Buongiorno, vorrei ricevere un suo parere, cerco di esporre sinteticamente. Mio figlio durante una lezione in una palestra di arti marziali miste, durante una dimostrazione tecnica, ha preso un pugno dal maestro (130kg di peso contro i 60 di mio figlio), chiaramente accidentale. Come protezione aveva i guantini e il paradenti. Il pugno gli ha devastato la faccia, all’episodio è seguito ricovero in ospedale e operazione d’urgenza, in pratica gli ha rotto il setto nasale e l’orbita dell’occhio, che è stata ricostruita. A distanza di un anno dall’intervento, l’occhio è rimasto menomato e non si apre del tutto (forse ci vorrà un secondo intervento). L’assicurazione della palestra ha fatto fare una visita da un loro medico legale di parte e questo ha determinato 7 punti di invalidità. Dato che il perito dell’assicurazione ha fatto firmare a mio figlio una dichiarazione “maldestra” dove in pratica lui dichiara che durante una tecnica si muoveva inavvertitamente e questo ha causato il colpo da parte del maestro. L’assicurazione ha impugnato questa dicitura dicendo che c’è un concorso di colpa e per questo vuole risarcire il 50% del danno, dicendo anche che secondo loro devo solo ringraziare perché potrebbero anche non dare nulla. Mi stanno imbrogliando? Grazie per la consulenza. Cordiali saluti

Gentile lettrice, per darle informazioni adeguate avrei bisogno di sapere se suo figlio è maggiorenne ovvero era maggiorenne al momento del sinistro e a quale livello svolgeva detta attività sportiva (come principiante? O a livello agonistico?). Dalle scarne informazioni che ho ritengo che una corresponsabilità al 50% per la verificazione del sinistro sia del tutto inadeguata al caso di specie, dal momento che l’incidente è avvenuto durante un allenamento tra insegnante e allievo e non in una competizione sportiva tra soggetti che si presumono abbiano una preparazione dello stesso livello. Il ruolo dell’insegnante implica chiaramente che questi deve adottare la maggiore diligenza possibile nello svolgimento dell’attività sportiva, soprattutto laddove questa possa implicare, come nel caso di specie, gravi conseguenze in caso di banali disattenzioni. Sarebbe opportuno quindi che suo figlio, o Lei per lui (qualora sua figlio fosse minorenne) si facesse assistere da un legale prima di sottoscrivere accordi con l’assicurazione che potrebbero essere per lo stesso pregiudizievoli. Laddove volesse maggiori informazioni potrà contattarmi privatamente.
Cordialmente, Avv. Alessia Polverini

Buongiorno, siamo una associazione che è in affitto presso un palazzetto dello sport. Un paio di mesi fa ci è stato recato un danno nel tatami di judo da delle persone non autorizzate ad entrare in quella sala. Abbiamo chiesto al gestore del posto e ci ha risposto che lui non ha responsabilità e di rivolgersi alle persone che hanno causato il danno.
Abbiamo parlato con queste persone ma alla fine nessuno vuole prendersi la responsabilità del gesto. Come dobbiamo proseguire per il risarcimento? Abbiamo anche testimoni che hanno visto il fatto. Volevamo capire come fare, grazie.

Gentili lettori, sarebbe opportuno conoscere i termini contrattuali relativi all’affitto della sala al fine di poter dare una risposta il più possibile realistica. Ad ogni modo, sebbene le informazioni relative al caso concreto siano decisamente esigue, sarebbe possibile ipotizzare nella fattispecie in esame una responsabilità solidale del Gestore del Palazzetto con quella di coloro che hanno effettivamente deteriorato il Tatami di Judo. Tale corresponsabilità del gestore è possibile solo laddove si possa provare il nesso di causalità tra l’accesso alla sala di sconosciuti e l’attività del Gestore del Palazzetto. Allo stato mi è impossibile capire in che termini si possa sviluppare tale responsabilità, ossia se contrattuale o extracontrattuale, in quanto mi mancano molti elementi atti alla ricostruzione fattuale degli eventi.
Cordialmente, Avv. Alessia Polverini

STUDIO LEGALE
AVV. ALESSIA POLVERINI
AVV. SIMONA GIUDICI
Via Cola di Rienzo n. 28- 00192 Roma
Tel 063612686 – Fax 063216438

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