Chiedilo all’Avvocato #67

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Chiedilo all'Avvocato

Gent. Avvocato,
sono un istruttore di Arti Marziali di un’Associazione Sportiva riconosciuta dal CONI. Insegno in una palestra pagando mensilmente l’affitto della sala. Ho effettuato il corso BLSD laico e ho chiesto al proprietario della struttura di acquistare il defibrillatore, ma lui si rifiuta. Per quanto concerne i miei corsi sono io con la mia associazione responsabile per l’acquisto o è comunque il proprietario della palestra? Tra l’altro la Deliberazione Regionale N° IX / 4717 (Seduta del 23/01/2013) decreta l’obbligo del DAE per le Società Sportive e non Associazioni Sportive (corretto?). La ringrazio anticipatamente per la sua risposta. Cordiali saluti.
Egregio lettore, in base a quanto stabilito nel decreto, ritengo che l’obbligatorietà della tenuta del defibrillatore discenda dal tipo di attività sportiva svolta, non tanto dalla forma giuridica dell’organismo: società o associazione. Tra le aree identificate dalla normativa per collocare i defibrillatori ci sono quelle con particolare afflusso di pubblico e quelle dove si pratica attività ricreativa ludica, attività sportiva agonistica e non, stadi e centri sportivi. È dunque da ritenersi obbligatoria la presenza del defibrillatore semiautomatico presso tutte le società/associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche (ad esclusione di quelle che svolgono attività con ridotto impegno cardiocircolatorio: bocce, biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili). Il Decreto specifica che l’onere della dotazione del defibrillatore semiautomatico e della sua manutenzione è a carico della società/associazione, precisa altresì che più associazioni o società che operano in medesimo impianto sportivo possono associarsi nella dotazione del dispositivo. Le società singole o associate possono eventualmente, previo accordo tra le parti che definisca le responsabilità in ordine all’uso e alla gestione, demandare l’onere della dotazione e della manutenzione del defibrillatore semiautomatico al gestore dell’impianto. Ad ogni buon conto, la società (o associazione) che utilizza un impianto sportivo deve assicurarsi della presenza e del regolare funzionamento del dispositivo e ovviamente deve garantire altresì la presenza di personale che sia in grado di utilizzare detto strumento.

Buonasera, da circa due anni frequento una palestra dove gioco a squash. Purtroppo mi è capitato di andare a sbattere (come succede normalmente) contro la parete del campo in vetro e così l’ho rotta! Ora il titolare mi vuole addebitare il costo del vetro! Volevo chiederle: il cliente di una palestra essendo stato vittima di un incidente è tenuto a pagare? Per esempio, se a un soggetto capita che gli cada un peso e rompa il pavimento è tenuto a risarcire di tasca sua? La palestra non ha una sorta di assicurazione?
Egregio lettore, in considerazione di quanto da lei riferito, non ritengo che debba alcun risarcimento al proprietario dell’impianto di squash, dal momento che la condotta da lei tenuta durante l’attività sportiva era del tutto consona al tipo di sport praticato. Invero, la normativa relativa alla costruzione dei campi da squash approvata dal Coni prevede che le pareti dello stesso debbano essere in grado di sopportare tutte le sollecitazioni che possano ricevere in normali condizioni di gioco. Di certo un corpo che sbatte sulla parete di squash deve ritenersi del tutto usuale, quindi la rottura della parete deve essere presumibilmente dipesa da un difetto costruttivo della stessa ovvero dall’utilizzo di materiali non conformi alla normativa. Per opportuna conoscenza si allega uno stralcio della normativa relativa alla costruzione dei campi da Squash.
Avv. Alessia Polverini

N O R M A T I V E PER LA COSTRUZIONE DEI CAMPI DA SQUASH
APPROVATE DAL CONSIGLIO FEDERALE DEL 12 NOVEMBRE 1994
APPROVATE DALLA GIUNTA NAZIONALE DEL CONI DEL 25 GENNAIO 2002

Art.30 – Resistenza all’impatto
1 – Le pareti di gioco e tutti i loro componenti devono essere in grado di sopportare tutte le sollecitazioni che possono ricevere in normali condizioni di gioco senza subire alcuna rottura o danno permanente o temporaneo e, in particolare, devono subire senza danni l’impatto di:
– palle e racchette di gioco;
– l’equivalente di un corpo umano con la massa di 100 kg ed un coefficiente di assorbimento del 47 %, con una velocità d’impatto di 4,5 m/sec. e con direzione ortogonale rispetto al piano della parete stessa, su di una superficie d’impatto di non più di 0,25 mq con centro a 1.470 mm dal livello del pavimento finito (più o meno 50 mm), sull’intera lunghezza della parete o, nel caso di parete composta, al centro di ogni pannello di parete.

Art.31 – Massima deformazione elastica
1 – Nel caso di massimo impatto (equivalente a quello di un corpo umano della massa di 100 kg, come sopra descritto) è ammesso che la parete subisca una deformazione elastica al centro dell’area d’impatto, purché tale deformazione si mantenga entro i seguenti limiti:
a) per pareti trasparenti frontali o posteriori: 30 mm;
b) per pareti trasparenti laterali: 35 mm;
c) per tutti gli altri tipi di parete, sia frontale che posteriore che laterale: 5 mm.

Art. 33 – Conformità alle norme UNI
1 – Le pareti in cristallo o vetro devono essere conformi alla norma UNI 7142 (vetri temprati per edilizia ed arredamento).