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Gentile avvocato, sono il presidente di una ASD che gestisce una palestra. Sono stata visitata dall’ispettorato del lavoro che ha contestato tutti i contratti con i soci lavoratori ritenendoli come simulati e mi hanno inviato un pesante verbale di accertamento. Ritengo il procedimento ingiusto e lesivo dei diritti dell’associazione ma come posso difendermi?

Il problema relativo ai contratti di lavoro tra le ASD ed i loro soci lavoratori è già stato trattato in passato. Oggi, tuttavia, la questione dovrebbe essere considerata risolta. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, infatti, con la circolare 37/4036 del 21 febbraio c.a. ha chiarito, ancora una volta, il diritto delle ASD riconosciute dal CONI al noto regime di favore non solo per la partecipazione a gare e manifestazioni sportive ma anche per tutte le attività dilettantistiche di formazione, didattica, preparazione e assistenza, oltre alle attività di segreteria e accoglienza.
All’interno della stessa circolare viene dato atto che le politiche di controlli a tappeto attuate dagli ispettori avevano dato seguito ad altrettanti conteziosi con esito disastroso per l’amministrazione pubblica.
Per un maggiore approfondimento consiglio la lettura diretta della circolare citata, facilmente reperibile in internet inserendo il numero in un motore di ricerca.
Alla lettrice sarà sufficiente rivolgersi ad un avvocato per ottenere, con elevatissime probabilità, l’annullamento del verbale di accertamento con la raccomandazione di fare attenzione al termine perentorio per l’impugnazione. Qualora spirasse prima dell’impugnazione, infatti, causerebbe la cristallizzazione del contenuto dell’atto, escludendo ogni possibile modifica.

Salve, sono il titolare di una palestra in Sardegna. Sono un po’ in difficoltà perché una mia cliente è caduta dal tapis roulant a causa di un piccolo black out elettrico. La socia in questione è comunque assicurata con una polizza base offerta dalla palestra, ma non è soddisfatta perché il risarcimento è stato di 200 euro… ha fatto 6 giorni di ospedale per una frattura scomposta alla caviglia, un mese di gesso. Dice che la colpa è comunque mia perché avrei dovuto prevedere un problema del genere e vorrebbe passare per vie legali… Potrebbe aiutarmi??? Io non ho una lira e temo il peggio!!! La ringrazio anticipatamene.


Non è dato sapere cosa sia la “polizza base offerta dalla palestra”. Probabilmente si tratta di una polizza infortuni che non ha alcuna attinenza con il caso in questione. È necessario capire se esiste una relazione tra lo spiacevole evento verificatosi e la condotta dei titolari della palestra. Se le conseguenze si sarebbero comunque verificate o se, usando un comportamento diligente, sarebbe stato possibile prevenirle o attenuarle. L’esistenza di luci di emergenza ad attivazione automatica nel caso di mancanza di tensione elettrica potrebbe essere sufficiente ad escludere la responsabilità della palestra. In ogni caso il titolare che è così previdente da aver stipulato delle polizze infortuni per i propri iscritti (che pagano quindi anche in assenza di responsabilità) avrà sicuramente anche una polizza per la copertura della propria responsabilità civile. Basterà quindi delegare la gestione della vertenza alla Compagnia Assicuratrice.

Sono l’amministratore di una SSD ed ho rapporti di affidamento con delle banche. Alcune di queste stanno applicando delle spese veramente elevate in proporzione allo scoperto effettivo. Sono stato in agenzia per protestare ma mi hanno detto che sono i normali tassi applicati da tutte le banche. È facile, tuttavia, verificare che, sulla stessa esposizione, una banca mi chiede più del doppio di un’altra. Cosa posso fare?


Gli importi che una banca può richiedere ai propri correntisti hanno incontrato un importante limite con le normative sull’usura in vigore a partire dal 1996.
In particolare le banche non possono pretendere dai propri correntisti somme complessivamente superiori a 1,5 volte la media applicata per la specifica operazione dagli istituti di credito monitorati dalla Banca d’Italia. Lo stesso istituto di vigilanza pubblica, con cadenza trimestrale, le indicazioni dei tassi medi che, maggiorati del 50%, rappresentano la soglia di usura. È importante sapere che la legge punisce con l’obbligo di restituzione di tutti gli interessi e le spese pagati nell’intero rapporto chiunque superi, anche una sola volta, il tasso di usura come sopra descritto.
Si consiglia quindi al lettore di eseguire questo semplice controllo almeno su alcuni trimestri a campione oltre che sui contratti di apertura di credito per verificare il rispetto della normativa.

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