Belli fuori… puliti dentro

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L’idrocolon terapia consente una pulizia intestinale profonda che, associata a una corretta alimentazione e a una costante attività fisica, aiuta a riequilibrare l’organismo

L a prima volta che ho sentito parlare di “secondo cervello” confesso di non aver compreso; ma conoscendo e rispettando lo spessore umano e scientifico del mio interlocutore ho fatto finta di avere perfettamente capito. Fortunatamente dopo poco i neuroni si sono mossi, si stava parlando dell’intestino, come lo ha sempre definito il prof Michael D. Gershon della Columbia University: un cervello enterico detto addominale o viscerale. Troppe volte analizziamo l’intestino visualizzandolo come “una porta di uscita”, ma l’intestino, ed il colon in particolare, è molto di più, è soprattutto “una porta di entrata”, sede del sistema immunitario e responsabile dell’assimilazione. Sarebbe quindi logico e fondamentale prendersene cura, anche alla luce di due drammatici dati statistici: la maggioranza della popolazione soffre di problematiche più o meno intense dovute a una serie di diffusissimi disturbi come gonfiori, stipsi, stanchezza, flautolenza, fermentazione, rallentamenti digestivi ecc. Molti di questi disturbi vengono identificati con la sindrome del colon irritabile e colpiscono tantissime persone. Il secondo dato statistico riguarda il preoccupante e sempre crescente numero di patologie oncologiche intestinali. Un dato che non può non essere messo in correlazione con lo stile di vita, uno stile che si sta negativamente evolvendo, probabilmente a causa di tanti fattori fra cui il tipo di alimentazione e le molte sostanze inquinanti con cui veniamo in contatto.
Accanto a questa situazione non è da sottovalutare come l’uomo, conseguentemente alla tipologia di alimentazione, possa essere facilmente infestato da varie forme di parassiti intestinali (fra cui i trematodi che, in determinate condizioni, producono tossine come l’orto-fosfo-tirosina che possono instaurare un processo canceroso), ma accanto a queste forme ce ne possono essere altre come l’anisaki simplex (che può essere causa di numerose allergie) o le più conosciute forme come la lambia o dei funghi come la candida o il gimnoaschi. Va da sé che tutte queste “presenze” sono amplificate da un intestino che nel corso degli anni ha accumulato scarti al suo interno, creando anche formazioni tossiche che ostacolano sempre più il transito e impediscono il corretto funzionamento, alterando la flora batterica e ostacolando l’omeostasi di questa vitale struttura.

Una pulizia necessaria
La cosa che sfugge alla maggioranza delle persone è che anche con una regolare evacuazione giornaliera l’intestino potrebbe non liberarsi completamente. Si creano dei “ristagni” che possono degradare la mucosa intestinale. Alla luce di queste evidenze è una esigenza sempre più sentita quella di procedere ad una “pulizia intestinale”. Questo termine è vago ma rende certamente l’idea. L’operazione di riequilibrio può certamente partire dall’alimentazione dando più spazio a frutta, verdura e fibre, riducendo i latticini, togliendo le farine bianche ed i lieviti, i salumi e gli insaccati (sodio e nitrati), diminuendo le carni rosse. Ma qui siamo solo all’inizio, ciò che probabilmente occorre fare è la famosa pulizia.
Questa pratica non è una trovata dell’ultima ora, nella cultura indiana, così come nella medicina cinese, esistono da sempre dei rimedi e delle metodiche (di cui parleremo dopo) che mirano a ripulire la parte interna del nostro corpo. Alla base di tutto l’elemento principe è l’acqua, troppo spesso dimenticata e sottovalutata nella sua funzione vitale. Ci sono poi diversi prodotti fitoterapici ed erboristici che possono dare un aiuto, esempio l’aloe, l’uncaria, la bardana, il tiglio. C’è anche un minerale che risulta fondamentale; è il magnesio che, fra le centinaia di sue funzioni, annovera anche l’essere importantissimo per la salute del colon (come del resto lo è la glutammina per i villi intestinali).
Ma ci sono anche veri e propri protocolli con dei prodotti che devono essere ciclizzati e che mirano prima al ripulire e poi al ripristinare con pre o probiotici (fibre e fermenti). Questi prodotti stanno riscuotendo successo proprio perché agiscono in modo più completo e profondo rispetto ai “normali” prodotti che mirano a risolvere “semplici” problemi di stitichezza o di fermentazione. Ancora non ci sono dati di ricerche scientifiche pubblicate su riviste di impatto medico, ma i presupposti sono senza dubbio validi. Accanto a questo tipo di intervento, che si effettua quindi con l’ausilio di un pool di integratori, ci sono altri tipi di interventi che hanno una antichissima tradizione (esistono documentazioni egizie di circa 3500 anni fa). Si tratta dell’idrocolon terapia, una sorta di “grande lavaggio” con l’ausilio principale di acqua calda o tiepida eventualmente con l’aggiunta di ossigeno ed eventualmente minerali.

