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Walk up Training Program propone un’attività divertente ma seria, dinamica ma sicura e soprattutto di gruppo ma individuale, un gioco di parole che nelle sue contrapposizioni ci caratterizza

Da oggi si può. È nata la W.I.A.–Walk up International Academy, la scuola di formazione per istruttori che insieme al WALK UP TRAINING PROGRAM, programma specifico d’allenamento studiato e sviluppato per l’utilizzo dei tappeti meccanici NESSFIT, l’azienda italiana produttrice dei tappeti Fitwalker, e al CSAIn (Centro Sportivi Aziendali e Industriali) che oltre ad assicurare i propri tesserati, garantisce legalmente i propri istruttori con il riconoscimento del CONI, daranno vita a questo progetto.
Per ultimo e non per ordine d’importanza, il Dott. Giovanni Posabella, specialista in Medicina dello sport, che vanta grande esperienza e riconoscimento professionale anche grazie alla sua collaborazione con la Nazionale Italiana di Mountain Bike e che darà il suo contributo allo sviluppo tecnico-scientifico della metodologia aumentando in modo esponenziale la credibilità della stessa.
L’energia di quest’unione dà corpo a un nuovo MOVIMENTO e non va dispersa ma finalizzata a riscoprire il piacere di camminare e nello stesso tempo di proporre una metodologia riconosciuta e riconoscibile.

La metodologia
La grande difficoltà nel presentare una nuova proposta d’allenamento, diversa da tutte quelle già esistenti, è di riuscire a trovare un compromesso e stabilire criteri appropriati tra allenamento e divertimento senza mai trascurare le regole base di sicurezza su tutti gli aspetti motori e posturali, e con il compito ancora più difficile di renderla piacevole e praticabile a un maggior numero di persone.
Studiata appositamente per chi è alla ricerca di un nuovo metodo di interpretare l’antico gesto del camminare, sempre uguale da millenni eppure diverso per ciascuno di noi. Tutto ciò inizia a prendere forma nell’attribuire il giusto valore e potenziare l’importanza del “singolo” nell’attività di gruppo. WALK UP TRAINING PROGRAM nasce con questa filosofia di proporre un’attività, divertente ma seria, dinamica ma sicura e soprattutto di gruppo ma individuale, un gioco di parole che nelle sue contrapposizioni ci caratterizza. Questo non potrebbe diventare realtà se il lavoro fosse proposto in modo aleatorio e senza criterio.
Il cardiofrequenzimetro in questo caso diventa indispensabile. Il suo corretto utilizzo e una preparazione adeguata degli istruttori è la strategia vincente per una proposta personale d’allenamento ed un mezzo sicuro di tutela della vita dei nostri allievi.

L’utilizzo dei bordi
Ho voluto dedicare un paragrafo a parte all’uso dei bordi non solo per il valore didattico aggiunto ma principalmente per quello psicomotorio, però devo sottolineare anche che la tecnica di base del programma WALK UP è e sarà sempre la camminata, gesto funzionale e naturale per la deambulazione umana, e tutte le sue variazioni che possono essere: di velocità, di falcata, di posizionamento del corpo in relazione al piano inclinato e di appoggio e non delle mani sul manubrio.
All’inizio, sottovalutando molto l’utilizzo dei bordi, li avevo proposti solamente per aumentare il dinamismo della lezione; in poche parole volevo utilizzare questa tecnica come “anti noia”, pur essendo molto attento ad evitare che il suo scopo diventasse puramente coreografico. Man mano che la metodologia dei bordi si è evoluta, la sua versatilità e la sua importanza nello stimolare e migliorare le nostre capacità e abilità fisiche è venuta a galla e ha iniziato a occupare un ruolo metodico/educativo sostanziale e fondamentale per la struttura didattica del programma.
Tutto ciò fa scatenare una vera e propria “detonazione” nello stimolo della propriocettività. Perché, attraverso gli spostamenti laterali e tutte le tecniche che utilizzano i bordi, si determina in modo sempre più significativo una situazione d’instabilità e di continua alterazione negli schemi posturali e motori, costringendo il sistema neuro-motorio ad un lavoro di correzione e valutazione permanente per mantenere il corpo in equilibrio dinamico. In più, un incremento della forza, della resistenza muscolare e dell’efficacia del sistema cardiovascolare, per non parlare di un miglioramento delle nozioni spazio-temporali, della lateralità, del ritmo e della coordinazione motoria.
L’utilizzo dei bordi, per concludere, è diventato indispensabile nella fase di recupero attivo e passivo della lezione
. Infatti, nel protocollo di sviluppo e ricerca del programma, la tecnica dei “KICK” si è resa protagonista assoluta nel calo effettivo dei battiti cardiaci e conseguentemente del recupero.

Considerazioni e attenzioni

Nel mio modo d’interpretare consiglio, comunque, di evitare assolutamente le manovre dove la sicurezza e l’integrità fisica dei partecipanti possano essere a rischio e compromesse da movimenti complessi e da alti livelli di difficoltà sia di esecuzione che di coordinazione motoria. Ad esempio: inversione nel senso di camminata, da davanti all’indietro e vice-versa, incrocio delle gambe negli spostamenti laterali e salti vari sui bordi.
A causa di un cattivo equilibrio articolare, aggravato da una possibile esecuzione scorretta degli allievi, non è prevista in nessuna ipotesi la discesa del tappeto durante la lezione con l’uso o meno di passi coreografici a terra. Il problema potrebbe aggravarsi ulteriormente quando il tutto è abbinato ad una velocità elevata; se così fosse renderebbe l’attività limitata a target e fascia d’età specifica.

Buone ragioni per iniziare a camminare

Camminare a passo sostenuto previene e contrasta il diabete di tipo II. Aumenta il metabolismo degli zuccheri migliorando la sensibilità all’insulina, migliora la capacità cardiovascolare, con importante aumento della quantità e nel calibro dei capillari arteriosi e anche l’elasticità dei vasi, conseguentemente, con calo della pressione arteriosa. Le modifiche nel metabolismo dei grassi e degli zuccheri provocano un aumento del colesterolo buono HDL e una riduzione di quelli cattivi LDL e VLDL. Studi dimostrano infatti che camminare circa 20 minuti al giorno per 5 volte alla settimana riduce del 12% il rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari. Camminando si favorisce l’aumento della massa ossea che protegge in parte dall’osteoporosi.
Camminare aumenta la produzione della BETA ENDORFINA (oppiacee endogeni) e della SEROTONINA (ormone neurotrasmettitore), sostanze naturali d’azione stimolante e antidepressiva che, oltre tutto, aiutano nella regolazione della temperatura corporea, dell’umore, della fame, del sonno e anche nella modificazione della pressione arteriosa. Camminare rispettando i criteri personali aiuta nel processo di dimagrimento. Oltre tutti i benefici di cui abbiamo accennato, camminare in un’attività di gruppo stimola anche la socializzazione e ne accresce l’appartenenza. Per ultimo, vorrei citare una frase trovata durante le mie ricerche, che racchiude nella sua semplicità un significato vitale: “Camminare, l’atto fisiologico per eccellenza”.

Edgard Serra

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