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Una pratica molto equilibrata, con una parte fisica, una meditativa e una legata al massaggio, che offre benefici sia a livello acrobatico che terapeutico

L’AcroYoga è una disciplina che combina l’arte Acrobatica, il Thai Massage e lo Yoga. Dalla felice unione di queste tre discipline nascono due percorsi, quello terapeutico e quello yogico-acrobatico.

Il Percorso terapeutico
Consiste nell’eseguire le posizioni Yoga in modo passivo sostenuti in “volo” da un partner che contemporaneamente applica varie manovre di Thai Massage (trazioni, torsioni, pressioni, ecc.). Questa pratica permette di sfruttare il peso del corpo, la forza di gravità e le inversioni per ottenere piacevoli benefici sulla colonna vertebrale, sul sistema nervoso e sulla mente.

Il Percorso Yogico-Acrobatico
Si sviluppa quando, avendo imparato ad eseguire alcune asana in “volo” sostenuti dal partner, cominciamo a combinarle in sequenze che hanno il potere di sviluppare grande sensibilità, equilibrio e tecnica. Inoltre, l’aspetto ludico di questa pratica apre le porte dell’entusiasmo, della gioia e della voglia di vivere.

I benefici dell’AcroYoga
Nei seminari di AcroYoga le persone si aprono e, ritornando in contatto con la loro parte più spontanea, imparano un sacco di cose, divertendosi e sviluppando consapevolezza. Si tratta di una disciplina molto equilibrata in quanto avendo una parte fisica, una meditativa e una legata al massaggio, permette di fare un vero e proprio percorso del benessere anche all’interno di un solo seminario. Essendo una pratica che si fonda prima di tutto sui principi dello Yoga tradizionale, l’AcroYoga si rivela come una disciplina che può essere appresa gradualmente da chiunque abbia voglia di incontrare il prossimo in un ambiente sano, sicuro e divertente.

Un target trasversale
Ogni posizione o transizione dell’AcroYoga può essere appresa con calma e in sintonia col proprio ritmo e le proprie risorse fisiche. Sono proprio le persone che hanno qualche dolorino alla schiena o che sono più bloccate fisicamente a sentire immediatamente il beneficio di questa pratica che insegna ad abbandonare le tensioni, quando serve, e a mettere in tono tutto il corpo unificandolo quando è necessario. Ma per chi non ha mai provato questo tipo di pratica sorge spesso spontanea la domanda: “Ma l’AcroYoga sarà adatto a me che non ho molta esperienza nello Yoga o in altre discipline corporee?”. Assolutamente sì! Anzi, sono proprio le persone che non hanno già schemi motori preconfezionati e irrigiditi che si appassionano di più, grazie all’enorme quantità di esperienze che vanno dalla scoperta dell’equilibrio all’uso consapevole delle linee di forza, ecc.

Acrobazia, divertimento, terapia
Sviluppando equilibrio, allineamento, comunicazione e capacità di sorridere, l’AcroYoga ci porta a sperimentare i ruoli intercambiabili della “Base” e del “Flyer”. Le Asana (posizioni Yoga) vengono eseguite in “volo”, sostenuti dalle gambe e dalle braccia della Base che, ricevendo il peso del Flyer con armonia e grazia, agevola il passaggio tra una posizione e l’altra, dando vita a sequenze e flussi (Vinyasa) spettacolari. I benefici di questo aspetto dell’AcroYoga si riflettono su entrambi i partner in vari modi. Cresce la consapevolezza corporea, il senso dell’equilibrio, la fiducia, la capacità di comunicare e ascoltare in modo armonioso… e naturalmente si sperimenta una forte eccitazione e gioia. Questa è decisamente la parte divertente dell’AcroYoga. Ma c’è anche una parte terapeutica, altrettanto importante. Quando le prime basi tecniche necessarie a sostenere il partner sulle proprie gambe e braccia sono acquisite, è possibile praticare numerose manovre di Thai Massage in “volo”. Questo è il momento in cui l’Acrobatica diventa uno strumento per sfruttare il peso corporeo e la forza di gravità al fine di allungare e sciogliere i muscoli e creare spazio e relax nelle giunture. Questa pratica è accessibile a tutti da subito e prepara al lato più acrobatico sviluppando la capacità di lasciarsi andare nel “Flyer” e la fiducia nella propria capacità di sostenere nella “Base”.

