Diamoci una ripulita! Alcune regole per rimineralizzare e depurare l’organismo prendendosi cura della propria salute

L’altro giorno ero al bar vicino a casa mia per bere un caffè, anche se so che non mi fa proprio bene, ma è l’unico vizio che mi permetto (uno o due caffè al dì) e guardandomi attorno non ho visto altro che gente in sovrappeso… chi mangiava con una certa ingordigia un grosso pezzo di focaccia unto e bisunto, chi gustava una pasta grondante di crema fresca.

Nessuno che stesse mangiando uno yogurt o un frutto di stagione. Mi sono domandato, abbastanza perplesso, ma queste persone pensano ogni tanto alla loro salute? Sanno veramente come nutrirsi in modo corretto?
Purtroppo le cattive abitudini il più delle volte sono frutto di un’educazione alimentare atavica fondamentalmente errata. Molto spesso le persone, in special modo i più giovani, hanno una scarsa dimestichezza e conoscenza del valore degli alimenti con cui si nutrono e questo li porta a privilegiare i “cibi spazzatura”, ignorando le loro caratteristiche, le proprietà che posseggono o come debbono essere cucinati e così via.
Prima di tutto bisogna tenere presente che, se si vuol godere di ottima salute, bisogna mangiare in modo sano. È ormai risaputo che una delle regole fondamentali è quella di nutrirsi spesso e poco, meglio sarebbe mai sentirsi gonfi dopo un pasto.

Ecco quindi, in base alle mie esperienze, cosa vorrei suggerirvi:
1) Rispettate gli orari, mai mangiare a casaccio, l’importante è cibarsi almeno cinque volte al giorno, tre sono i pasti canonici (colazione, pranzo e cena) e due secondari, come spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio. La prima colazione dovrebbe essere considerato il pasto più importante della giornata. Il tasso di “glucosio” al mattino è al livello più basso e lo stomaco è vuoto e quindi più capace di digerire correttamente una buona quantità di cibo.
2) Cibarsi di alimenti biologici vivi, sani, freschi che non abbiano subito alterazioni da cotture o da trattamenti chimici. Sto parlando di alimentazione “Eubiotica.”
3) Cucinare in modo semplice (allo spiedo, bollito, con la pentola a pressione, a vapore, a bagno maria, al forno a microonde) per non modificare la qualità degli alimenti e il loro valore nutritivo.
4) Oltre a conoscere ciò che mangiamo dobbiamo imparare a nutrirci con il cibo delle nostre terre, quello che fa parte della nostra cultura, quello che il nostro corpo ha imparato a conoscere sin dalla prima infanzia.
5) Tener conto delle stagioni, più frutta e verdura cruda, per esempio in primavera ed estate, possibilmente coltivate all’aperto, che posseggono qualità sicuramente superiori a quelle coltivate in serra e, perché no, anche a km zero. Mentre d’inverno e autunno anche le verdure cotte possono essere un ottimo piatto.
6) Leggere attentamente le etichette poste sulle confezioni degli alimenti. Controllando le date di scadenza, gli eventuali conservanti e coloranti (che siano il più possibile naturali), gli zuccheri, e la loro provenienza.

Sono questi “sei” semplici ma fondamentali consigli che mi preme ribadire! Curare l’alimentazione, fare dell’attività fisica mirata ed eliminare il più possibile tutti i fattori di “stress”, magari attraverso “tecniche mentali” come il semplice rilassamento, la meditazione, il pensare positivo ecc., sono tutte metodiche in grado di neutralizzare sia i pensieri che le emozioni negative, fattori quindi indispensabili per stare bene e in salute.

Alcuni rischi per la salute
Non dobbiamo mai dimenticare che fondamentalmente “siamo quello che mangiamo”. Sono infatti gli errori dell’alimentazione moderna ad aumentare i rischi di malattie. Gli stati d’ansia, le insicurezze, le carenze affettive, per esempio, ci portano a mangiare di più e soprattutto male. L’abuso di carne e latticini fa sì che assumiamo troppe proteine animali e grassi saturi, ecco perché in questi ultimi trenta-quarant’anni sono risultati maggiori i rischi di infarto, ipertensione arteriosa, diabete, tumori all’intestino, alla mammella e all’utero, stitichezza, varici, emorroidi, flebiti, trombosi ed emorragie celebrali. Troppi zuccheri raffinati possono portare a scompensi del pancreas (la ghiandola che produce l’insulina).

L’eccesso di sale raffinato contribuisce all’irrigidimento delle arterie provocando una forte ritenzione di acqua, due fattori alla base dell’aumento della pressione arteriosa che, a sua volta, può provocare emorragie, insufficienza renale e difficoltà cardiache.
Il sale, tra l’altro, può essere sostituito in modo ottimale dalle erbe aromatiche (timo, maggiorana, basilico, alloro, menta) che sono oltretutto sature di oli essenziali.

Il giusto equilibrio
Mangiare più frutta e verdura invece permette di mantenere l’equilibrio acido-basico del sangue rinforzandoci, soprattutto grazie ai loro costituenti (acqua, proteine, zuccheri, minerali, acidi organici “citrico, malico, tartarico e vitamine). Se ci nutrissimo con cereali integrali quali avena, farro, frumento, mais, miglio, orzo, riso, grano saraceno, segale, il colesterolo nel sangue sarebbe sicuramente più basso con il risultato di arterie più pulite. Anche i legumi hanno la loro importanza: ceci, fagioli, lenticchie, fave e piselli sono tutti alimenti molto importanti dal punto di vista nutrizionale e, quindi, per la nostra salute, ricchi di proteine, grassi insaturi e amidi.

Frutta, verdura, cereali e legumi posseggono fibre grezze che aiutano ad abbassare la pressione arteriosa e di conseguenza l’eliminazione di complicanze legate all’ipertensione arteriosa, causa di emorragie celebrali, infarti e insufficienze renali. L’uso di fibre grezze, inoltre, previene il diabete in quanto una diminuzione dei grassi nel sangue porta a una minore incidenza delle complicazioni circolatorie. Anche l’uso dei grassi insaturi di origine vegetale come l’olio di oliva, di soia, di semi di girasole e di sesamo, sono fondamentali, proprio perché tendono a diminuire anch’essi il livello di colesterolo nel sangue.

Un grasso polinsaturo che abbassa i trigliceridi è l’ormai famoso “Omega 3”, consigliato da tutti gli esperti. Lo si trova soprattutto nel pesce azzurro (sardine, alici, sgombri). Un altro particolare “Omega 3”, l’EPA (acido ecosapentaenoico) è molto utile per la salute e per mantenere la massa muscolare efficiente. Ed ecco infine il mio consiglio: almeno il 40-45% di quello che si mangia deve essere costituito da proteine, delle quali il 40% di origine vegetale e il restante 60% di origine animale, il 20-30% dai carboidrati, possibilmente complessi (riso, farro, kamut, orzo) e il restante 30-35 % dai grassi possibilmente insaturi (olio di oliva, olio di girasole, olio di lino, noci, mandorle, ecc.).

L’ideale sarebbe mangiare due volte la settimana la carne bianca, una volta la rossa, una-due volte i latticini, due volte le uova, da cinque a sette volte il pesce, specialmente quello azzurro, ricco di Omega 3, e il resto suddiviso fra legumi e cereali senza mai tralasciare la frutta (meglio assunta fra i pasti principali) e la verdura, l’ideale è consumare almeno cinque porzioni fra frutta (3) e verdura (2). Ultima raccomandazione, ma non per questo meno importante: scegliere sempre gli alimenti compatibili con il proprio gruppo sanguigno.

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