Per recuperare in breve tempo un fisico tonico e magro è meglio buttarsi a capofitto in una dieta shock o allenarsi senza sosta?

La bella stagione è ormai arrivata, il sole, il caldo e la voglia (oltre che la necessità) di scoprirsi hanno sostituito il freddo inverno appena trascorso. Come ogni anno, per migliaia di persone, questo periodo coincide con la consapevolezza di una forma fisica che meriterebbe d’essere migliorata e comincia l’ardua scelta tra una dieta drastica, tipica di chi prova a correre ai ripari all’ultimo momento, o un allenamento esasperato con la convinzione che dedicarsi per ore e ore ad una qualsiasi disciplina sportiva possa cambiare il proprio aspetto fisico, sebbene in poche settimane. Prima di lasciarsi sedurre dall’idea di una dieta ferrea o di un allenamento esagerato occorrerebbe analizzare meglio quali sono le differenze tra queste due alternative.

Quando la dieta non è ponderata
Sottoporsi ad una dieta ferrea sembra quasi sempre la soluzione migliore, in realtà il numero di diete che poifalliscono rasenta la quasi totalità di chi prima o poi prova a percorrere questa strada, vale soprattutto quando la scelta di una forte riduzione alimentare appare l’unica soluzione per dimagrire e farlo in tutta fretta.
La ragione è evidente, l’idea stessa di dover subire una privazione fa aumentare il desiderio di alimentarsi, non poterlo fare pone una condizione di stress emotivo, di malumore. Accade in ogni momento dell’anno, ma forse ancor di più in estate quando le giornate più lunghe, il clima vacanziero e quindi il bisogno di rilassarsi mal si concilia con un ferreo controllo su quello che si mangia. È inevitabile che i buoni propositi si infrangano rapidamente dopo pochi giorni o poche settimane di restrizione calorica, che spesso sono il preludio per un periodo di nuove abbuffate. Una simile situazione non fa altro che comportare delle privazioni temporanee che ciclicamente si alternano nel corso dell’anno, spesso tristemente promosse da molte riviste che nei periodi cool propongono fantasiose diete con le quali promettono di far perdere kg e cm in pochi giorni. Quello che non viene detto è che la perdita repentina di peso porta ed essere certamente più leggeri, ma questo non significa essere più magri. Anzi molto spesso una dieta drastica comporta una gravosa diminuzione di massa magra, e con essa una grande quantità di acqua (principale componente anche delle strutture muscolari) avendo come risultato solo quello di apparire più leggeri.
La quantità di grasso realmente impiegato è bassissima, anche perché il processo di utilizzo dei grassi è tutt’altro che rapido e cospicuo. Per contro, aver determinato una diminuzione delle masse muscolari comporta il rallentamento del metabolismo, che si traduce con un minore consumo di calorie. La vera chiave di volta del dimagrimento infatti è proprio l’accelerazione metabolica. Lo sanno bene coloro che dosano nel loro allenamento le giuste proporzioni di lavoro aerobico e lavoro con i sovraccarichi, poiché una muscolatura più ipertrofica (senza la necessità di avere l’aspetto tipico di un bodybuilder) aiuta moltissimo non soltanto nel processo di dimagrimento, ma rappresenta una sorta di misura di sicurezza che previene nuovi incrementi adiposi. Una dieta drastica porta quindi ad una repentina perdita di peso che però non corrisponde ad un reale dimagrimento, e ad un calo del metabolismo che porta a recuperare rapidamente i kg persi appena si conclude il periodo di restrizione alimentare anzi, molto spesso i kg che si recuperano dopo una dieta sono perfino maggiori di quelli che si erano persi. Finendo, dieta dopo dieta, per peggiorare drasticamente le proprie condizioni, al punto che forse sarebbe stato meglio non cominciare mai. Inoltre il dimagrimento mediante una dieta, quand’anche si realizzasse, determina un aspetto maggiormente sciupato e deperito, nulla a che vedere con l’ambizione condivisibile di avere un fisico che non sia solo e semplicemente magro, ma che sia più attraente sotto il profilo estetico e certamente più prestante sotto l’aspetto funzionale.

La giusta “dose” di attività fisica
Il raggiungimento di questi obiettivi può essere effettuato esclusivamente con una attività fisica, e non certo con allenamenti intensi ed esasperati nella vana ricerca di un risultato immediato, che non si può ottenere ed esporrebbe in aggiunta a numerosi rischi per la propria salute, oltre a consentire solo qualche effimero miglioramento. La strada da percorrere è quella della sollecitazione fisica, un allenamento regolare e costante. Non quindi uno strumento per tamponare o sopperire a qualche inestetismo, quanto l’acquisizione di uno stile di vita attivo che permetta certamente vantaggi sul fronte estetico, ma non di meno agisca migliorando l’aspetto funzionale, la performance, la qualità della vita e, non ultimo, la sua durata. L’allenamento costante è più efficace di uno stimolo saltuario ed intenso poiché in questo caso non si punta soltanto ad “apparire” al meglio, ma ad avere una marcia in più anche sotto il profilo salutistico. Quanto alla forma fisica, l’allenamento costante non induce una sensazione di malessere, di frustrazione da carenze, come per una dieta ferrea, ma restituisce una sensazione di benessere diffuso, che ha una spiegazione anche nei processi ormonali che si determinano. L’allenamento costante permette di accelerare in modo significativo il proprio metabolismo e di migliorare il trofismo muscolare. Questo significa avere un aspetto fisico più gradevole, più atletico e scattante. Significa indurre un graduale processo di dimagrimento che possa portare in modo selettivo ad utilizzare gli eccessi lipidici, anche nei casi in cui ci si conceda qualche “sgarro” alimentare. Proprio perché maggiore attività muscolare implica un maggior consumo energetico, capace di compensare qualche piccolo eccesso.
L’incubo dell’ago della bilancia scompare poiché non è più l’elemento capace di determinare il grado di forma di un soggetto, il parametro peso non discrimina tra massa adiposa e massa muscolare, e a parità di peso c’è un’enorme differenza tra chi costantemente si allena e chi è in sovrappeso.
Appare evidente quindi che la strada di una dieta ferrea e restrittiva non può essere mai la soluzione migliore perché le privazioni sul lungo periodo non possono essere mantenute, ed hanno una serie di effetti negativi a cascata. Inoltre è impensabile ed inattuabile una vita in cui si è perennemente a dieta. Porterebbe ad un tale livellamento metabolico verso il basso da rivelarsi deleterio in caso di interruzione. Un allenamento costante, che diviene un vero e proprio stile di vita permette un circolo virtuoso di vantaggi, ed è certamente un atteggiamento che può essere mantenuto tutto la vita, anzi sarebbe fortemente auspicabile poterlo fare. Se poi si associa una corretta alimentazione (cosa diversa da una dieta ferrea) allora tanto meglio.

Pierluigi De Pascalis


Commenta con Facebook

Commenti