Le coppie che sono alla ricerca di un figlio spesso sono disposte a fare di tutto per migliorare la fertilità ed esaudire il proprio desiderio. Quando si parla di infertilità il primo pensiero vola verso il corpo femminile ed il secondo verso cliniche di fertilità assistita. Pochi sanno che, a volte, potrebbe bastare ai due innamorati praticare una regolare attività fisica.

Questa è la conclusione cui è giunto uno studio condotto da un team di ricercatori americani1 dell’Harvard School of Public Health, guidati da Laurena Wise, presentato al meeting annuale dell’International Federation of Fertility Societies and the American Society for Reproductive Medicine.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Fertility and Sterility, ha preso in considerazione 3.628 donne danesi tra i 18 e i 40 anni, che tra il 2007 e il 2009 desideravano un figlio. Successivamente si è messo in relazione lo sport praticato dalle partecipanti alla ricerca, con il loro peso, giungendo alla conclusione che un’attività moderata – come passeggiare, andare in palestra o andare in bicicletta – aumenta le probabilità di gravidanza indipendentemente dall’età, dallo status sociale e dall’indice di massa corporea.

Chi aveva effettuato più di cinque ore alla settimana di esercizio fisico moderato, infatti, mostrava il 18% di possibilità in più di rimanere incinta rispetto alla media.

Attività fisica e fertilità femminile
Questo studio è il primo a mostrare l’effetto dell’attività fisica sulla fertilità femminile. Ad avallare questa teoria ci sono anche le dichiarazioni del prof. Paolo Scollo, presidente nazionale della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO). “Praticare sport comporta grandi benefici per la salute femminile” – sottolinea – L’esercizio fisico è però utile, dal punto di vista terapeutico, solo se svolto con metodo e frequenza costante, altrimenti è più difficile trarne beneficio. Questa regola vale dalla gioventù fino alla vecchiaia.

La sedentarietà costituisce invece un importante fattore di rischio perché oltre a compromettere la capacità riproduttiva di una donna può favorire l’insorgenza di malattie cardiovascolari, tumori e diabete. Inoltre aumenta la probabilità di soffrire di depressione”.2 Preservare la fertilità è ancora più importante perché in Italia si entra in sala parto sempre più tardi. La fertilità femminile, lo dicono le statistiche, non è più quella di una volta.3 Cercare una gravidanza, specialmente quando non si è più giovanissime, a volte per molte aspiranti mamme è una vera e propria fonte di stress e di frustrazione.

Ecco perché bisogna praticare attività fisica. È ormai constatato che praticare attività sportiva rende più felici in quanto l’esercizio genera sensazioni di benessere, e queste vengono protratte per molti anni. Facendo sport produciamo la serotonina, un neurotrasmettitore che alcuni definiscono “l’ormone della felicità”: prodotta dal cervello questa influisce sul sonno, sull’umore e sull’appetito, aiutando a diminuire lo stress causato dal forte desiderio di concepire un figlio.

L’uomo e l’esercizio fisico
Ma se praticare attività fisica regolarmente aiuta la fertilità del “gentil sesso” come la mettiamo con l’altra metà della mela?
Anche la fertilità maschile può “incepparsi” e la colpa in alcuni casi potrebbe dipendere dalla sedentarietà. Infatti, secondo gli esperti della Società italiana di urologia oncologica (SIUrO)4, chi si muove poco rischia tutta una serie di conseguenze negative. Dati OMS alla mano, negli ultimi 20 anni il numero degli spermatozoi prodotti si è quasi dimezzato e l’infertilità colpisce nel mondo occidentale una coppia su cinque.

Nel nostro Paese, secondo un recente Studio dell’Università di Padova, oltre il 30% degli italiani sotto i 35 anni ha problemi andrologici e sessuali, presentando importanti fattori di rischio di infertilità. Una situazione venuta a crearsi soprattutto a causa di stili di vita che influenzano negativamente la capacità  di concepire. La sedentarietà è una grande nemica della fertilità maschile. Per questo, chi è alla ricerca di un figlio, dovrebbe fare sport almeno tre volte a settimana.

Durante il Congresso annuale della American Society for Reproductive Medicine i ricercatori della Yamaguchi University in Giappone hanno evidenziato che gli uomini che svolgono un’attività fisica moderata hanno una migliore motilità degli spermatozoi rispetto agli uomini sedentari.5 Lo studio, effettuato da aprile 2010 ad aprile 2011, ha incluso 215 uomini con età media di 37,5 anni e con simile indice di massa corporea (BMI) che hanno effettuato una fecondazione assistita.

A questi è stato somministrato un questionario sull’utilizzo del loro tempo libero e sull’attività fisica svolta. Gli uomini sono stati raggruppati in base alle ore dedicate all’attività fisica in una settimana, rapportato alla tipologia di sport secondo una scala di punteggio. Il gruppo che presentava moderato esercizio fisico aveva la più alta media di motilità degli spermatozoi, con una percentuale significativamente più bassa (14,3%) degli uomini con motilità degli spermatozoi inferiore al 40%.

Da questi dati si desume che per migliorare la fertilità maschile l’attività fisica deve essere fatta, e che l’attività moderata è preferibile rispetto a quella eccessiva… ma attenzione, perché l’inattività non fa bene alla motilità degli spermatozoi.
Lo sport quindi è un alleato della fertilità maschile. Innanzitutto, aiuta a mantenere in ottime condizioni i tessuti del corpo, comprese le cellule riproduttrici e l’apparato genitale.

In secondo luogo, combatte altri fattori di rischio importanti, come il sovrappeso e l’obesità, che ostacolano la produzione degli spermatozoi e li danneggiano, oltre a turbare gli equilibri ormonali. Senza dimenticare quanto prima accennato, ovvero che riduce lo stress, un elemento che può ostacolare il concepimento, e innalza l’umore e il livello di vitalità dell’organismo. Infine, proprio l’attività fisica diminuisce le probabilità che organi importanti per la riproduttività, come la prostata, si ammalino6.
Via libera quindi a un po’ di moto se cercate un bambino, i risultati potrebbero non tardare.

1 “Kenneth J. Rothman, Lauren A. Wise, Henrik T. Sørensen, Anders H. Riis, Ellen M. Mikkelsen, Elizabeth E. Hatch, (19 marzo 2013) Volitional determinants and age-related decline in fecundability: a general population prospective cohort study in Denmark, vol. 99, (n. 7), pp. 1958-1964”.

2 P. Scollo, SIGO, Società italiana di ostetricia e ginecologia. http://www.sigo.it/usr_files/articoli-del-presidente/articoli-del-pr_184691.pdf.

Riportiamo indietro l’orologio biologico. Consigli per favorire il colloquio medico-paziente.

3 G. Scaravelli, Infertilità maschile e femminile, Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita.

4 Fonte: Sky sport HD, http://sport.sky.it/sport/ritratto_della_salute/2015/01/15/sport_sessualita_uomini.html.

Fertilità maschile, l’importanza di sport e movimento.05/01/2015.

5 Renal e Urology news (ottobre 2011)

6 Fonte: Sky sport HD, http://sport.sky.it/sport/ritratto_della_salute/2015/03/03/tumore_prostata.html. Stile di vita sano, uno scudo per proteggere la prostata. 03/03/2015.

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