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Una notizia che va interpretata come un’inversione di rotta e che ci fa ben sperare: alcuni colossi della moda hanno siglato un accordo per dire stop alle taglie under 38 (per le donne) e under 48 (per gli uomini). D’ora in avanti in passerella non sfileranno più modelle emaciate e platealmente sottopeso, bensì donne e uomini dall’aspetto sano.

Un patto siglato da due grandi del fashion e del lusso internazionale, LVMH e Kering, proprietari di marchi come Gucci, Dior, Bottega Veneta, Louis Vuitton, Saint Laurent, Fendi, Givenchy e Loro Piana, che ci auguriamo sia di ispirazione per tutti gli stilisti e le case di moda del mondo.

Le nuove linee guide a cui si atterranno tutti i marchi citati, e a cui le agenzie di casting dovranno fare riferimento, pongono dei limiti precisi, anche di età: non si potranno più accettare modelle e modelli eccessivamente magri, né ragazze e ragazzi minori di 16 anni per rappresentare adulti nelle sfilate o nei servizi fotografici. Ulteriori indicazioni vengono fornite per i modelli di età compresa tra i 16 e i 18 anni, i quali non potranno essere impiegati in orari serali (tra le 22.00 e le 6.00) e dovranno sempre essere accompagnati da un tutore.

“L’importanza del benessere delle modelle e dei modelli non può più essere sottovalutata dal mondo della moda. Quali leader nel settore del lusso, riteniamo che sia nostra responsabilità collocarci in prima fila in questa iniziativa”, afferma Antoine Arnault, membro del Consiglio di amministrazione di LVMH.

E in Italia?

L’attenzione sul tema dell’eccessiva magrezza è alta nel nostro Paese, dove dal 22 dicembre del 2006 esiste il Manifesto nazionale di autoregolamentazione della moda italiana contro l’anoressia voluto da Giovanna Melandri, l’allora ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, un atto concreto alla formazione di canoni estetici sani.


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