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L’età dell’oro delle app è terminata. Gli americani, rivela Forbes, hanno praticamente smesso di scaricarne: la maggior parte delle persone, infatti, usa quelle che possiede e dà la precedenza a servizi di messaggistica e social networking.
La novità, adesso, è rappresentata dall’avvento di un nuovo astro nascente: i bot.

Non solo risponditori automatici

Un bot, abbreviazione per robot, è un software che interagisce con gli utenti apparendo umano, ma dietro le quinte, per gestire il traffico dell’interfaccia: uomini e robot lavorano insieme.

La prima cosa da capire è che i bot non introdurranno nuove funzionalità all’interno dei social network o delle chat. Molto più semplicemente, andranno ad arricchire le possibilità di interazione per aziende e marchi che vogliono entrare in contatto con gli utenti.

I social network si trasformeranno in una sorta di piattaforma operativa, grazie alla quale sarà possibile offrire nuovi servizi agli utenti.

I bot non saranno dei semplici risponditori automatici in grado di fornire solo risposte preconfezionate: sfruttando tutti i dati e le informazioni a loro disposizione, tenteranno di offrire un’esperienza personale e personalizzata a ogni utente.

I bot per l’assistenza clienti, tanto per fare un esempio, potranno contare sui dati e le abitudini di consumo degli utenti per fornire, nel minor tempo possibile, risposte corrette alle richieste in arrivo.

Considerata questa novità, le aziende hanno cominciato a utilizzare servizi di messaggistica come una piattaforma “polifunzionale” per entrare in contatto con i propri clienti.

chat bot esempio

In Cina è già boom dei bot

Per ipotizzare le potenzialità di questa novità, basta vedere cosa sta succedendo in Cina, dove milioni di aziende ricevono pagamenti e si fanno pubblicità su app come WeChat, il più grande servizio di messaggistica che conta 650 milioni di clienti attivi. In pratica, il paese sta passando da un sistema basato sul web a uno basato sulla messaggistica.
Ma una fetta crescente del business deriva dalle transazioni commerciali, perché le aziende utilizzano queste piattaforme come un vero e proprio punto vendita. Per esempio, per prenotare un volo si può utilizzare la chat di una compagnia aerea, digitare la data e la destinazione del viaggio e, una volta scelto il volo, si paga direttamente con una carta di credito dalla chat.

Facebook, lo scorso agosto ha lanciato M, un’assistente digitale che utilizza una combinazione di operatori e software bot che imparano dalle risposte delle persone. A oggi, circa 80 marchi, fra cui Mtv, Cnn e il Washington Post intrattengono conversazioni con i clienti tramite bot su Kik Messanger.

L’utente “contatta” il bot, l’intelligenza artificiale risponde

Per farlo basta aprire il browser web del proprio smartphone o tablet, con sistema operativo Android o iOS che sia, e digitare l’indirizzo: “m.me/f8bot”. Dare invio e confermare al messaggio che chiede di aprire la pagina in Messenger, ovviamente con il proprio profilo (bisogna avere l’app).

Per connettersi con le aziende ci sono anche i Codes (con QR Code) e Link.
Devo prenotare un biglietto aereo? Apro Messenger e interrogo in chat il bot di SkyScanner. Voglio le previsioni meteo? Apro la chat, sempre su Messenger, e chiedo al bot Hi Poncho.

Bot suddivisi per argomento

Su Botlist.co si trova una lista di bot divisi per argomento, tra cui il benessere e l’attività fisica e piattaforme. Ad Esempio MyWorkout . Gimmy.e Fitwell sono bot attivi sulla piattaforma Messenger. Mentre MuscleRobot e Coach Bot girano sulla piattaforma Telgram.

Quindi le palestre hanno uno strumento che può in futuro sostiture alcune funzioni del customer care in modo automatico grazie ai progressi dell’intelligenza artificiale: dalla richiesta di informazioni rigurdo attività e corsi alle schede di allenamento personalizzate .

Marco Magnani @BewellnessBlog

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