Consulenza in Pillole #48

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Devo aprire un fitness club completo (pesi-corsi-piscina-servizi aggiuntivi). Quale struttura societaria è migliore? Come strutturo il listino prezzi? Quanto personale è necessario?


Domande importanti, la cui risposta imporrebbe un approfondimento maggiore rispetto allo spazio concesso. In estrema sintesi (e cercando di non essere superficiali):
1) Da alcuni anni la prassi più in auge, prevista espressamente dalla legge finanziaria del 2002, è quella che consiste nel creare una SSDRL (società sportiva dilettantistica responsabilità limitata) che consente di beneficiare di notevoli benefici: niente tasse sul reddito, strutturalmente inesistente trattandosi di una società no-profit, nessun assoggettamento al regime IVA, e la possibilità di avere collaboratori con contratti agevolati; d’altro canto, la ssdrl impone di non dividere gli eventuali utili fra i soci ma di reinvestirli nell’attività, di considerare l’IVA pagata ai fornitori non come un credito ma come un costo, e di sostenere costi di gestione paragonabili alle srl non dilettantistiche. Molto dipende dal business plan iniziale (con possibilità di alti utili netti fin dall’inizio forse è meglio optare per una srl) e dal commercialista da cui si è seguiti, che deve conoscere molto bene la normativa, sempre in evoluzione, delle società no profit in ambito sportivo.

2) Dipende dalla concorrenza presente in zona e dal modello di business scelto. La base è in ogni caso la considerazione di quanto deve “valere” ogni cliente del club ogni mese, perché la struttura possa reggersi e prosperare nel tempo, raggiungendo i suoi obiettivi. Si costruisce poi il listino ottimale, che sarà impostato sulla base del tipo di abbonamento che si vuole maggiormente proporre. Regola aurea: se l’abbonamento-obiettivo è l’annuale, non può aver un valore superiore a 7 volte quello del mensile corrispondente.

3) A parte il personale di servizio (manutentori, pulizie, etc) e quello relativo ai corsi di nuoto o in aula (che dipende dal numero di ore settimanali che verrà offerto, e si adeguerà poi al successo o meno dei singoli corsi), è il personale di reception e di sala attrezzi ad essere discriminante. Se si opta per una struttura commerciale dedicata, bisogna prevedere la presenza costante di almeno 1 receptionist e 1 consulente in ogni momento della giornata, che potranno aumentare nelle ore più “calde” (tipicamente dalle 16.30/17 alle 20, ma la differenza in questo caso la fa la location). Il numero di consulenti commerciali e di trainer di sala previsti dipende da quanti soci si pensa di avere. In linea molto generale, ogni consulente può seguire un numero massimo di 350 clienti circa, mentre in sala pesi ogni trainer può gestire al massimo 50 clienti presenti contemporaneamente. Questi numeri possono però variare molto a seconda dell’organizzazione del lavoro scelta.

Rappresento una ASD che, dopo anni di subaffitto, ha deciso di prendere in affitto un locale tutto per sé. Vi sono svariati capannoni in affitto in zona, ma sono da mettere a norma. A quale ente/istituzione posso chiedere tutta la normativa locale per mettere a norma questi locali che spesso hanno ospitato attività di tutt’altro genere?
Deve rivolgersi all’Ufficio Tecnico del suo comune. Tenga presente che in linea generale le “messe a norma” che riguardano elementi per così dire strutturali (per esempio, l’impianto elettrico), se non corrispondenti alle attuali normative vigenti, sono interamente a carico del proprietario. Altro è se il locale è attualmente di un tipo e l’uso che ne vorrete fare è di tipo completamente differente; in questo caso, le normative potrebbero imporre lavori aggiuntivi per il cambio d’uso, e l’imputazione economica di tal lavori, a prescindere dagli obblighi di legge, può anche essere il risultato di una contrattazione con il proprietario, da esplicitare nel contratto d’affitto.