Come vengono fatte le assunzioni del personale all’interno di un fitness club? È consigliabile avere in ogni caso un certo numero di personale assunto direttamente, magari per quelle figure professionali di maggiore responsabilità?

Distinguiamo fra una palestra strutturata giuridicamente come un’azienda (sia essa di persone o di capitali) e un’altra strutturata come un’associazione o una società sportiva dilettantistica. Nel primo caso, le assunzioni sono obbligatorie per tutti i collaboratori; si possono configurare collaborazioni a partita IVA o contratti a progetto, ma con grande attenzione al rispetto delle leggi che li regolamentano: sono più d’uno i casi in cui vi sono stati abusi di tali posizioni contrattuali (che danno facilitazioni economiche a volte rilevanti) da parte di aziende, sanzionate dal giudice del lavoro in maniera pesante. Nel secondo caso, la legge dà la possibilità di usufruire di contratti di collaborazione esenti da contributi e tasse fino a un ammontare annuo di 7500 €. Tali contratti sono validi sia per personale tecnico, che per personale commerciale e di reception. Non si può quindi parlare di una vera e propria assunzione, ma di una collaborazione con un soggetto esterno, che presta la sua opera per la ASD o la SSDRL, con il fine di svilupparne l’oggetto statutario di concerto con gli altri soci (ASD) o collaboratori e titolari (SSDRL). I contratti di collaborazione vanno elaborati secondo la normativa vigente, e il consiglio è sempre quello di farsi aiutare da un bravo consulente o commercialista per la loro scrittura.
I contratti di collaborazione valgono anche nel caso di responsabili della struttura (club manager) o di un suo settore. In questi casi, però, si può pensare a un’assunzione vera e propria, almeno per la figura del club manager: vero che il costo-azienda raddoppia, ma vero anche che in questo modo si possono avere candidature molto più qualificate e una fidelizzazione all’azienda maggiore da parte del collaboratore assunto. Rimane il fatto che un’eventuale assunzione deve comportare costi coerenti con le somme previste a budget, deve essere frutto di un’attenta selezione e, infine, deve comportare una formazione iniziale e poi continua e un monitoraggio costante dei risultati da parte dei titolari: non è corretto, né aziendalmente lungimirante, assumere una persona e poi mandarla allo sbaraglio, senza un supporto e una vicinanza continui.

Sento parlare sempre più spesso di Web marketing, anche applicato al fitness. Di cosa si tratta di preciso? È conveniente? Ne vale la pena?
Il web marketing è definibile come l’utilizzo delle tecniche di marketing effettuato “on-line”, attraverso la tecnologia Internet, anziché “off-line”, secondo i canali tradizionali. Presente nelle aziende da quando Internet si è sviluppato in modo planetario, ha avuto un’accelerazione esponenziale negli ultimi 5-6 anni, da quando i social network come Facebook e Twitter sono diventati i paradigmi della nuova comunicazione online. L’uso corretto del web marketing in Italia, nel nostro come in altri settori, è spesso una chimera: sono innumerevoli i casi di siti Internet pasticciati, pagine Facebook male impostate, account Twitter semi-vuoti, email o newsletter senza periodicità né contenuti validi. Alla base, forse, c’è uno sbaglio di fondo, e cioè il pensiero che come Internet è molto spesso gratis, così anche il marketing attraverso Internet lo sia. Non è così: il web marketing costa, e spesso costa anche tanto. Quello che lo rende conveniente e imprescindibile è la sua efficacia: a parità di costi, una campagna promozionale svolta on line, per esempio, porta a contatti incredibilmente più interessanti e più facilmente misurabili rispetto alla medesima campagna offline, e quindi a risultati potenzialmente più facili. La risposta quindi è: assolutamente sì, conviene e ne vale la pena al 100%. Come ogni scelta aziendale, però, anche quella relativa alla strategia di web marketing non va presa alla leggera. Il consiglio è quello di non optare per un fai-da-te semplicistico, con il rischio di veder sprecati tempo ed energia: molto meglio farsi seguire da consulenti web preparati (free lance o impostati in un’agenzia vera e propria) cui demandare scelte e risultati da ottenere. Per essere più consapevoli nella scelta, si può frequentare un workshop, o una giornata formativa sul web marketing; fra le decine organizzati ogni giorno in Italia, meglio scegliere quelli dal taglio più pragmatico, organizzati da chi conosce il nostro settore, e che assicurino la consegna, a fine giornata, dei materiali mostrati e, eventualmente, di attestati di partecipazione.

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