Qual è il ruolo del potassio e del sodio nel nostro organismo? Per la nostra salute, è obbligatorio l’equilibrio di questi due elementi.

L’eccesso di colesterolo è sensibile all’ossidazione da parte dei radicali liberi. Una volta ossidato, si accumula nelle pareti delle nostre arterie per formare una placca capace di ostruire le arterie e condurre all’infarto. Che ruolo ha il potassio in questo scenario?
Il colesterolo è indispensabile. Esso è una molecola classificata tra i “corpi grassi”, ma la sua formula è diversa da quella degli “acidi grassi”. Si tratta di uno steroide che possiede una doppia origine.

Il nostro fegato ne fabbrica i due terzi, grazie ad una lunga catena di reazioni chimiche orchestrate da numerosi enzimi dei quali il principale si chiama HMC-CoA reduttasi. Il terzo rimanente è fornito dagli alimenti di origine animale. Il colesterolo svolge diverse funzioni nell’organismo. Il corpo lo utilizza per fabbricare delle sostanze indispensabili quali la bile e gli ormoni sessuali.

Ma è soprattutto uno dei costituenti della membrana che avvolge tutte le nostre cellule. Possiede un ruolo strutturale. Si insinua nel “Doppio Strato Lipidico”, fra le molecole dei fosfolipidi, formando una specie d’armatura della membrana cellulare. Quando le cellule si rigonfiano, in seguito a un eccesso di sodio intracellulare e a una carenza di potassio, le proprietà meccaniche delle membrane vengono modificate. Le membrane sono messe sotto tensione e s’irrigidiscono.

Il colesterolo non ha più spazio sufficiente per inserirsi fra i fosfolipidi: così torna nella circolazione sanguigna, per “ossidarsi” e favorire la formazione di “placche ateromatose”.

Il potassio si prende cura delle nostre arterie
Numerosi studi in vitro su animali suggeriscono che integrare elevate quantità di potassio serve a proteggerci dalle malattie cardiovascolari. Ad esempio, è stato evidenziato, su animali ipertesi, che il potassio permette di ridurre i lipidi nel sangue e nei vasi sanguigni.
Inoltre impedisce ai macrofagi di aderire alla parete arteriosa. I macrofagi sono delle cellule specializzate, incaricate di ripulire(o spazzare, si tratta di cellule dette anche “spazzine”, capaci di distruggere gli “organismi estranei” che invadono il corpo) il colesterolo LDL (ovvero quello cattivo).

Sfortunatamente, quando questo colesterolo si “ossida”, i macrofagi lo depositano sotto forma di grassi nelle pareti arteriose, il che contribuisce alla formazione di “placche ateromatose”. Il potassio potrebbe frenare le malattie cardiovascolari, impedendo ai macrofagi di aderire alle pareti. Altri studi fatti sempre su animali hanno mostrato che il potassio potrebbe ridurre i depositi di colesterolo nell’aorta.

Ed ecco una buona notizia per ridurre i problemi di “mortalità cardiovascolare”! Esistono, oltre naturalmente alle cure mediche mirate, due fattori alimentari che ci potrebbero aiutare: gli Acidi Grassi Omega 3 e… sentite , sentite, uno o due bicchieri di vino rosso al giorno, riducono i rischi d’infarto e di incidente cerebrovascolare. I pazienti che hanno avuto un infarto, se bevono un po’ di vino, corrono meno rischi di vedere l’insorgere di complicazioni vascolari.

Il potassio e il sodio
Il potassio e il sodio sono per la nostra salute come il “Diavolo e l’Acqua Santa”. Non possiamo fare a meno l’uno dell’altro. Ciascuno deve fare la sua parte e per questo deve avere il proprio posto nel nostro organismo. Per la nostra salute, è obbligatorio l’equilibrio di questi due elementi.

Il sodio fuori dalla cellula
Il sodio proviene dal sale che aggiungiamo ai nostri alimenti. Si tratta del principale elemento dell’ambiente extracellulare (del sangue e della linfa). Regola la quantità d’acqua dell’organismo: quando perdiamo sodio, perdiamo acqua: quando assorbiamo sodio, tratteniamo acqua. Grazie a lui il nostro volume sanguigno è costante. Ed è costante anche il PH del sangue, cioè il suo carattere acido o basico. Infine il sodio assume il ruolo di co-trasportatore, permettendo ai nutrienti di penetrare all’interno delle cellule. Un po’ come un taxi, il sodio, tramite alcuni canali presenti nella membrana cellulare, trasporta con sé il glucosio, gli aminoacidi e tanti altri nutrimenti, di cui la cellula necessita per vivere.

Il potassio all’interno della cellula
Il potassio è fornito dalla frutta, dalla verdura, da tutte le carni animali e dal pesce. Esso è contenuto in abbondanza nelle cellule vive. Si tratta del principale elemento dell’ambiente intracellulare. All’interno della cellula esso presenta le stesse funzioni di quelle del sodio all’esterno: esso regola il tenore d’acqua nella cellula e il suo PH. Il potassio attiva diversi enzimi all’interno della cellula per permettere la fabbricazione di proteine a partire dagli aminoacidi.

Sodio e Potassio sono fondamentali per le cellule eccitabili
Quando parliamo di “cellule eccitabili” ci riferiamo ai neuroni che trasmettono impulso nervoso, alle cellule muscolari come quelle del miocardio che fanno battere il cuore, e alle cellule delle ghiandole come il pancreas, che secernono l’insulina. Queste cellule hanno tra loro un punto in comune: sono capaci di sviluppare un segnale bioelettrico che dipende essenzialmente dagli scambi di potassio e sodio fra l’interno e l’esterno della cellula. Questi “ioni” creano un movimento da una parte all’altra della membrana cellulare (lo fanno attraverso canali specifici) permettendo alle cellule nervose di comunicare, e ai muscoli di contrarsi.

Il potassio e il sodio nel nostro corpo
Un uomo di corporatura media, 75-80 kg, ha circa 150-160 g di potassio circolante nell’organismo di cui il 90% si trova all’esterno delle cellule, il 9% nel tessuto connettivo e nelle ossa e 1% nel plasma. Il potassio è soprattutto presente nelle cellule muscolari (40% del potassio totale), nelle cellule del fegato e nei globuli rossi. Il potassio è eliminato in gran parte dalle urine (circa 80-90%) e in piccole parti anche dalle feci.
Un uomo di corporatura media, 75-80 kg, ha circa 95-100 g di sodio circolante nell’organismo, di cui 50 g nelle ossa, 42 g. nel liquido extracellulare, e 12-14 g nel liquido intracellulare. Questo sodio proviene dal sale che aggiungiamo ai nostri alimenti. Normalmente la quantità di sodio eliminata dalle nostre urine è uguale alla quantità integrata. Se una persona mangia senza sale, non viene trovata quasi nessuna traccia di sodio nelle sue urine, perché i reni lo trattengono. Geneticamente siamo programmati per risparmiare sodio e riassorbirlo attraverso i nostri reni. Ecco perché mangiare “molto salato” aumenta il sodio nel nostro organismo.

Commenta con Facebook

Commenti