Il Bar di un centro fitness

2
Bar nel centro fitness

Negli anni ’90 si affermò la definizione di “Value for money” per indicare l’importanza che il consumatore attribuiva al rapporto qualità/prezzo.
Negli anni successivi è stato il tempo la variabile fondamentale, e pertanto per molti anni si è parlato di “Money for time“.
La tendenza di questi ultimi anni è invece all’insegna del “Value for Experience”.

Il Valore delle Esperienze

Il Valore viene percepito attraverso le esperienze effettuate, il consumatore vuole essere il protagonista della sua experience. Questa tendenza vale anche per la ristorazione e a maggior ragione per i Bar dei centri fitness.

Cocktail personalizzati, ritorno ai classici, un menù di piccoli piatti con un servizio curato, veloce e casual come alternativa al ristorante, sono alcuni trend del momento per i bar dei centri fitness che devono distinguersi e regalare emozioni, o meglio, esperienze.

Il valore aggiunto? Il contatto diretto tra cliente e il barman non mediato dal cameriere.

I ritmi sono diversi da quelli degli esercizi di somministrazione territoriali, c’è il tempo per ascoltare il cliente che – non è una novità – ha voglia di parlare, scoprire i suoi gusti e le sue preferenze.

C’è la professionalità per costruire un drink naturale, energetico o innovativo su misura in pochi minuti o consigliare un prodotto, dare spiegazioni e soddisfare la curiosità di chi vuole sapere qualcosa di più su quello che viene offerto. Il rapporto umano che si crea porta alla fidelizzazione.

No quindi alle macchinette e ai distributori automatici nei centri fitness, al così detto mordi e fuggi ormai anacronistico anche nel mondo del fitness, ancora spesso fatto di sale con tante macchine isotoniche “a prova di scemo” per la facilità e per il poco coinvolgimento mentale che richiedono nell’uso.

Abbattere le barriere o le rigide delimitazioni tra i vari spazi comuni a favore di un unico spazio fluido e conviviale al centro della scena del centro fitness, sempre animato con un palinsesto di appuntamenti ed eventi, con diverse funzioni che convivono e con atmosfere particolari a seconda del momento della giornata grazie a sottili cambi di luce e musica è la tendenza del momento per un bar di un centro fitness.

Il Bar si deve alleggerire del servizio di ristorazione tradizionale a favore di proposte food al bar dove il cliente deve trovare anche una piccola carta, disponibile a tutte le ore, anche quando il bar stesso è chiuso.

È sufficiente una offerta piccola, mirata in funzione di quanto “gira“ la clientela. E’ inutile avere una carta stile pagine gialle, meglio concentrarsi su poche cose, ma fatte bene come ad esempio studiare una piccola offerta food che valorizzi le bevande isotoniche o naturali. Vietate patatine e noccioline, anche solo per un aspetto di coerenza con il leitmotiv dello star bene che un centro fitness dovrebbe esprimere, a vantaggio di snack salutari come frutta secca, verdura, frutta etc.

È auspicabile una personalizzazione dei cocktail sulla base del tipo di allenamento o attività svolta, una performance a base di prodotti della tradizione locale rivisti in chiave energetica.

Di fatto il bar di un centro fitness si trasforma in una area F&B funzionando come una alternativa al ristorante, dove il cliente si aspetta un servizio curato, ma casual e salutare, con un orario più lungo e flessibile.

Il bar, area food and beverage o lobby lounge che sia, è solo uno degli strumenti che il gestore di centro fitness ha a disposizione per la customizzazione, ovvero l’adeguamento di un prodotto o di un servizio alle esigenze del singolo cliente che, se ben interpretato, è quello che fa la differenza tra una proposta innovativa e di business e un qualsiasi locale dove si celebra il rito dell’aperitivo o dell’happy hour, forse più modi e fuggi di una semplice macchinetta del caffè.

 

2 COMMENTS

  1. Investimento per la realizzazione del bar
    Stipendio per gli addetti
    Magazzino e merce in giacenza
    Food cost
    Margine operativo
    Quella fatturato deve avere un bar di un centro fitness per arrivare almeno a break even?
    Ed in quanti anni questo dovrebbe accadere?
    Se qualcuno mi dà i numeri giusti potremmo capire in quante palestre italiane potrebbe essere realizzato per avere un profitto.
    Resto in attesa.
    Nel frattempo a spanne potrei dire 6 palestre su 8000.

  2. Poni alcune questioni che ritengo utilissime alle quali cerco, nei miei limiti che sono tanti, di rispondere approfondendo maggiormente il tema.
    Le aziende di servizi si differenziano sulla base delle aspettative dei propri clienti. Sarà una coincidenza ma posso portare d’esempio il fatto che proprio questa mattina ho rinnovato l’assicurazione della macchina comperando On line. Ho pagato veramente poco ottenendo coperture e servizi al limite di quanto consentito dalla legge. Ma mi va bene così.
    In Italia lavorano circa 7000 centri fitness e non sono tutti uguali. I centri fitness che personalmente definisco come “il vero Low cost professionale italiano” fatto di tantissime palestre rionali sono un esempio di business che funziona dove il distributore automatico di bibite e alimenti è parte integrante del servizio e dell’aspettativa del cliente.
    Il mercato delle aspettative dei clienti è però molto piu’ grande e sono veramente tanti i gestori di centri fitness che hanno capito che tra le esigenze di una fetta importante del loro Target rientra anche quella del food and beverage e si sono attrezzati molto bene e alcuni di loro cercano costantemente di anticipare le tendenze.
    Per quanto riguarda invece la convenienza di una operazione di questo genere posso affermare essendo del mestiere che è una attività conveniente con un rischio d’impresa limitato dal fatto che è una attività da cassetto.
    In generale una persona del mestiere così come avviene per tutte le attività, non ha bisogno di tanti dati per capire se l’attività ha un senso o no e quanto.
    Per farci una idea del business nel nostro caso considerando anche la mancanza di un revenue storico potremmo definire un Pro medio di spesa di F&B per ogni iscritto in modo da costruire un business plan e una proiezione per gli anni a seguire.
    Sono disponibili vari sistemi per calcolare questo dato, tutti molto teorici. E’ utile a tal fine recuperare alcune informazioni come se i nostri iscritti attivi sono alto spendenti o no, la loro permanenza qualificata (orari pranzo, ecc.) in palestra e il listino consumazioni in modo da definire i potenziali consumi pro medi e moltiplicarli per il numero degli iscritti.
    Questo parametro è anche quello sul quale si calcola l’affitto nel caso di affitto del ramo d’azienda a terzi.