chi ha ragione? A questo proposito posso dire che, al dì là delle opinioni, quello che conta sono solo i risultati. Visto che ci sono anch’io di mezzo, cercherò quindi di essere il più obiettivo possibile e di valutare la situazione solo in base alla fisiologia e alla mia esperienza. Tuttavia gli studi confermano, senza ombra di dubbio, che le varie funzioni del nostro organismo hanno un andamento ciclico. Ormoni, temperatura corporea, pressione, forza muscolare, e il caso più eclatante, cioè le mestruazioni della donna, sono solo pochi esempi di parametri ad andamento in funzione dell’ora, del giorno, del mese e dell’anno. L’allenamento sportivo non è da meno, un atleta natural sembra capace di sopportare al massimo 2 settimane di massimo carico di allenamento, a cui devono seguire 1-2 settimane di scarico di intensità. Per milioni di anni il nostro ciclo è stato:
a) caccia, con conseguenti altissimi stress;
b) alte quantità di cibo (bisognava mangiare tutto la selvaggina appena uccisa, non c’era il frigorifero!) e livelli ormonali che si alzavano per recuperare e supercompensare il glicogeno e la forza/massa per le successive lotte (a + b: periodo di carico, normalmente durava circa 14 giorni);
c) periodo di digiuno (il più delle volte forzato) fino alla prossima caccia (durata: circa 7-14 giorni);
d) il ciclo ricominciava.
Tutto questo è quindi rimasto nei nostri geni sino ad oggi, e lo sarà ancora per molto tempo, anche se non facciamo più la stessa vita e i supermercati hanno reso praticamente illimitata la disponibilità del cibo. Del resto anche in letteratura sportiva ogni tentativo, sport di resistenza compresi, di andare oltre le 3 settimane di massimo carico, aumenta in modo esponenziale il rischio di esaurimento fisico. Personalmente non posso che confermare questa tendenza, in quanto ogni volta che ho provato direttamente o in qualche mio allievo a “forzare” le due settimane, caricando quindi anche nella terza, i risultati sono stati mediamente negativi (a parte alcune eccezioni). D’altra parte è pur vero che si possono ottenere buoni risultati senza scaricare, distanziando i giorni di riposo tra le sedute, oppure semplicemente mettendo un chilogrammo o 500 grammi a settimana sul bilanciere, “ingannando” così il nostro corpo. Infatti il nostro sistema nervoso sembra non essere sensibile ad aumenti di carico molto bassi, quindi, per esempio, 80 o 81 Kg sono la stessa cosa e quindi permette via via di caricare per diverso tempo sul bilanciere. Pur ritenendo il sistema decisamente efficace (anche se presentarsi in palestra con quei dischetti, sembra inevitabilmente provocare ilarità: “cos’è, un portachiavi?” è l’ orrenda e ignobile battuta che solitamente ricorre), chi ci dice che gli stessi aumenti di peso non si possano ottenere con il sistema a cicli? Inoltre a volte dopo circa 20-25 settimane, si può avere comunque uno stallo (anche se ci ha permesso di aumentare 20-25 Kg sul bilanciere!) e quindi bisogna scaricare comunque e cambiare sistema. Morale: fate tutte e due i sistemi insieme in quanto potranno essere sfruttati sinergicamente. In definitiva, sistemi di allenamento che prevedono cicli di massimo carico superiori alle tre settimane, portano matematicamente al superallenamento e/o allo stallo di risultati. Fanno tuttavia eccezione i metodi che si basano sui piccolissimi incrementi di peso settimanali e quelli che prevedono l’aumento dei giorni di riposo in base all’affaticamento (per esempio l’Heavy Duty II). Tuttavia anche un dato training che non prevede un qualsiasi tipo di recupero può essere efficace ugualmente a patto che si inseriscano giorni di riposo non previsti dall’autore.(Torna alle domande)

Ciao Claudio, ti faccio subito i miei complimenti per il lavoro da te svolto, con impegno e professionalità, da almeno quindici anni. È da tanto che io ti seguo con la rivoluzione del metodo BIIOSystem. Oggi ho 41 anni e sono padre di un ragazzo di 16 ed è per lui che chiedo il tuo aiuto. Italo ha subito un grave infortunio, frattura della 4° vertebra cervicale con compressione del midollo spinale, l’11/08/2008, è stato operato, gli è stato impiantata una protesi in titanio “piramesch” ed una placca che fissa la c3 con la c5. Ha effettuato riabilitazione neuromotoria per tre mesi. Oggi ha recuperato il 99% delle funzioni motorie e sensoriali. Quello che è successo lo ha provato nel corpo e nella mente, adesso ha bisogno di rafforzare entrambi, in questo ti pregherei di aiutarmi. Lui fa piscina due volte a settimana, in più ci alleniamo a casa dove abbiamo appena iniziato la preparazione alla forza, ciclizzato con tre sedute settimanali. Mi rivolgo a te perché non vorrei commettere errori, i dubbi che ho sono molti, per cui ti chiedo di rispondere ad alcune domande e se qualcosa non te la chiedo ti prego di suggerirmi e consigliarmi tu. Italo è alto 1.76 m e pesa 54 kg. Secondo te il metodo BIIOSystem è adatto ad Italo? È opportuno effettuare i cicli di forza così come da BIIOSystem? Quali esercizi sono sconsigliati e quali sarebbero da aggiungere? L’allenamento di un sedicenne è diverso da quello di una persona già sviluppata? Ti ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrai dedicarmi e ti rinnovo la stima e l’apprezzamento per il tuo lavoro (Aquino Fiore).
Ciao Aquino, il trauma di tuo figlio è stato importante, ma da quanto mi dici ha quasi pienamente recuperato e quindi questo aspetto adesso mi preoccupa relativamente. Dal peso/altezza (54 Kg x 176 cm) invece è chiaro che Italo è un ragazzo dalla costituzione magra, anche se è molto probabile che questo, in parte, sia dovuto alla lunga immobilità dovuta all’incidente. Se va bene il BIIOsystem®? Guarda, io l’ho studiato soprattutto per casi come questi! Sì, perché è facile allenare omoni pieni di fibre bianche, forti come tori, che recuperano il giorno dopo e magari aggiungono pure l’insulina rapinata alla nonna diabetica; sai che ci vuole. Il difficile è invece allenare la maggioranza delle persone che non hanno queste caratteristiche genetiche favorevoli (e magari gli è deceduta recentemente anche la nonna diabetica…), che hanno difficoltà a crescere di massa muscolare e cioè i cosiddetti “hard gainer”. Tuo figlio non è detto che lo sia, anche se è magro, perché la reazione muscolare può essere lo stesso molto positiva, ma comunque il BIIOSystem® è un approccio ottimale in entrambi i casi, quindi non c’è problema. Tuttavia, una buona programmazione per mettere in forma il tuo ragazzo può essere questa:

