Chiedilo all’avvocato

0

L’avvocato Franco Muratori risponde ai tanti quesiti di ordine legale che ruotano intorno al mondo dei club sportivi e delle palestre.

Buongiorno, sono il presidente di una A.S.D. POL. affiliata UISP registrata CONI. Vi scrivo perché come associazione siamo oggetto di un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate per gli anni 2006, 2007 e 2008. Durante il controllo c’è stato chiesto il registro dei Soci, che abbiamo, e quello dei verbali d’Assemblea, che invece non abbiamo perché i vari verbali sono stati scritti al computer e raccolti in una cartellina. Volevo sapere se è obbligatoria la tenuta dei due registri su citati e se c’è l’obbligo della loro vidimazione. Avevamo optato per la legge 398 che loro ci hanno revocato perché abbiamo fatto dei pagamenti superiori a 516 Euro in contanti, ma non avevamo aperto subito un c/c e le fatture d’acquisto non sono state numerate dal nostro consulente. Secondo voi tutto questo fa perdere la forma associativa e quindi fa ritenere che le entrate istituzionali siano da considerarsi entrate commerciali? Un’ultima cosa, visto che il nostro anno associativo inizia il primo settembre e finisce il 31 agosto, le entrate mensili andavano divise in base all’anno civile o confluivano tutte nello stesso anno sportivo? Le quote che i soci versano mensilmente dovrebbero essere versate annualmente? E se un socio non frequenta tutti i mesi deve versare lo stesso la quota mensile? Per cortesia, ho bisogno di una risposta urgente e soprattutto dei relativi riferimenti di legge.

Grazie ancora, P. M.

La tenuta del registro dei soci e di quello dei verbali di assemblea è obbligatorio per le associazioni sportive dilettantistiche. Tuttavia nessuna vidimazione è richiesta e la forma è da considerarsi “libera”. “I vari verbali … scritti a computer e raccolti in una cartellina” quindi, ben possono assolvere il requisito di “registro delle assemblee” e nessuna violazione di legge è ravvisabile dalla succinta descrizione dell’accaduto. Il regime agevolato previsto dalla legge 398/1991 è regolato da numerose norme di legge. Tra queste la legge 342/2000 all’art. 37 c. 5 prevede appunto che “I pagamenti a favore di società, enti o associazioni sportive dilettantistiche di cui al presente articolo e i versamenti da questi effettuati sono eseguiti, se di importo superiore a lire 1.000.000, tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, che possono essere stabilite con decreto del Ministro delle finanze da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.” La stessa norma di legge prevederebbe in effetti che “l’inosservanza della presente disposizione comporta la decadenza dalle agevolazioni di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398, e successive modificazioni, recante disposizioni tributarie relative alle associazioni sportive dilettantistiche, e l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, recante riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi”. In realtà la decadenza dal regime agevolato non è automatica ed è necessario valutare caso per caso il numero e l’importanza delle violazioni che non è attualmente conosciuto dallo scrivente. Ovviamente l’Agenzia delle Entrate competente è indirizzata verso la revoca dei benefici ma non è affatto scontato che riesca ad ottenerlo. Tutt’altro che scontato è anche l’esito concreto dell’accertamento dell’Agenzia delle Entrate che per la violazione descritta potrebbe risolversi anche in una sanzione di poche centinaia di euro. Le quote associative possono essere versate dai soci con qualsiasi frazionamento, mensile, settimanale o annuale e la contabilità deve essere divisa per anno. Il versamento della quota mensile, infine, riguarda solo il rapporto tra socio e associazione e può essere regolato liberamente tra le parti senza che nessun soggetto esterno possa sindacarlo, neppure l’Agenzia delle Entrate. Qualora tale evenienza non fosse già prevista e regolata dalla norme statutarie potrà essere definita dall’associazione stessa, anche con decisione assembleare.

Potete rivolgergli le vostre domande scrivendo a: avvocato@lapalestra.net