Buonasera avvocato, volevo brevemente presentarle la mia situazione in quanto penso di aver subito un danno da un centro fitness di Milano. Ho firmato un contratto con una palestra che andava dal 1/10/2012 al 30/9/2013. Hanno aperto in ritardo, il 22/10/2012 e con gravi disagi causati da mancanza di luci, di alcuni attrezzi, i pavimenti, pezzi d’arredo. Insomma un totale disastro.

Mi chiedevo se ci sono i presupposti per rescindere dal contratto in quanto loro non hanno rispettato il contratto e ad oggi ci sono ancora disagi come planning corsi incompleto etc. I tempi e i servizi non corrispondo a quanto scritto nel contratto. La ringrazio in anticipo per la risposta.


Per ottenere la risoluzione contrattuale è sufficiente un inadempimento della controparte, tuttavia tale inottemperanza al dettato contrattuale deve essere rilevante. Le mancanze descritte dal lettore effettivamente potrebbero integrare gli estremi della mancanza grave.
Nel diritto italiano è molto forte la tendenza alla “conservazione” del contratto. La parziale (o totale) inadempienza non è sufficiente, da sola, a determinare la risoluzione contrattuale. È infatti necessaria una esplicita richiesta di adempimento e di rispetto dei tempi contrattuali nota anche col termine di “messa in mora”. La forma scritta sarà in ogni caso indispensabile per poterne dare la prova. Solo all’esito della contestazione dell’inadempimento, dell’intimazione ad adempiere con congruo termine (nella fattispecie 15 giorni dalla ricezione saranno sufficienti) e del persistere dell’inadempimento sarà possibile invocare la risoluzione contrattuale, con tutte le conseguenze auspicate dal lettore come la restituzione del corrispettivo e l’eventuale risarcimento del danno. Relativamente allo slittamento dell’inizio dei corsi invece, qualora ritenesse di proseguire il rapporto, non sarebbe necessaria alcuna comunicazione. Ovviamente anche la scadenza annuale sarebbe proporzionalmente prorogata.

Gentile avvocato, circa due anni fa ho subito un infortunio in palestra; si è rotto un moschettone della lat machine e la sbarra mi è caduta sulla nuca e sul collo, con frattura dell’apofisi posteriore di una vertebra cervicale. La palestra è regolarmente assicurata, ma l’assicurazione non ha ritenuto di risarcirmi, quindi abbiamo iniziato un’azione legale. A questo punto vorrei sapere quali sono le normative che regolano l’attività di una palestra, per esempio se è obbligatoria la presenza in sala pesi di un istruttore, se questo deve essere dotato di una qualifica legalmente riconosciuta (esiste un albo ufficiale di questi professionisti?), se esiste una certificazione delle attrezzature, se è obbligatorio fare una loro regolare manutenzione e se questa deve essere documentata, se, quando si modifica una macchina (il moschettone non era originale ma di ferramenta!), si esce dalle specifiche del costruttore con responsabilità del proprietario della palestra, se esiste un elenco di professionisti abilitati al ruolo di perito di parte per questo tipo di attività.
La ringrazio in anticipo della sua cortese risposta e la saluto cordialmente.


Gentile lettore, ritengo si stia complicando l’esistenza con quesiti di nessuna utilità. Il danno è stato causato dalla rottura della macchina che stava utilizzando e di proprietà della palestra o, comunque, messa a disposizione da quest’ultima. Provato il fatto storico sarà quindi la palestra a dover dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare l’incidente e che lo stesso è dovuto a causa di forza maggiore ovvero a caso fortuito. Dall’esposizione dei fatti traspare chiaramente la difficoltà per la palestra di poter fornire una simile prova. L’esistenza di una polizza assicurativa peraltro è del tutto eventuale e nell’interesse della sola palestra, non nel suo. In ogni caso un eventuale giudizio andrebbe iniziato nei confronti del centro sportivo, essendo la compagnia di assicurazione estranea al rapporto contrattuale.

Egregio avvocato, circa un mese fa mi sono iscritta in palestra e per iscrivermi ho dovuto presentare il certificato di sana e robusta costituzione. Ora avrei intenzione di iscrivermi contemporaneamente in piscina ma anche qui per iscrivermi mi hanno chiesto il suddetto certificato. Vorrei sapere se posso chiedere alla prima palestra di restituirmi il certificato e lasciare una fotocopia per poter riutilizzare il certificato in piscina visto che tale certificato  è valido per 12 mesi.

Le strutture sportive richiedono il certificato per scaricarsi delle proprie responsabilità nel caso di danni alla salute. A tal fine è interesse della palestra avere il certificato in originale, potendo utilizzare le copie solamente in assenza di contestazioni. La prima struttura sportiva potrebbe quindi opporre un rifiuto. Potrebbe verificare la disponibilità del suo comune di residenza al rilascio di copie autenticate al prezzo di pochi euro. La palestra non potrà opporsi alla restituzione del certificato ma potrebbe legittimamente negarle l’accesso fino alla riconsegna dell’originale.

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