1)Ottima scelta quella di “Preparazione Forza” del BIIOSystem®, tuttavia essendo il ragazzo molto giovane e proveniente da un fermo molto lungo, non è necessario fargli eseguire le schede successive “Forza 1” & “Forza 2”, in quanto l’aumento dei carichi si verificherà lo stesso senza fare schede specifiche. Dopo che avrà finito un ciclo di “Preparazione Forza” è necessario che lo ripeta ancora una volta, affinché assimili bene tutti i movimenti base e le regole fondamentali del sistema (“Prima serie target”, serie ad esaurimento, scarico, massimali, ecc.). Successivamente, si saltano quindi le schede di forza e si passa direttamente alle schede “Ibrido” e “Ipertrofia”, che hanno ambedue l’obiettivo di stimolare l’aumento della massa magra, primo obiettivo di Italo in questa fase. La frequenza settimanale in queste due schede passa generalmente a due volte a settimana, ma in caso di recupero difficoltoso, si può provare anche 3 volte in 15 giorni (Lunedì prima seduta, venerdì seconda seduta, venerdì seconda settimana terza seduta).
2)Ovviamente l’alimentazione in questa fase è assolutamente fondamentale e dovrà seguire i dettami di una Paleo diet (cioè a base di cibi pre-agricoltura, quindi escludendo latte e derivati, legumi e cereali), molto ricca quindi di frutta, verdura, carne, pesce e frutta secca. I pasti dovrebbero essere 4-5, abbinando ad ogni pasto frutta, carne o pesce, frutta secca sia negli spuntini che nei pasti principali, a cui magari andranno aggiunte anche delle verdure. Nel caso che abbia un metabolismo di un altoforno di Terni è possibile che la Paleo diet pura non basti, quindi in questo caso bisogna aggiungere del riso a pranzo a cena, e aumentare la quantità di frutta secca grassa come i pinoli e/o le noci. Più avanti sarebbe molto interessante l’inserimento della dieta cosiddetta ABCDE (ANABOLIC BURST CYCLIC). Torbjorn Akerfeldt, lo studente in medicina svedese che l’ha divulgata, sottolinea che i nostri geni non sono cambiati di molto negli ultimi 100.000 anni. Lo scandinavo getta le basi per la sua proposta sulla stessa ipotesi dei cicli di caccia dei cacciatori-raccoglitori che ho già spiegato nel primo capitolo a proposito del breve- intenso ed infrequente, cioè quella che dopo aver cacciato un animale ne consumavamo le carni per una o due settimane per poi passare ad altri periodi in cui mangiavamo poco. In pratica il nostro organismo sarebbe tarato per alternare periodi di sovralimentazione ad altri di digiuno parziale o completo. L’idea di Akerfeldt è quindi tremendamente semplice ed intuitiva e cioè bisogna alternare due settimane di alte calorie a due settimane di dieta ferrea. In questo modo, e alcuni studi lo provano, se nella prima fase aumentiamo le calorie dalle 1200 alle 1600 rispetto al regime precedente, si innalzeranno progressivamente gli ormoni anabolici IGF-1, testosterone e insulina. Ovviamente tale situazione porta ad un significativo aumento della massa muscolare (da 1,3 a 2,9 kg), e tutto questo anche senza allenarsi! Tuttavia in questa fase si accumulerà una certa quantità di grasso che sarà però tolta nella restrizione calorica delle due settimane successive, con un guadagno netto di 1-2 kg di puro muscolo a ciclo, sempre senza allenarsi! Quindi aggiungendo anche il lavoro con i pesi, la massa muscolare sarà ancor più enfatizzata e seguendo una dieta stretta nelle due settimane successive si toglierà anche il grasso accumulato, cercando di mantenere il muscolo acquisito. Sono ormai molti anni che la utilizzo con risultati straordinari per i miei atleti, specialmente quelli che hanno una costituzione molto magra, che crescono di massa muscolare con molto difficoltà.
3)Più avanti sarebbe anche il caso, per enfatizzare il processo di costruzione muscolare, di inserire qualche integratore mirato che possa aiutare anche il ristabilimento della salute generale del ragazzo. Consiglio un multivitaminico-multiminerale, 2,5 grammi di omega 3 e prima/durante/dopo gli allenamenti glutammina + aminoacidi ramificati (solo nei giorni di training). Normalmente non li consiglio in soggetti così giovani, ma in questo caso tuo figlio è stato fermo molto tempo e ha catabolizzato molta massa muscolare; del resto nel post-operatorio è normale routine somministrare aminoacidi per il recupero. Per ulteriori informazioni sul tipo di prodotti puoi andare sul sito www.nbbf.eu (Torna alle domande)

Ciao Claudio, pratico il BIIOSystem da qualche anno e ho notato, oltre agli indubbi guadagni muscolari e di forza, di essere anche più concentrato e avere più memoria di prima. C’è qualche collegamento tra allenamento con i pesi e miglioramento delle funzioni del cervello? (Sergio Maresca, Cattolica).
Di solito chi pratica body building non ha la fama di essere un genio, perché generalmente viene tacciato di essere un “palestrato”, che pensa solo all’esteriorità e di essere “tutto muscoli e niente cervello”. Un pregiudizio assurdo, anche perché esistono degli studi che provano l’esatto contrario. A partire dai 30 anni il cervello umano comincia a perdere ogni giorno un certo numero di neuroni, in modo progressivo (fino a 100.000 al giorno dopo i 70 anni). Tale processo prende il nome di apoptosi, che più semplicemente indica “morte cellulare geneticamente programmata”, caratterizzata dalla frammentazione del DNA in una sorta di “suicidio cellulare autonomo”, volto a mantenere un equilibrio numerico di cellule in un determinato sistema. Con questo meccanismo il nostro organismo va incontro, con il passare degli anni, a una progressiva riduzione del peso e della qualità degli organi, tra cui il cervello, che dai 30 ai 75 anni arriva a perdere fino al 10% del suo peso e fino al 20% del suo rifornimento di sangue, oltre che ad una progressiva riduzione dei dendriti (le strutture necessarie ai neuroni per comunicare e connettersi tra loro). La concentrazione di sostanze chimiche che consentono gli scambi di messaggi tra le cellule nervose è ridotta. Per questo motivo il comportamento della persona anziana risulta più lento sia dal punto di vista motorio che nei processi di elaborazione cognitiva delle informazioni, le capacità di attenzione e concentrazione sono ridotte, e l’anziano presenta maggiori difficoltà percettive a causa di un debole funzionamento degli organi di senso, con conseguente perdita di informazioni rilevanti. Si osserva una progressiva incapacità ad apprendere nuove situazioni, parole e nomi. Mentre la memoria a breve termine non subisce variazioni significative, la memoria a lungo termine risulta più gravemente colpita. Per cercare di ovviare a questi problemi si consiglia generalmente una sana alimentazione, uno stile di vita attivo e avere hobby e interessi. Ma uno studio del 2006, ad opera del dipartimento di psicologia dell’università di Brandeis (Massachusetts, USA), ha aggiunto un nuovo consiglio per avere più memoria, cioè quello di praticare regolarmente i pesi. Duecentodieci anziani sono stati sottoposti al WAIS, il famoso test del quoziente d’intelligenza, dove l’intelligenza è misurata come la capacità globale dell’individuo di comportarsi espressamente, di pensare razionale e di occuparsi efficacemente dell’ambiente. Il gruppo è poi stato sottoposto ad allenamento con i pesi e il WAIS è stato ripetuto dopo 3 e 6 mesi. I risultati hanno indicato che l’allenamento con i pesi può aumentare i benefici sulla memoria tra gli adulti più anziani (rispetto ad un gruppo di controllo di sedentari), in modo particolare quando vengono usati carichi ad elevata intensità. Ricordo che per ottenere questi risultati basta praticare i pesi anche per sole due volte a settimana, per due ore settimanali al massimo! (Torna alle domande)

