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Buonasera avvocato, circa tre mesi fa mia figlia di sei anni, durante una lezione di Karate, è caduta e si è fratturata l’omero sinistro. La palestra è subito intervenuta con l’assicurazione aprendo il sinistro. La bimba ha dovuto portare per 30 giorni il gesso, inoltre abbiamo sostenuto delle spese mediche. Leggendo le condizioni dell’assicurazione e contattandola direttamente, quest’ultima rimborsa solamente i giorni in cui la bimba ha avuto il gesso, ma non le spese mediche (a meno che non ci sia stato un ricovero ospedaliero). Quindi a questo punto il liquidatore vuole rimborsare solo la diaria del gesso. Prima di firmare volevo avere un consiglio. Grazie


Gentile lettrice, in merito al suo quesito è bene evidenziare quanto segue: molto probabilmente la palestra ha azionato la polizza infortuni sottoscritta in favore della minore. In questi casi, a seconda delle condizioni di polizza e alla tipologia del contratto, è possibile vedersi rimborsare esclusivamente i giorni di invalidità temporanea assoluta (es. 30 giorni di gesso), con l’esclusione di tutte le altre voci di danno (es. invalidità permanente, spese mediche, ecc.). Laddove voglia vedersi risarcito l’ulteriore danno (tra cui quello biologico), dovrà agire nei confronti della palestra e dimostrare la condotta negligente ed imprudente dell’insegnante nel far eseguire esercizi consoni all’effettivo grado di preparazione degli allievi durante la lezione. In questo caso la palestra si vedrà costretta ad azionare la propria polizza RCA.

Buonasera, ho costituito un’asd per svolgere all’interno delle lezioni di pilates/ginnastica posturale. Ho preso in affitto un locale di 140 mq ad Agrigento, una città siciliana. Sto avendo un po’ di difficoltà riguardo la destinazione d’uso che deve avere. Alcuni mi hanno detto che per le asd non a scopo di lucro non c’è bisogno di nessun cambio di destinazione e che può essere fatta ovunque e quindi si può mantenere la destinazione che c’era, cioè c2, credo che riguardi magazzino/deposito. L’asp di Agrigento invece sostiene che deve essere cambiata in studio professionale. Voi potete aiutarmi? Capire cosa è giusto fare?
Grazie, in attesa di risposta le porgo cordiali saluti.


Gentile Lettrice, purtroppo la questione che ci ha sottoposto è legata ad una tipologia di normativa molto settoriale che varia, da regione a regione e da comune a comune. In casi analoghi al suo, per risolvere velocemente la problematica, ho invitato i miei assistiti a rivolgersi ad un bravo professionista del settore, Architetto o Geometra, che si occupano per l’appunto di ottenere presso gli uffici competenti le autorizzazioni del caso.

Salve, vorrei approfittare della vostra disponibilità per sapere la responsabilità del vicepresidente di una palestra (se possibile nelle varie varianti associative in cui essa si può configurare) per quanto riguarda danni subiti dai clienti (per imperizia, per incidente ecc..) e per quanto riguarda sopratutto debiti accumulati verso il locatore o verso le società dell’energia elettrica, gas, acqua ecc. Grazie mille


Egregio lettore, la responsabilità del vice presidente di una associazione può cambiare a seconda delle previsioni statutarie e a seconda che si intenda rivolta verso i terzi o verso i soci dell’associazione. Ad ogni modo, in linea di massima si può agevolmente affermare che la responsabilità verso i terzi è legata al potere di spendita del nome dell’associazione. Ai sensi dell’articolo 38 del Codice Civile “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione, i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione”. Mi preme comunque rilevare che, di sovente, le persone che possono agire in nome e per conto dell’associazione sono il presidente o il consiglio direttivo. Si precisa ad ogni modo che la responsabilità personale e solidale a carico degli amministratori dell’associazione non è direttamente collegata alla generica titolarità della rappresentanza dell’ente, ma alla concreta attività contrattuale o negoziale svolta per conto dell’associazione, attività da cui scaturiscono degli obblighi a carico dello stesso ente. In linea di massima, laddove lei non abbia agito in nome e per conto della società, non deve temere che i terzi si possano rivolgere a lei per la soddisfazione dei crediti rimasti insoluti.

STUDIO LEGALE
AVV. ALESSIA POLVERINI
AVV. SIMONA GIUDICI
Via Cola di Rienzo n. 28- 00192 Roma
Tel 063612686 – Fax 063216438

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