Allenamento EMOM

Allenamento E.M.O.M.: gli errori da evitare

Se vogliamo creare un nostro allenamento in modalità E.M.O.M. dobbiamo stare attenti a non commettere alcuni errori che potrebbero inficiarne l’efficacia e la sicurezza

 

Quando presentiamo ai nuovi iscritti una sessione di allenamento suddivisa in intervalli di un minuto, spesso notiamo in loro smorfie di perplessità.

Stanno pensando che li sottostimiamo. In realtà non sanno che stanno per affrontare i minuti più lunghi della loro vita.

Allenamento E.M.O.M. (Each minute on the minute) significa compiere un numero di movimenti prestabiliti all’interno di un minuto, entro lo scadere del minuto stesso. Quando inizia un nuovo minuto si riparte da capo. In alcune modalità si fanno singoli o multipli movimenti che si ripetono uniformemente ogni minuto per tutta la successione dei minuti. In altre modalità si imposta un ciclo nel quale si alternano i movimenti cambiandoli allo scadere di ogni minuto.

Semplice, vero? Sì, ma non banale!

Se vogliamo creare un nostro workout in modalità E.M.O.M. senza dover ricorrere a quelli reperibili in rete o sulle riviste di settore, dobbiamo stare attenti a non commettere alcuni errori che potrebbero inficiare l’efficacia e la sicurezza del nostro allenamento.

5 errori da evitare durante la costruzione di un  allenamento EMOM:

 

  1. Quando ci sono esercizi con sovraccarichi non impostare carichi che vanno oltre il 60% del massimale di una singola alzata, a meno che non si tratti di un breve ciclo, massimo 7/8 minuti, votato alla forza.
  2. Creare “ridondanza”, ovvero combinare trazioni alla sbarra e vogatore, oppure panca piana e piegamenti a terra. Sempre meglio alternare una spinta ad una tirata. Tra una spinta e una tirata si può inserire un recupero attivo in posizione di plank.
  3. Continuare con le ripetizioni anche dopo che il suono della fine del round ci ha sorpreso prima di averle terminate.Questo significa che non abbiamo le energie necessarie per sostenere tale ritmo. Meglio prendersi un round di riposo. Completeremo la sessione successivamente, quando avremo acquisito la necessaria forza e la conseguente esperienza.
  4. Prendere alla lettera “il minuto”. Possiamo estenderlo fino a due minuti, ad esempio. Oppure comprimerlo fino a trenta secondi. La massima produzione di energia si ottiene spesso con intervalli inferiori al minuto.
  5. Usare sempre gli stessi attrezzi. Date spazio alla fantasia e scegliete anche oggetti non convenzionali, basta che siano sicuri da manovrare. Stiamo parlando di copertoni di auto, sacchi di sabbia, ostacoli da saltare o aggirare, bersagli da colpire.

Si consiglia inoltre di non oltrepassare i 30 intervalli da un minuto. Già superando i 20 intervalli è opportuno che siano preponderanti i movimenti a corpo libero o “cardio” (vogatore, bike, salto della corda) per evitare eccessivo stress articolare. Una volta evitate queste insidie avremo a disposizione uno strumento estremamente versatile. In grado di assolvere alle esigenze di un principiante quanto di un atleta esperto

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