Salve, sono uno studente di scienze motorie alle prese con la tesi di laurea. Sto svolgendo un lavoro con l’uso del plicometro, testando 2 gruppi di atleti impegnati in 2 discipline quali il bodybuilding e la kickboxing. Lavoro come istruttore di sala pesi in una palestra della mia città e quest’anno ho letto sulla vostra rivista un articolo che mi interessava ai fini del mio lavoro/studio. Visto che ho anche perso quel numero dove c’era l’articolo, vorrei che lei mi spiegasse dettagliatamente con quale allenamento (se aerobico o anaerobico) si riesce a bruciare più grasso. La ringrazio anticipatamente. Luca. PS: la vostra rivista è qualcosa di eccezionale...
Innanzitutto, grazie del complimento che giro a tutta la redazione. Generalmente, per il dimagrimento viene quasi sempre consigliata l’agghiacciante e massacrante maratona anche di ore ed ore giornaliere sulle varie macchine aerobiche, tanto che ormai se entrate in una qualsiasi palestra, troverete schierati dai 3 ai 200 tapis roulant, quasi tutti impegnati e la sala pesi semivuota. Una situazione incredibile, favorita da istruttori/personal trainer che pur di levarsi di torno la gente, imposta minutaggi imbarazzanti, che provocano alla lunga assuefazione alle endorfine e creano così un esercito di zombi che, se non corrono per un’ora e mezzo al giorno, si sentono male. La cosa ancora più incredibile è che l’HIIT (High – Intensity – Interval – Training) con pochi, ma ovviamente, intensi minuti, riesce a far dimagrire a causa dell’increnzione dell’ormone della crescita. Si alternano 30” di scatto al 90% della massima potenza possibile a 30” blandi, poi altri 30” di sprint veloce e così via. Si inizia con 4 minuti totali, 3-4 volte a settimana, per arrivare ad un massimo di 15 minuti totali. Se vi sembra strano allenarvi così poco per dimagrire, sappiate che a confermarlo c’è anche una recentissima ricerca condotta da Martin Gibala, direttore del Dipartimento di Cinetica alla McMaster University dell’Ontario, pubblicata anche dal New York Times (J Physiol. 2006 Sep 15; 575(Pt 3):690. “Short-term sprint interval versus traditional endurance training: similar initial adaptations in human skeletal muscle and exercise performance”). Nel suo laboratorio, Gibala ha applicato a un gruppo di studenti (tutti in buona forma fisica, ma nessun atleta professionista) ciò che all’Istituto nazionale per la salute e la nutrizione del Giappone avevano fatto qualche anno prima con i topi. Gibala ha applicato la stessa sperimentazione alla macchina umana, sottoponendo i suoi studenti a uno sforzo simile: per loro ha programmato un allenamento alla cyclette differenziato. Un gruppo ha pedalato 3 volte alla settimana a un ritmo sostenibile per 2 ore, gli altri hanno sparato tutto quello che avevano in corpo in 6 «ripetute» di 20-30 secondi, intervallate da 4 minuti di recupero. Dopo due settimane tutti gli studenti, senza distinzione tra chi aveva pedalato 2 ore e chi lo aveva fatto al massimo delle proprie possibilità per 6 minuti, avevano incrementato la propria forma fisica ed erano dimagriti allo stesso modo. «Il numero e la dimensione dei mitocondri sono aumentati in modo sensibile anche nel gruppo HIIT— sostiene il professor Gibala — un risultato che prima di questo studio veniva associato solo a lavori di lunga durata». L’aumento del volume dei mitocondri ha un grande impatto sulle prestazioni di resistenza, migliorando l’utilizzazione dell’ossigeno da parte delle fibre muscolari. Quindi consiglio un inizio soft, preparatorio, caratterizzato da tre sedute settimanali aerobiche normali da 20’-25’ minuti a ritmo calcolato tra il ritmo cardiaco al 60-70% di 220-l’età, a cui vanno aggiunti 5 minuti ogni settimana e scaricando alla quarta settimana di allenamento o facendola combaciare con lo scarico dei pesi. Poi si può passare all’HIIT secondo questo schema:

Si parte con 4 minuti, alternando 30 secondi di scatto al 90% del massimo a 30 secondi di ritmo blando tipo jogging, poi ancora 30 di scatto al 90% del max e così via.

Ogni 2 allenamenti si aumenta un minuto, quindi 4-4-5-5-6-6 e così via, fino ad arrivare a 15 minuti al massimo.

Frequenza settimanale: 3-4 volte a settimana.

Ovviamente ho già visto commenti negativi dei parrucconi e megamoderatori di forum italiani su questo sistema, ma sono sempre quelli che dicevano che il BIIOsystem® non avrebbe mai funzionato, quindi adesso sono tranquillo che l’HIIT è veramente efficace.(Torna alle domande)