Una cura efficace

La terapia è molto poco traumatica e mira a pulire e riattivare tutte le funzioni del colon effettuando una profonda pulizia, rimuove i residui fecali depositati nelle curve, nelle tasche e sulle pareti del colon, elimina la flora batterica alterata e favorisce la ricrescita di quella equilibrata. Eliminando, oltre alle scorie, la flora batterica putrefattiva si permette così al colon di ripristinare anche le sue funzioni primarie e ritornare a produrre pienamente anticorpi. Con questo lavaggio intestinale che parte dall’ampolla rettale e risale al cieco, si eliminano, assieme al materiale fecale incrostato nelle villosità intestinali, anche residui digestivi, tossine ed agenti batterici.
L’idrocolon terapia viene effettuata con un’apposita apparecchiatura che permette, tramite una cannula, di introdurre nel colon la miscela. Contemporaneamente, già dopo i primi minuti, c’è anche l’espulsione di materiale che ritorna alla macchina (questa è la metodica denominata a circuito chiuso). In altri casi invece sia ha prima una lentissima immissione del liquido, contemporaneamente l’operatore esegue una serie di massaggi che favoriscono lo sblocco di eventuali aderenze residuali all’interno. Raggiunta una certa pressione interna, la terapia si interrompe ed il paziente si reca in bagno per espellere il liquido.
La seduta deve essere preceduta da una visita sia fisica che anamnestica che serve all’operatore per capire se esistono delle controindicazioni (esempio una patologia in fase emorragica, morbo di Chron, gravidanza) o per capire quante sedute proporre per affrontare le patologie presenti. Mediamente 2/3 sedute totali eseguite con cadenza settimanale sono più che sufficienti; le sedute possono aumentare se occorre agire più profondamente su una stitichezza. La durata di una singola seduta va dai 30 ai 45 minuti. Molto importante anche il dopo trattamento dove è bene assumere minerali e fermenti lattici, quest’ultimi devono essere elevati come concentrazione e soprattutto appartenenti non solo a due o tre ceppi ma a molteplici famiglie.

Benefici ad ampio raggio
I campi di impiego dell’idrocolonterapia sono veramente ampi e soprattutto in grande sviluppo.
Fra questi:
• Meteorismo
• Colon irritabile
• Stipsi
• Parassitosi
• Colite ulcerosa in fase remissiva
• Diverticolosi

I nuovi settori applicativi sono la dermatologia (è incredibile i benefici che si ottengono sulla pelle con questa terapia), la gastroenterologia, l’urologia, la proctologia, l’ematologia.
Naturalmente a livello preventivo anche nell’oncologia l’idrocolon è un valido supporto. Purtroppo questa pratica è ancora troppo poco diffusa soprattutto se rapportata ai benefici che sviluppa. Occorre anche segnalare come i più convinti sull’utilità di questo metodo effettuino all’inizio un trattamento del giusto numero di sedute con idrocolon (a cui va sempre fatto seguire l’uso di pro e pre biotici); seguentemente, durante l’anno possono eseguire un ciclo di pulizia con appositi kit di integratori per mantenere il colon nella massima efficienza. è comprensibile come a volte quello della pulizia del colon possa essere argomento su cui riderci sopra, eppure chi l’ha provata, magari superando il naturale imbarazzo, si è reso conto dell’effettiva efficacia.
Anche persone senza alcuna patologia particolare si sono accorte di come effettivamente questa terapia consenta di provare maggiore vitalità e recupero, di come piccoli disturbi (a cui magari non diamo eccessivo peso) siano scomparsi lasciando invece spazio ad una netta sensazione di equilibrio ed efficienza. Inutile sottolineare come, soprattutto chi si sottopone a diete proteiche, magari particolarmente ricche di carne, possa trarre notevoli benefici da questa pulizia profonda. Ormai la pratica è molto diffusa ed è molto facile trovare centri benessere, poliambulatori o terme che offrono questo tipo di terapia sia da sola che in associazione ad altri trattamenti mirati alla qualità della vita.

Marco Neri