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Il Ministero della Sanità ha regolamentato l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno, detto DAE, nei luoghi dove si pratica attività ricreativa ludica, sportiva agonistica e non agonistica

La prevenzione sanitaria è, come si può immaginare, la base per garantire salute e benessere. Essa perciò deve entrare a far parte della cultura della popolazione, ogni cittadino deve vivere la sua vita avendo in sé il concetto di prevenzione sanitaria e muoversi di conseguenza prevenendo malattie e problematiche di stress fisico. Chiaramente la prevenzione sanitaria deve anche essere materia principale di ogni buon Stato che si preoccupa della salute dei suoi cittadini e la deve perciò strutturare e regolamentare.

L’aspetto cardiologico è per antonomasia l’argomento più delicato e ovviamente più coinvolgente. In Italia ogni anno muoiono per arresto cardiaco 60.000 persone; questo dato viene pubblicato nelle linee guida comunicate dal Ministero della Sanità del 24/4/2013. Sempre nello stesso documento, viene però segnalato che attraverso un intervento di primo soccorso sono state salvate persone fino al 30%. Questo è il motivo per cui il Ministero della Sanità lentamente si è avvicinato fino a legiferare e poi a regolamentare l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno detto DAE.

La legge apre al personale non sanitario

Per meglio spiegare e chiarire occorre partire proprio dall’inizio e con l’aiuto del Dott. Giscardo Panzavolta, Medico certificatore nei corsi di formazione per l’uso del DAE, possiamo cercare di avere le idee più chiare. Tutto parte con la legge del 3/4/2001 che prevede l’utilizzo del defibrillatore anche da parte
di personale NON sanitario
. La legge pertanto prevede che possano utilizzare l’apparecchio di primo soccorso anche persone che non fanno direttamente parte del personale sanitario: istruttori di palestra e nuoto, allenatori ecc.
ne sono un esempio, che abbiano ricevuto una formazione specifica disciplinata dalle Regioni per il rilascio della certificazione.

Personale che ovviamente deve essere formato e certificato attraverso corsi organizzati dalle Regioni, proprio per questo il 27/2/2003 è stato sancito un accordo Stato-Regioni per permettere ad Esse di titolarsi nell’organizzazione dei corsi di formazione. L’iter prosegue fino al 18/3/2011 con il Decreto per la determinazione dei criteri e delle modalità d’uso.

La formazione necessaria

Stabilito che la fibrillazione ventricolare è una causa di decessi, il Decreto determina i criteri di formazione per l’uso del DAE attraverso programmi di formazione, aggiornamento, verifica e accreditamento dei formatori e certificazione definiti dalle Regioni sotto la responsabilità di un medico.

L’autorizzazione che viene rilasciata è nominativa e dura 24 mesi ed è rinnovabile.
Il Decreto segnala poi che l’apparecchio medicale deve essere collocato in luoghi di aggregazione cittadina e nell’elenco vengono nominati luoghi dove si pratica attività ricreativa ludica, sportiva agonistica e non agonistica.
I DAE vanno collocati in posti facili, raggiungibili e segnalati con cartelli specifici.

Come dice il documento:

“deve essere disponibile, accessibile e funzionante almeno un DAE – posizionato ad una distanza da ogni punto dell’impianto percorribile in un tempo utile per garantire l’efficacia dell’intervento – con il relativo personale addestrato all’utilizzo. I DAE devono essere marcati CE come dispositivi medici”.

Il 24/4/2013 sono poi state pubblicate dal Ministero le linee guida dove viene sottolineato un punto importantissimo. Come è vero, ed è stato riconosciuto, che l’attività fisica regolare riduce l’incidenza di eventi correlati alla malattia cardiaca coronarica e a molte altre patologie; è altrettanto vero che l’attività fisica costituisce di per sé un possibile rischio di arresto cardio-circolatorio per cause cardiache e non cardiache.

Cosa devono fare le Società sportive?

Ricapitolando, perciò, le Società sportive per mettersi in regola devono informarsi presso le ASL o tramite società di servizi specifici, o attraverso fornitori di apparecchi DAE come
e dove iscrivere le persone che decidono di formare e farli certificare. Come detto, l’autorizzazione è nominativa perciò la Società comunicherà tutti gli estremi e i nominativi che verranno inseriti presso le ASL come addetti certificati all’uso del defibrillatore.

La Società sportiva è responsabile della presenza e del funzionamento dell’apparecchio.

Va detto poi che l’attività di soccorso per il personale non sanitario formato NON è obbligatoria, tant’è vero che in caso di emergenza comunque va chiamato il 118. L’ultima informazione utile è che è stata concessa ancora una proroga al 30/6/2017 per l’adeguamento alla legge.

Quello che si può trarre da questa trafila di adeguamento alla legge sull’uso dei defibrillatori è che per quello che riguarda il nostro settore, tutti devono capire che la salute e il benessere parte dalla prevenzione. La stessa attività di fitness va intesa come attività preventiva alla salute e perciò occorre interpretarla nel modo più corretto. Munirsi perciò di un DAE, formare il personale addetto, inserire le visite mediche e proporle a tutti i clienti o richiedere il certificato medico con ecg per il cuore. Credo che solo così si possa intraprendere la strada giusta verso il riconoscimento di attività di fitness per la salute.

Alcune linee guida del documento

“Sembra ragionevole affermare, quindi, che i contesti dove si pratica attività fisica e sportiva, agonistica e non agonistica, possono essere scenario di arresto cardiaco più frequentemente di altre sedi. La defibrillazione precoce rappresenta in tal caso il sistema più efficace per garantire le maggiori percentuali di sopravvivenza.

Se si considera che la pratica sportiva è espressione di promozione, recupero o esercizio di salute, sembra indispensabile prevedere una particolare tutela per chi la pratica, attraverso raccomandazioni efficaci e attuabili secondo le evidenze scientifiche disponibili.”

“Non meno importante è l’estensione della tutela sanitaria non soltanto dei professionisti dello sport agonistico ma anche e soprattutto di quanti praticano attività sportiva amatoriale e ludico motoria. Fermo restando l’obbligo della dotazione di DAE da parte di società sportive professionistiche e dilettantistiche, si evidenzia l’opportunità di dotare, sulla base dell’afflusso di utenti e di dati epidemiologici, di un defibrillatore anche i luoghi quali centri sportivi, stadi, palestre ed ogni situazione nella quale vengono svolte attività in grado di interessare l’attività cardiovascolare, secondo quanto stabilito dal D.M. 18 marzo 2011, punto B.1 dell’allegato.”

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