Ciao Claudio, quale piano di integratori mi consigli per ottimizzare il dimagrimento pre-estate? Lorenzo Manini (Rovigo).
Gli integratori possono aiutare molto, specialmente alla fine della dieta, quando il metabolismo tende a rallentare un po’ e il grasso che rimane può essere ostinato. Inizierei a prendere il CLA (acido linoleico coniugato), un grasso che ha dimostrato in diversi studi di far perdere grasso in modo importante. Ha un effetto anche sulla pienezza muscolare e sull’attenuazione della fame, ma ha un effetto diesel, quindi va preso per diverso tempo; 4-5 grammi ai pasti per gli uomini e 2,5 g. per le donne. Se la fame non passa, provate a prendere l’estratto di pino coreano, che ha un effetto sul CCK (colecistichinina); alti livelli di quest’ormone in circolo segnalano all’organismo che è stato introdotto un ingente quantitativo di grassi e che - per via dell’elevato potere energetico di questi nutrienti - non è necessario consumare ulteriori quantità di cibo. I pinoli del pino coreano hanno dimostrato in modo scientifico che sono appunto in grado di innalzare i livelli di CCK, aiutando così chi è a dieta, attenuando di molto i morsi della fame. Come coadiuvante assumere anche 2,5 grammi di omega 3, che ha un effetto dimagrante grazie alla sua azione sulla maggiore sensibilità insulinica da parte delle cellule muscolari. Successivamente è utile un buon termogenico, cioè un prodotto che permetta di mantenere alto il metabolismo, contenente delle sostanze attive come Thè verde, Teobromina, Citrus aurantium, Caffeina e Iodio; da assumere in due capsule al giorno un’ora prima dei pasti. Nella definizione, inoltre, assume un ruolo fondamentale la glutamina, un forte anticatabolico, cioè capace di tamponare l’aminorraggia inevitabile dovuta al basso apporto nutrizionale e all’allenamento; consiglio almeno 20 grammi al giorno ripartiti in dosi da 5 grammi durante la giornata, l’ultima prima di andare a letto per stimolare il GH. Anche l’arginina è un ottimo prodotto, in quanto l’aumento del flusso sanguigno dovuto all’increzione dell’ossido nitrico ha dimostrato un effetto dimagrante indotto; 8 grammi al giorno, in tre riprese giornaliere a stomaco vuoto. Infine un buon sonno ristoratore aiuta a dimagrire e, nel caso non dormiate bene, provate a prendere prodotti a base di melatonina e arginina (per maggiori informazioni www.nbbf.eu) che combatte in modo efficace l’insonnia e nel contempo stimola il lipolitico ormone della crescita; 2-3 cps prima di andare a dormire.
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Sono un tuo estimatore, ti volevo chiedere: perché i corsi/seminari non li filmate mettendoli su dvd con audio? Poi li potreste vendere per corrispondenza, guadagnereste almeno mille volte di più e al cliente costerebbero molto meno, anche considerando che non ci sarebbero costi di viaggio di albergo, per non parlare del tempo perso… E poi riuscireste a diffondere capillarmente i vostri metodi. A risentirci, Giovanni Argento da Finale Ligure.
1)Collana BIIOSystem® Volume 1 - “Squat & Stacco - Un innovativo approccio biomeccanico” + velocità + massa + forza + resistenza - infortuni +... glutei
Questo DVD è già in commercio, è sottotitolato in spagnolo ed è stato curato dal sottoscritto e da Daniele Barbieri. Lo squat è un eccezionale esercizio per le cosce, ottimo per lo stimolo della massa muscolare, per aumentare la velocità in sprinter/sciatori/calciatori e in genere per lo sviluppo della forza. Tuttavia questo esercizio, eseguito in maniera tradizionale, cioè con le gambe non troppo divaricate e con l’accosciata non completa, permette solo una moderata attivazione del gluteo medio, mentre il grande gluteo è attivato solo quando l’accosciata è molto profonda. Infatti i glutei sono muscoli potentissimi, quindi se vengono attivati solo parzialmente, la performance è limitata, così come la loro crescita. Inoltre la colonna vertebrale è maggiormente protetta dagli infortuni, in quanto il tratto lombare non va in estensione, provocando danni vertebrali. Questo video insegna un nuovo e interessantissimo approccio biomeccanico all’esecuzione dello squat (ma anche dello stacco da terra), cioè andando più indietro con l’anca e nel contempo fare degli esercizi specifici per la riattivazione dei glutei. Questo nuovo approccio allo squat sta rivoluzionando l’allenamento della parte inferiore del corpo, con risultati straordinari anche a livello di massa muscolare, visto che i glutei cominciano a crescere come non mai!
Sono in uscita (tra maggio e luglio):
2)Collana BIIOSystem® Volume 2 - “Nutrizione” di C. Tozzi – Come perdere peso senza controllare le calorie e senza fame. Nutrigenetica, Nutrigenomica, Paleo diet, le problematiche del latte, il digiuno modificato, intossicazione da metalli pesanti.
3)Collana BIIOSystem® Volume 3 – “Integrazione alimentare” di C. Tozzi – Tutti i supplementi per aumentare la performance, la massa muscolare, la resistenza e il dimagrimento. Prodotti mirati per aumentare la salute. Piano annuale di integrazione.
4)Collana BIIOSystem® Volume 4 – “BIIOSystem®” di C. Tozzi - Tutte le nuove schede di allenamento, secondo le moderne acquisizioni scientifiche sulla scienza del training per la forza e la massa muscolare. Come diffondere il BIIOsystem® nelle palestre. Il progetto BIIOSystem® POINT.
5)Collana BIIOSystem® Volume 5 – “Traumatologia della spalla” di Marco Bonotti - Teoria e pratica della prevenzione e trattamento di un problema che affligge tantissimi praticanti di body building & fitness.
È possibile richiederli tramite il nostro shop (www.nbbf.eu/shop), Segreteria BIIOSystem/NBBF: 06/97840043 (L-V 10:30-14:30 – 15:30-17:30) – info@nbbf.it o direttamente presso la nostra nuova sede centrale: BODYSTUDIO PERSONAL TRAINING, Piazzale Flaminio 19 (Piazza del Popolo) – Roma. www.bodystudioflaminio.it
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Gentile Sig.Tozzi, ho 27 anni, pratico kick ed atleticamente sono oramai ad un livello che mi è stato riconosciuto da “professionista”. Ho letto l’articolo sulla vostra rivista dove si parlava del potenziamento della boxe ed i miei allenamenti sono perfettamente in linea con quelli esposti per i professionisti. Per motivi logistici mi alleno con i pesi 4 volte a settimana. Le scrivo perchè ora comincerò quello che reputo il mio vero allenamento specifico e cioè quello per la forza esplosiva ed esplosivo elastica. Ho già fatto una prova questa settimana, la risposta è stata ottimale, la supercompensazione è esplosa di conseguenza (una fame in questi due giorni, se non fosse stato per gli integratori sarei impazzito!) ed i doms ben presenti (specie alle gambe, come mi aspettavo). Ora, il mio allenamento è di forza esplosiva pura (4-6 rip, 1 minuto di recupero) e siccome ho notato che nella mia palestra nessuno programma o gestisce gli scarichi (ed io ancora non ho il suo libro…ormai mi conviene forse attendere la sua nuova pubblicazione?) vorrei sapere cosa mi può consigliare in linea di massima come intensità dei mesocicli e quando inserire gli scarichi. La saluto e ringrazio anticipatamente.
Adriano

La Kick-boxing, come altri sport da combattimento, rappresentano la massima espressione del breve – intenso – infrequente, in quanto per forza di cose quando c’è uno scontro tra due contendenti, la durata del duello non che può essere limitato; al massimo pochi minuti ad alto livello. Generalmente però sia l’allenamento prettamente tecnico per la kick che il lavoro di supporto con i pesi sono svolti con troppo volume, sia come durata delle sedute, sia come frequenza, che tutto insieme molte volte rappresenta andare in palestra tutti i giorni. Io sono convinto invece che le frequenze di allenamento di kick- boxing (o altro sport da combattimento/arte marziale) debbano essere al massimo 2-3 a volte a settimana, con una durata massima di un’ora e 20/30 minuti, a cui va’ abbinato una preparazione atletica con i pesi di una sola volta a settimana. Si, lo so quello che mi state dicendo; adesso siamo arrivati anche alla seduta unica a settimana, tra poco tirerà fuori che anche questa è troppo e nel futuro, in pieno delirio, ci dirà che sarebbe meglio non andarci proprio più che si cresce meglio…
A prima vista sembrerebbe un’estremizzazione del Breve – Intenso - Infrequente -, ma vi assicuro che diverse categorie di atleti hanno già provato il MINI-BIIO, con risultati sorprendenti. Rientrano in questa categoria i marzialisti e tutti gli sport di combattimento in genere (thai-boxe, kick-boxing, lotta, ecc.) ma anche calciatori, cestisti e pallavolisti che vogliono aumentare la massa muscolare a dispetto dei loro catabolici duri e lunghi allenamenti specifici per il loro sport. Abbiamo già applicato questo metodo proprio alla Kick-boxing e l’anno scorso con questa preparazione, la squadra preparata dal tecnico BIIOSystem-NBBF Giuseppe Dicarlo è diventata Campione del mondo nella categoria K-1 (Vedi foto). Per costruire il MINIBIIOSystem® ho preso come base il fratello maggiore sviluppato nel mio libro e ridotto all’osso ogni componente, sia per quanto riguarda gli esercizi (il loro numero, la loro disposizione, ecc), sia per quanto riguarda l’organizzazione annuale e la durata dei micro/mesocicli/macrocicli. Ho lasciato in piedi solo lo scheletro base del BIIO, quindi:

Esercizi base
- Lo squat a 20 ripetizioni rest-pause
- La ciclizzazione
- Il recupero
- Ricerca continua della forza
Per esempio “Preparazione Forza”, il secondo mesociclo del libro è strutturato in:
- Suddivisione dei muscoli in A/B/C
- Due esercizi per i muscoli grandi, (un esercizio base e uno complementare), uno per quelli piccoli (solo quello base);
- Tre sedute di allenamento a settimana.
- Falso Piramidale 8-6-4 per gli esercizi base, serie da 8/6 per i complementari

Quindi “PREPARAZIONE FORZA – Versione MINIBIIO” diventa:
- Suddivisione dei muscoli (Full-Body) in unica seduta A
- Un esercizio base con il FALSO PIRAMIDALE (vedi BOX) per i gruppi grandi, per le spalle e NESSUNO PER I PICCOLI. Nel dettaglio: squat, stacco e/o tirate inverse, panca orizzontale, lento avanti.
- Una sola seduta settimanale, per esempio il lunedì, per sfruttare eventualmente la ricarica di carboidrati tipica del week-end. Ma qualunque altro giorno andrebbe bene lo stesso, per esempio chi ha solo il sabato o la domenica liberi; l’importante che sia sempre lo stesso.

