Buongiorno, sono il Presidente di una A.S.D., le volevo chiedere se tutti i registri previsti dalle normative vigenti per un’A.S.D., nello specifico: registro soci, registro di prima nota di cassa, ecc.., possono, a seguito dell’approvazione in sede di assemblea del Consiglio Direttivo, essere compilati in forma digitale, non utilizzando il cartaceo ma salvati e conservati in un hard disk esterno o un’unità del PC dedicato a tale scopo. Mi ripeto, quanto sopra è stato previsto all’ordine del giorno, discusso e approvato dalla maggioranza dei soci del C.D. in sede di assemblea del Consiglio Direttivo per l’ approvazione del regolamento interno dell’Associazione, quindi nel caso di un’ispezione sia della Guardia di Finanza che dell’Agenzia delle Entrate, io non avrei i registri in forma cartacea ma digitale.La ringrazio.


La compilazione con sistemi elettronici non impedisce la stampa dei registri in qualsiasi momento. Qualora questo non avvenisse di pari passo con la compilazione degli stessi sarebbe necessario tener presente il pericolo della perdita di dati sempre in agguato. Sarebbe infatti sufficiente che il citato “hard disk” esterno cada a terra per aver perso di colpo tutti i propri registri. Poiché la perdita dei dati può avvenire anche senza cause apparenti sarà opportuno prendere le necessarie precauzioni con idonei e quotidiani salvataggi.

Buongiorno, le scrivo per avere delle informazioni riguardanti un possibile fallimento di una palestra a nome snc. Quando si può dichiarare il fallimento? Cosa bisogna fare per dichiararlo? Cosa comporta ai soci nulla tenenti questa procedura? La ringrazio in anticipo.


Il fallimento è un argomento di triste attualità e la mail del lettore purtroppo non è isolata. Peraltro può essere soggetta alla procedura fallimentare qualsiasi palestra qualora fosse provata la finalità lucrativa. Nel caso del lettore la ragione sociale di società di persone non necessita della suddetta dimostrazione. Fortunatamente l’originaria legge (regio decreto) del 1942 è stata recentemente modificata e le rigide previsioni iniziali sono state ammorbidite. Le condizioni per l’assoggettamento al fallimento oggi sono riportate nel primo articolo della stessa legge. Sarà quindi sufficiente soddisfare tutte le seguenti condizioni per non essere sottomessi alla procedura:

a) aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila;

b) aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila;

c) avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila.

Oltre ai precedenti requisiti soggettivi è necessaria anche la condizione oggettiva di insolvenza, ovvero di dimostrata incapacità di far fronte alle proprie obbligazioni. Inoltre, dalla riforma del 2006, per la proposizione l’istanza fallimentare è necessario dimostrare un credito scaduto e non pagato di almeno € 30.000,00. Quanto premesso potrebbe apparire rassicurante considerato che meno di dieci anni fa era possibile vedere la propria dichiarazione di fallimento con grande facilità. Tuttavia non è trascurabile che l’art. 1 della legge fallimentare gravi dell’onere della prova proprio l’imprenditore. In assenza di scritture contabili correttamente tenute, quindi, potrebbe essere dichiarato fallito anche un soggetto da sempre privo dei requisiti solo perché non è in grado di dimostrarlo. Con la dichiarazione di fallimento tutti i beni della società vengono coinvolti per il pagamento delle pretese dei creditori. Nel caso del lettore, trattandosi di S.n.c., anche tutti i beni dei soci andrebbero a soddisfare la massa creditoria.

Lo status di “nulla tenente” renderà probabilmente vana l’azione per il recupero delle somme ma non esclude numerosi fastidi, come gli accessi per tentativi di pignoramento presso la propria abitazione e l’eventuale conto corrente, quello dell’autovettura se esistente, oltre eventuali pensioni o sussidi, senza considerare la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica competente per l’accertamento di eventuali responsabilità nel fallimento di soci ed amministratori.

Commenta con Facebook

Commenti