Jacopo Ceccarelli

Intervista a Jacopo Ceccarelli
Consideriamo due persone che non hanno familiarità con lo Yoga: come si decide chi farà la Base e chi il Flyer? Occorrono delle predisposizioni particolari per svolgere l’uno o l’altro ruolo? L’istruttore cosa consiglia in proposito? Come sceglie, se le due persone sono entrambe indecise sul da farsi?
“Inizialmente il ruolo di Base e Flyer è intercambiabile, questo consente, nei primi ‘voli’ ed esercizi che non comportano eccessive difficoltà, di sperimentarsi per scoprire quale ruolo è più adatto alla propria corporatura e predisposizione. Sperimentare entrambi i ruoli permette inoltre di comprendere bene cosa fare, per esempio come base, per facilitare il flyer e viceversa. All’inizio, nei seminari o nei corsi, è l’insegnante che invita ad assumere un ruolo o l’altro, ma col tempo saranno i praticanti stessi a decidere se specializzarsi come base o come flyer. Il flyer è generalmente leggero, agile e flessibile. La base è generalmente più robusta e stabile. In ogni caso il ruolo è relativo quando due praticanti si incontrano per esempio per la prima volta: saranno le loro proporzioni corporee a portarli spontaneamente a scegliere il ruolo adatto. Resta comunque una disciplina in cui con la pratica il ruolo è spesso intercambiabile”.

Prima di lavorare in coppia si effettuano degli esercizi singolarmente? Esiste un riscaldamento da svolgere da soli per prepararsi al meglio ad affrontare le posizioni di coppia?
“Sì, esistono delle sequenze di asana e di altre pratiche che permettono di sviluppare la consapevolezza del proprio corpo al fine di assumere gli allineamenti corretti durante il ‘volo’ e la forza minima necessaria per assumere le posizioni in coppia. Soprattutto si impara attraverso questi esercizi a scoprire le linee di forza che il nostro corpo può sfruttare per usare il peso e attivare leve che riducono la fatica”.

In base alla tua esperienza, generalmente dopo quanto tempo le persone diventano “sciolte” nei movimenti?
“La scioltezza, intesa come flessibilità, richiede una pratica personale regolare dello Yoga ma la capacità di entrare e uscire dalle posizioni dell’AcroYoga può essere acquisita velocemente se insegnata in modo metodico passo per passo. Si tratta infatti di imparare a svolgere una serie di manovre e movimenti in una precisa sequenza. Se l’insegnante è capace di spiegare bene ogni passaggio già alla fine di un seminario di due o tre giorni i praticanti riescono a fare cose che non avrebbero pensato. Questo spesso contribuisce a migliorare l’autostima che permette a sua volta di sentirsi più sicuri ad affrontare gli esercizi più avanzati”.

Qual è la parte della lezione che “intimorisce” di più e quella invece che non comporta particolari difficoltà per gli allievi?
“Dipende molto dagli studenti: alcuni non vedono l’ora di volare alto e a testa in giù! Altri si sentono più sereni nella parte dell’AcroYoga in cui vengono effettuate manovre di Thai Massage in volo. Essendo quest’ultima parte anche molto rilassante, la paura svanisce velocemente e contribuisce anche a rassicurare il praticante per eventuali voli acrobatici. In genere la parte del volo terapeutico è facilmente affrontata da tutti”.

È chiaro che la disciplina può essere svolta da qualsiasi utente: ma qual è il target maggiormente interessato a intraprendere questo tipo di percorso?
“Sicuramente le persone che già praticano Yoga sono quelle che frequentano in maggior numero corsi e seminari di AcroYoga ma abbiamo avuto anche persone ultra sessantenni che si sono rivelate molto entusiaste e coraggiose durante la pratica. Abbiamo avuto anche il piacere di insegnare AcroYoga ad appassionati di fitness, giocolieri, acrobati e sportivi in genere”.

Quali sono gli aspetti che i tuoi allievi apprezzano maggiormente della disciplina?
“Il contatto umano, l’allegria che si crea, il rispetto reciproco che nasce spontaneo con la pratica e sicuramente il lavoro fisico estremamente salutare! Tutti riscontrano un maggiore senso dell’equilibrio, maggiore consapevolezza corporea e senso dello spazio, aumento dell’autostima e rinnovata voglia di usare il corpo e la mente per attività salutari”.

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