IL FALSO PIRAMIDALE
Il metodo delle percentuali si basa sul fatto che l’allievo vede sulla scheda non 8-6-4, ma 75%-77,5%-80% del massimale (corrispondenti in linea di massima al nostro piramidale) e quindi dovrebbe essere costretto a fare il massimo delle ripetizioni possibili. Infatti vedendo 8-6-4, state pur certi che psicologicamente molti si legano a quei numeri e si fermano ad 8, a 6 e a 4 anche se le loro unità motorie hanno ancora parecchie cartucce da sparare.
Vi posso assicurare che è quello che succede ancora nella maggioranza delle palestre a causa dell’ignoranza e dell’approssimazione. Inoltre, come alcuni di voi avranno già notato, solo la prima serie corrisponde esattamente alle tabelle canoniche delle relazioni percentuali del massimale/ripetizioni, in quanto se si forza in maniera ottimale la prima serie al 75% (8-9 rip., per esempio con un massimale di 100 kg) è estremamente difficile aggiungere altri 5 kg, aspettare 2 minuti, e farne 6-7 (che corrispondono in teoria all’80%, vedere tabella 1:

Tabella 1
Numero di ripetizioni in relazione alla percentuale del massimale.

Quindi proprio perché non si forzava al massimo, seguendo i dettami del classico piramidale, nel passato si poteva sviluppare la serie in questo modo, cioè se nella prima serie venivano fuori 8 ripetizioni, si mettevamo 2,5 kg e aspettavamo circa due minuti e probabilmente ne venivano 6, altri 2,5 kg e altri due minuti di pausa e ne uscivano

Mettiamo il tutto in tabella:
ESEMPIO
Prima settimana: lunedì
Panca orizzontale (massimale 100 kg)
Percentuali 75% 77.5% 80%
Peso (kg) 75 77.5 80
Ripetizioni 8 6 4

Totale ripetizioni 18
Ma proprio l’incremento dell’intensità intrinseco della proposta una-tre serie massimo, ha radicalmente cambiato e sicuramente sorpassato questo tipo di approccio. Infatti l’osservazione di centinaia di atleti che hanno eseguito il BIIOSystem® ha dimostrato che il piramidale, così come ci è stato insegnato, non ha alcun senso, né logico né pratico. Infatti, se l’allievo, come abbiamo già accennato nel corso del tempo, riesce a dare il massimo ad ogni serie, prima, seconda o terza che sia, il risultato non può che essere simile a questo:

ESEMPIO
Prima settimana: lunedì
Panca orizzontale (massimale 100 kg)
Peso (kg) 75 75 75
Ripetizioni 8 5 3

Totale ripetizioni 16
In pratica, arrivando al massimo esaurimento già dalla prima serie, si accumula un tale carico di fatica neuro-muscolare, che non solo non permette un aumento di carico nella serie successiva tale da raggiungere il numero di ripetizioni previste (in questo caso 6), ma anche mantenendo lo stesso peso della prima serie, molte volte non si riesce a raggiungere né le 6, né tantomeno le 4 ripetizioni previste successivamente. È la fine del piramidale, almeno come è stato fino a adesso interpretato.

A questo si aggiunge che un mesociclo, che normalmente nel BIIO dura mediamente 30-40 giorni, nella versione MINIBIIOSystem® può allungarsi anche a 60 o più giorni, a causa della rarissima frequenza che non permette un adattamento rapido del sistema nervoso del sistema adottato. Questo perché sto seguendo la regola che il nostro organismo può allenarsi con lo stesso metodo per 6, massimo 8 sedute prima di andare in un possibile stallo. Senza contare che ogni due o tre settimane lo scarico si fa completo, cioè non si viene proprio in palestra. Questo fa capire un’altra piccola variazione rispetto al BIIONE e cioè che il 2:1 (due settimane di carico di intensità discendente, una di scarico) non è solo il modulo di base, ma si aggiunge anche il 3:1 modificato (tre settimane di carico discendente, una di scarico); ovviamente la variazione è sempre dovuta alla estrema rarefazione degli allenamenti. La scelta di uno o dell’altro dipende dalle capacità di recupero del soggetto e dal tipo di altro sport svolto:

- Il 2:1 è consigliato per gli ultra-hard gainer che non riescono ad ottenere apprezzabili risultati anche con l’allenamento abbreviato; per i marzialisti, i pugili e tutti gli sport di combattimento che implicano anche competizione sportive che si allenano per il loro sport dalle 3 alle 5 volte a settimana; per chi ha un lavoro pesante come i muratori, i carpentieri, i contadini, addetti alla pulizia, ecc, o comunque un impegno fisico molto elevato; anche i manager stressatissimi possono approfittare del MINIBIIOSystem® 2:1, magari allenandosi solo il sabato o la domenica.

- Il 3:1 è rivolto sempre alle stesse categorie di cui sopra, ma che comunque riescono a raggiungere la PRIMA SERIE TARGET (che rappresenta la loro completa supercompensazione) nel terzo microciclo di carico consecutivo. Tuttavia, se nel proseguo della programmazione si dovesse fallire la terza settimana, si deve ritornare a 2:1.
Ripeto, la scelta di utilizzare l’uno o l’altro fa sempre fede la bussola “PRIMA SERIE TARGET ad 8 rip.”; cioè se arrivate alla terza settimana e aumentate anche di un solo Kg nella prima serie, mantendendo o addirittura aumentando le ripetizioni, potete passare al 3:1, cioè continuare l’allenamento per un’altra seduta di carico. In caso contrario, cioè se ne fate 7 o meno, andatevene subito a casa. Eccetto nel caso dei soggetti cosiddetti “seconda serie”, atleti che appunto sembrano rispondere meglio alla seconda serie, rispetto alla prima. In questo caso riprovare una seconda volta e se vengono 8 o più, naturalmente potete continuare con il carico. Naturalmente in caso di tre sedute di carico consecutive, la quarta è di scarico totale; in pratica:

1. Lunedì prima settimana carico
2. Lunedì seconda settimana carico
3. Lunedì terza settimana carico
4. Lunedì quarta settimana scarico completo
5. Lunedì quinta settimana carico con maggior peso, calcolato con il CSPS (coefficiente di supercompensazione da periodo di scarico, assieme alle tabelle di Maurice e Rydin pubblicate nel libro “La scienza del Natural Bodybuilding)
6. Lunedì sesta settimana carico
7. Lunedì settima settimana carico
8. Lunedì ottava settimana scarico completo
9. Mercoledì ottava settimana massimali 1
10. Venerdì ottava settimana massimali 1
11. Lunedì nona settimana nuova scheda

Ovviamente il MINIBIIOSystem® è rivolto ad atleti medio-avanzati, in quanto l’unico allenamento settimanale deve essere OBBLIGATORIAMENTE portato al massimo dell’esaurimento ad ogni serie. Ripeto, come per il fratello maggiore, ma in questo caso ancora più enfatizzato, ogni serie, fin dalla prima deve essere spremuta come un limone. Per esempio se le ripetizioni da eseguire sono 8 (ovviamente in perfetto stile) e durante l’esercizio ci si accorge di poter proseguire anche fino alla 9 o alla decima ripetizione, SI DEVONO ASSOLUTAMENTE FARLE. Solo nelle serie successive e nella seduta successiva si deve aumentare il peso perché si è raggiunto, anzi superato, la PRIMA SERIE TARGET. Per atleti medi-avanzati posso intendere indicativamente quelli che hanno svolto almeno sei mesi - un anno di BIIO, di Heavy Duty 1 & 2, di allenamenti abbreviati/McRobert .
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Ciao, ho letto di un tessuto giapponese che permetterebbe un maggior recupero e cambierebbe i cluster dell’acqua. Non mi è molto chiaro su quale principio si basa e cosa sono i cluster. Ciao.
Rossano (Chieti).

L’argomento è un po’ complesso, ma cercherò di semplificarlo il più possibile. L’acqua, come tutti sanno, è formata da atomi di idrogeno (H) e ossigeno (O), che vanno poi a formare delle molecole, cioè la famosa formula H20. Queste molecole possono essere di varie dimensioni, ma se sono troppo grandi possono rendere più difficile il fondamentale interscambio dell’acqua con le cellule dell’organismo. Se invece sono più piccole, cioè molecole cluster più elementari, favoriscono il lavoro delle cellule, l’idratazione dell’organismo, l’assorbimento delle sostanze nutritive, l’asportazione di quelle da eliminare. In pratica il nostro metabolismo cellulare lavora con più facilità per le singole cellule e questo fornisce come risultato maggiore energia, benessere, rallentando anche l’invecchiamento. Per esempio, se analizziamo la normale acqua potabile, scopriamo che ha dei cluster in fasci da 10 a 13 molecole di H20, mentre se le doniamo ioni idrogeno, cioè se la rendiamo alcalina, i cluster sono formati solo da 5-6 molecole di H20. La ridottissima misura di questi cluster permette all’acqua alcalina di permeare le cellule del corpo più facilmente, con il risultato di un’idratazione del corpo 6 volte più alta dell’acqua normale. Ma visto che l’acqua è un mezzo di trasporto molto importante per sostanze vitali come vitamine, minerali e microelementi, l’acqua alcalina è in grado di migliorare l’approvvigionamento del corpo con queste sostanze. In più, l’acqua alcalina può assorbire facilmente sostanze nocive e dunque disintossicare il corpo più efficacemente, aiutando il metabolismo. L’acqua alcalina ionizzata contrasta l’iperacidità del tessuto ed equilibra il bilancio acido base del corpo. Per via del suo alto potenziale Redox, l’acqua alcalina è un potente antiossidante, che combatte i radicali liberi (i radicali liberi sono atomi d’ossigeno aggressivi, che danneggiano le cellule del corpo e sono responsabili per l’invecchiamento precoce dell’organismo e varie malattie). Per rendere l’acqua alcalina, rendendo quindi i cluster più piccoli, si possono utilizzare delle gocce contenenti sodio/potassio, oppure mettere a casa uno ionizzatore, cioè un apparecchio che la rende direttamente alcalina sul rubinetto (maggiori info su questi prodotti su www.nbbf.eu). Ma recentemente è stato messo in commercio anche un altro prodotto, cioè l’interessante Photonizer 4-14 µ. Si tratta di un speciale contenitore per bottiglie che, grazie ad un brevetto giapponese, ha dentro una fibra (Nexus) contenente alluminio, titanio e platino, che emette un raggio infrarosso compreso in un range di 4-14 µ, spezzando e disaggregando i cluster contenuti in qualunque liquido venga inserito nel suo involucro, rendendoli quindi più piccoli, senza nessun contatto diretto con esso, perché è esterno alla bottiglia. Con lo stesso principio esiste addirittura una linea di abbigliamento sportivo (tra l’altro con un bel design e disponibile anche in versione logata BIIOSystem®), che a contatto della pelle rende i cluster dei liquidi corporei più piccoli, migliorando così il metabolismo cellulare e determinando un ottimale fluidificazione dei liquidi organici, direttamente durante l’attività sportiva.
In questo modo il Nexus:

- Previene overtraining, microtraumi e strappi muscolari
- Migliora preparazione atletica e performance
- Ottimizza microcircolo e ossigenazione muscolare
- Aumenta potenza muscolare e resistenza
- Favorisce l’eliminazione dell’acido lattico
- Riduce tempi di recupero e dolori post-esercizio.

Il Nexus è utilizzato dal keniano Kiptolo Lel, vincitore nel novembre 2007 della maratona di New York, da Andrea Dovizioso in MotoGP, nel sottotutta di Alonso della Ferrari, dal tennista più forte del mondo Nadal e dalla Piccinini, dalla Foppa Pedretti di pallavolo, campione d’Europa in carica. La sua validità è stata testata da studi delle Università di Ferrara, Pisa e Roma. Ho provato il tessuto, applicando questa specie di copribottiglia a normali bottiglie di acqua e ho notato che dopo circa 30-40 minuti il sapore dell’acqua cambia, diventando leggermente più acidulo, mentre la diuresi viene notevolmente accentuata, segnale di disintossicazione delle scorie dell’organismo. Indossando il tessuto e dormendoci anche, i dolori post-allenamento diminuiscono tra il 50 e l’80%, a seconda del soggetto. Ho visto poi molti atleti guarire da infiammazioni alla spalla o al ginocchio, semplicemente indossando la linea specifica BODY GUARD, con una maggiore percentuale di Nexus dentro e quindi con una maggior azione locale sul microcircolo. Comprendo che è difficile da credere che indossando semplicemente una maglietta si possa avere una maggiore performance, anch’io ero molto scettico, ma vi posso assicurare che ho fatto tutte le prove possibili ed immaginabili: il Nexus fa veramente quello che promette!
(Torna alle domande)

Salve, vorrei porvi una questione che sì è sollevata nella mia palestra, quando ho parlato del b.i.i.o. con alcuni miei compagni di allenamento: una persona con un grande recupero e supercompensazione simile a quella dei “campioni”, oppure una che fa uso di farmaci steroidi, trae ancora dei benefici con l’allenamento b.i.i.o. così come strutturato? Avendo questa persona, quindi, una supercompensazione e recupero molto superiori alla norma, non andrebbero un pò sprecati tutti quei microcicli di scarico nei mesocicli e gli scarichi assoluti? Vi ringrazio molto per la vostra risposta.
Ilario – Palermo

Quando si scrive un libro di allenamento, nell’ impossibilità di poter personalizzare e quindi dedicare un testo per ogni persona, è ovvio che si cerca di costruirlo in modo che possa essere utile alla maggior parte dei lettori. Quando ho elaborato la programmazione de La scienza del Natural Bodybuilding ho calcolato che almeno l’85% delle persone rientrasse nella frequenza media del BIIOSystem®, cioè due volte settimanali, due mesocicli di carico, uno di scarico. Particolare non trascurabile, il metodo è volutamente e fortemente disegnato per chi non usa farmaci, il che non permette tante “deviazioni” sulla frequenza e il recupero. Tuttavia i tuoi dubbi sono concreti, in quanto le due categorie da te citate e cioè “il campione” e “il dopato” (o tutti e due insieme) hanno bisogno di un BIIO diverso. Una premessa: non mi piace per niente l’idea di dare consigli a chi si dopa, ma ho scoperto con gli anni che alcuni bodybuilder in ciclo utilizzano il mio allenamento (in tutto o in parte), riferendomi dei feedback interessanti. In primis, ed è l’unica ragione per cui ne parlo, tutti mi dicono che hanno potuto abbassare le dosi dei farmaci pur avendo risultati uguali o addirittura migliori ottenuti con l’allenamento tradizionale. Minor dosaggio, minor probabilità di aver effetti collaterali: interessante, direbbe Mr Spock di Star Trek… Comunque esistono delle differenze tra il campione natural e il dopato. Il campione natural, cioè colui che ha una grande capacità di recupero, specialmente se ha 20 anni e magari non lavora e studia soltanto, può provare a modificare il BIIO in questo modo:

- Aumentare la frequenza di allenamento da due a tre volte settimanali per la seduta singola e quattro volte per la “doppia botta”.
- Aumentare i mesocicli di carico da due a tre. Quasi sempre riescono infatti a centrare la serie target (che conferma la loro avvenuta supercompensazione) anche nella terza settimana, dove magari gli altri crollano.
- La durata dello scarico potrebbe essere invece invariata; tuttavia fare dei test massimali di prova prima della fine (per esempio a tre quarti del mesociclo di rigenerazione) per valutare il grado di supercompensazione e quindi ripartire con il carico della scheda successiva prima.
- Il campione può sopportare anche un volume di allenamento leggermente superiore, ma non è indispensabile; se sostenuto dall’intensità, il numero di serie/ripetizioni proposto nel BIIO è più che sufficiente per ottenere i massimi risultati. Ottimi comunque gli sbalzi di volume saltuari come il German Volume Training e altri simili: li sopportano molto bene e gli danno ulteriori stimoli senza il rischio di mandarli in superallenamento.

Se poi il campione si dopa, anche il periodo di scarico potrebbe diventare superfluo, visto che il riposo serve per smaltire il cortisolo in eccesso (il dopato non ha questo problema perché gli steroidi non lo fanno entrare nella cellula muscolare e farlo agire come catabolico). Inoltre con tutto quel testosterone/GH/Insulina/IGF-1 e compagnia bella, la concentrazione, l’aggressività e il recupero sono al massimo pathos e il riposo non è certo indispensabile: i risultati si hanno lo stesso. Mike Mentzer a questo proposito diceva invece che chi usa farmaci deve allenarsi uguale, cioè breve-intenso e riposo, ma il problema è che non è facile dire ad uno sotto ciclo, in cui ha magari speso una certa cifra, di fermarsi per una settimana o più. Tra l’altro, per ovvi motivi, non preparo volutamente queste persone e quindi non posso avere l’esperienza (e francamente non mi interessa proprio) che magari Mentzer aveva sul rapporto doping/periodo di scarico. Posso dire comunque che i tecnici della ex-Germania est anni ‘70-’80, dei veri alchimisti farmacologici, adottavano comunemente il modulo 5:1, cioè 5 settimane di carico e una di scarico. In atleti normali è pura follia, ma visto che lì i “normali” non li guardavano neppure, il 5:1 potrebbe essere scaturito proprio dalle loro immorali, ma scientifiche statistiche e quindi potrebbe essere consigliato come approccio a chi ha deciso comunque di doparsi. Quindi se proprio non posso convincervi a smettere del tutto, può essere già un passo avanti per ottimizzare il vostro allenamento, in modo da abbassare le dosi, diminuendo le possibilità di farvi del male. Meglio di niente.
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Gentile Sig. Tozzi ho letto con interesse i suoi articoli trovati su internet sul PH e la voglio ringraziare per tutte le info contenute, sicuramente uno studio serio e chiaro che tutti i medici che conosco dovrebbero almeno leggere (e imparare). Mi occupo di integrazione e disintossicazione e devo dire che lei con le sue conoscenze mi ha dato una mano enorme con i miei clienti. Le mie conoscenze unite ai suoi consigli hanno avuto effetti incredibili sulla loro salute. Le volevo chiedere solo un consiglio per un cliente-amico con problemi di colesterolo alto con un’alimentazione impeccabile, fisico atletico, 42 anni, attività fisica a livello amatoriale, tendenza a perdere i capelli, beve pochissimo (solo acqua e un po’ di vino). Riesco a tenergli basso il colesterolo solo con aloe vera e omega3. In famiglia ha precedenti con colesterolo e diabete. Sta vivendo male questa situazione, sente come una condanna doversi privare di alcuni alimenti e vorrei consigliargli l’acqua alcalina. Lei che ne pensa? Sarà “condannato” a vita a bere aloe vera e omega3? La ringrazio per il tempo che mi dedicherà, la ritengo un riferimento serio nel campo dell’alimentazione e parlo di lei e dei suoi studi a tutti i miei colleghi di lavoro.
Con stima, Giusto Miccoli
Innanzitutto la ringrazio per i complimenti, che mi spingono a dare sempre di più nel mio lavoro. Per quanto riguarda il caso di questa persona da lei seguita che ha il colesterolo alto, mi sembra un classico caso in cui lo squilibrio acido/base interviene in maniera importante (e negativa) sull’omeostasi dell’organismo. Il nostro corpo elimina l’eccesso di acidi con i minerali alcalini (calcio, magnesio, potassio, ecc.) ed espulsi tramite la diluizione nell’acqua, per poi essere eliminati con le urine, sudore, ecc. Tuttavia, come nel caso di questo soggetto, se non si beve abbastanza acqua, questo fondamentale processo di espulsione degli acidi non può avvenire e quindi essi rimangono nel nostro organismo a far danni, tra cui l’aumento del colesterolo. Il fatto poi che i tra i pochi liquidi che beve ci sia anche il vino, che ha un pH fortemente acido (2,5-4,5 a seconda del tipo) non può far altro che peggiorare la situazione. Quando leggo che “un buon bicchiere di vino” farebbe bene al sistema cardiovascolare, non posso che pensare che la scienza della nutrizione è ufficialmente fuori di testa, visto che un ulteriore carico acido può solo che peggiorare la situazione della nostra salute. Ma, ritornando a noi, cosa c’entra l’equilibrio acido-base con il colesterolo? Semplice, il sangue acido tende a legare a sé il calcio dello scheletro per neutralizzare il PH troppo basso, ma il minerale dalle ossa può essere prelevato solo molto lentamente, soprattutto in certi casi di acidità acuta che potrebbero essere fatali. Quindi c’è bisogno di depositi di calcio più vicini e soprattutto disponibili a cedere il minerale in maniera più veloce, come per esempio le pareti dei vasi sanguigni. Ma quando il calcio delle pareti vascolari viene utilizzato, viene rimpiazzato dal colesterolo, una sostanza sempre presente e resistente all’acidità, al contrario del calcio. Il problema nasce quindi se il nostro organismo deve giornalmente combattere con costanti livelli di acidificazione, perché è conseguentemente costretto a produrre maggiori quantità di colesterolo per cercare di sostituire il calcio utilizzato e proteggere le pareti dei vasi. Una delle conseguenze più logiche è la classica arteriosclerosi, cioè un indurimento (sclerosi) della parete arteriosa che compare con il progredire dell’età. Questo indurimento arterioso è la conseguenza dell’accumulo di tessuto connettivale fibroso a scapito della componente elastica, dovuto proprio al fatto che per mantenere spessore e elasticità dei vasi sanguigni, il colesterolo, mescolato alle scorie acide presenti nel sangue, viene depositato sulle pareti delle arterie. è un altro meraviglioso stratagemma (frainteso) del nostro organismo, cioè quello di convertire gli acidi liquidi in acidi solidi, in modo che non si possano disciogliere nel sangue e fare danno; colesterolo e acido urico cristallizzato (responsabile di un altro problema, la gotta) sono un esempio di queste scorie indurite. La medicina ufficiale quando vede colesterolo e acido urico alto tenta di abbassarli con le medicine, non comprendendo che sono S.O.S. che dicono essenzialmente: meno cereali e più frutta/verdura/acqua. Ma con il tempo le scorie induriscono le arterie, rendendole piano piano sempre meno elastiche, perdendo la loro capacità di mantenere fluido il sangue. Così, alcune sostanze presenti nel sangue cominciano a depositarsi e danno l’avvio al processo che porterà alla formazione della “placca”, che è un indurimento circoscritto della parete del vaso. Una volta formatasi, la placca tende ad accrescersi all’interno del vaso e a restringerne progressivamente il calibro, riducendo, di conseguenza, l’apporto di sangue, ossigeno e sostanze indispensabili alla vita di quei tessuti che l’arteria deve nutrire. Può accadere inoltre, che una placca, se particolarmente molle, si rompa ed i suoi frammenti “embolizzino” cioè, trasportati dal sangue, vanno a chiudere i piccoli vasi situati più lontano. E’ evidente quindi che alti livelli di colesterolo non sono il diavolo, ma una risposta fisiologica e protettiva dell’organismo all’acidità, che quindi non va combattuta con farmaci, ma semplicemente riequilibrando l’alimentazione e mangiando più cibi alcalini. Il colesterolo alto è quindi solo una conseguenza e NON una delle cause primarie dei problemi cardio-vascolari, e non ha quasi nessun valore l’assunzione alimentare, visto che comunque l’80% è autoprodotto dall’organismo. L’affermazione è pesante, visti i profitti delle sostanze anticolesterolo, le cosidette statine, rappresentano i farmaci in assoluto più venduti nel mondo, con un fatturato di circa 26 miliardi di dollari all’anno. Proprio per questo ho cercato delle controprove, dei dati riguardanti le popolazioni che ai nostri giorni attuano ancora la dieta paleolitica, cioè con un maggior apporto alcalino nella loro dieta, come per esempio gli aborigeni in Australia, oppure i !Kung in Botswana (Africa) o gli Indios Yanomano in Brasile. Se la teoria dell’equilibrio-acido base fosse vera, tutte queste popolazioni dovrebbero avere per forza livelli di colesterolo modesti, in quanto non hanno eccessi acidi da smaltire con il calcio osseo. In effetti è proprio così, dato che le analisi su questi arcaici cacciatori-raccoglitori hanno confermato che il loro livello di colesterolo e anche di pressione sanguigna sono bassissimi. Vorrei sottolineare che il record del colesterolo più basso del mondo (assieme ai pigmei dello Zaire) è appannaggio degli Hadzabe, la tribù della Tanzania che ancora beve una delle acque più alcaline del mondo, quella del lago Eyasi. Alla luce di tutto questo cosa consigliare al tuo amico e, in generale, a tutta la popolazione mondiale?

- Bere acqua alcalina in quantità (almeno 1,5 litri). Sì, ma che vuol dire alcalina? L’acqua del rubinetto oppure in bottiglia è generalmente neutra, cioè 7 di pH, massimo 8, invece per svolgere le funzioni di smaltimento delle scorie deve essere compresa nel range 8,5-9,5, cioè simile a quella bevevamo nei laghi africani milioni di anni fa. Purtroppo nelle bottiglie di plastica l’acqua così alcalina non si può vendere, nel vetro sì, però costa troppo e così non esiste praticamente in commercio. Per ovviare al problema esistono però due soluzioni:
1) Apparecchi ionizzatori: sono dei dispositivi che si allacciano direttamente ai tubi idraulici e fanno uscire l’acqua alcalina direttamente dal rubinetto. Gli ospedali giapponesi sono tutti dotati di questi congegni e la popolazione ha la vita media più alta del mondo. Hanno un costo un po’ elevato, ma durano 10-15 anni e i benefici che danno ripagano ampiamente l’investimento. Per chi ancora fosse scettico riguardo l’argomento acido-base, ricordo che proprio recentemente la prestigiosa rivista “Nature” e anche l’ISS (Istituto superiore di sanità) hanno confermato che, visto che il cancro è acido, una speranza per curarlo può proprio essere l’uso di prodotti alcalini, che appunto contrastino l’avanzare delle malattia. Forse è anche per questo che in Giappone, la mortalità per cancro è la più bassa del mondo.
2) Gocce alcaline: sono dei flaconcini che contengono ioni potassio e di sodio, fortemente basici. Basta mettere 4 gocce in un bicchiere di acqua per renderla subito a pH 9-9,5.

Per maggiori informazioni su questi due prodotti, consultate il sito www.nbbf.eu.
Abbinare un integratore alcalinizzante in polvere o compresse.
Mangiare molta frutta/verdura assieme a carne magra/pesce (non di allevamento)/uova/olio extravergine di oliva /omega 3/alcalinizzante. Secondo la dottoressa Lynda Frassetto, docente di nefrologia dell’Università di S. Francisco (California), il rapporto (specialmente in caso di colesterolo alto o altre problematiche) dovrebbe essere di 70-80% di frutta e verdura e il restante 20-30% di carne e pesce.
Limitare (meglio eliminare) al massimo cereali, legumi e latte/derivati, alcolici, soft-drink, dolcificanti artificiali.
Allenatevi in modo breve, intenso ed infrequente: in questo modo diminuirete gli episodi acidi dovuti al training troppo lungo e frequente, dando all’organismo anche il tempo per smaltire l’eccesso di tossine: otterrete, senza alcun dubbio, la miglior forma (e il miglior stato di salute) della vostra vita.

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Salve Claudio! Da qualche giorno mi è arrivato il tuo libro e sto iniziando a leggerlo! Innanzi tutto i miei complimenti per le tue ricerche durate molti anni ma che hanno dato la speranza a migliaia di atleti come me che non vedono progressi da tempo. Volevo chiederti quanti progressi è possibile fare con il tuo metodo in termini di massa muscolare? Ad esempio, è da anni che le mie braccia non superano i 34 cm di circonferenza, mentre per il petto e torace la circonferenza è di 110 cm! C’è magari una formula o comunque un punto di riferimento per quanta massa muscolare un atleta può mettere su con il tuo metodo nel tempo? E’ impossibile per un atleta come me (alto 179 cm, circonferenza polso 18 cm peso 76 kg) fare crescere il braccio fino a 38-39 cm?
Grazie mille per l’eventuale risposta!
Con i metodi tradizionali da te probabilmente usati, che io chiamo per semplicità “4 x 10”, tu non crescerai mai. Le classiche schede costituite da 4-7 sedute settimanali, 4-5 esercizi per gruppo muscolare, con cavi, cavini e cavetti, non portano assolutamente a nulla, se non in fase iniziale e a chi ha doti genetiche superiori, ma che purtroppo appartengono al massimo al 5% della popolazione mondiale. Non è facile dirti quali sono i tuoi limiti muscolari, perché questi sono dati da una miscela di fattori che variano (anche di molto) da persona a persona, come il livello di ormoni, il numero delle fibre bianche, avere le inserzioni dei muscoli più lontane (con un maggior vantaggio a livello di leva), ecc. Esistono molte tabelle che provano a dare dei riferimenti a livello di misure muscolari, ma molte sono settate sui bombardoni, quindi assurde e irraggiungibili, a meno che non si voglia sperimentare l’ebbrezza di iniettarsi nel sedere farmaci per cani o cavalli. Sperando quindi che non sia il tuo caso, c’è comunque una tabella, chiamata di McCallum, che ho sempre considerato la migliore in questo senso, perché più credibile e affidabile. Per esempio nel tuo caso, che hai 18 cm di polso, potresti arrivare ad una misura ideale di 42,1 di braccio, mentre per il torace ottimale sarebbe avere 117 cm di circonferenza. Adesso ti sembreranno irraggiungibili e infatti lo sono, ma solo se continuerai magari ad allenarti con le solite schede, trite e ritrite, date dal tuo sedicente istruttore che la mattina monta i controsoffitti e la sera arrotonda lo stipendio nella tua palestra.
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