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Gli anziani hanno molto tempo libero. E se ne sfruttassero una piccola parte per frequentare le palestre? Troverebbero i vari centri sportivi preparati ad accoglierli?

L’età media della popolazione italiana è in continuo aumento. È in arrivo una popolazione di giovani-anziani, ad oggi circa12 milioni, che pur sentendosi attivi non praticano attività fisica in modo regolare (attualmente i praticanti regolari sono il 24% degli uomini e l’11 % delle donne) e che nel 2030 (secondo dati Istat) saranno 15 milioni. Di questi il 28% avrà 65 anni. Le nuove prospettive ci offrono una differente visione della persona anziana, capace di condurre una vita autonoma e in perfetta efficienza psico-fisica, che dispone, al contrario degli altri, di un bene molto prezioso al giorno d’oggi: il tempo libero.
E se sfruttasse questo tempo per recarsi in palestra? È in tale ambito che il fitness e l’attività motoria debbono intervenire in modo incisivo agendo sul benessere fisico, sull’autonomia e sull’autostima, sulla socializzazione e sul benessere psicologico. Certamente determinati soggetti potrebbero inizialmente mal tollerare l’impatto con una situazione ambientale a loro sconosciuta (palestra, istruttori, attrezzature, ecc.), ed è proprio per questo che i centri fitness debbono essere pronti a notevoli sforzi per accoglierli. Ma, attenzione, è un’utenza che ha esigenze ben precise. La terza età si trova spesso ad affrontare da sola problemi legati al decadimento fisico e al pensiero della morte; ciò porta con sé rischi di isolamento e abbandono verso stati depressivi e la frequentazione di un club potrebbe far aumentare la voglia di socializzazione con conseguente miglioramento della vitalità.

Il centro fitness
Il fitness può fare veramente molto per aiutare le persone anziane e la frequentazione di un club potrebbe costituire quel collegamento di benefica interazione generazionale che manca al giorno d’oggi e che farebbe bene a tutti. Quella della terza età, oltre ad essere un’utenza in continua espansione, richiede una professionalità di eccellente livello, disponibilità, sensibilità e attenzione per superare i pregiudizi e le difficoltà di comprensione dell’effetto ludico e salutistico del fitness.
Il rallentamento dei processi degenerativi dovuti all’età può essere stupefacente se si coltivano attività motorie e mentali. Il centro fitness dovrebbe intervenire con una programmazione mirata dell’allenamento atta al mantenimento dell’integrità strutturale e psicofisica. La programmazione dell’allenamento dovrebbe valutare a tutto tondo sia i fattori fisici che quelli emotivi.

L’attività motoria
Nell’arco della vita l’attività motoria non andrebbe mai interrotta: col passare degli anni il rallentamento dei riflessi e della mobilità aumenta sistematicamente, si velocizza il processo fisiologico dell’osteoporosi, i dischi vertebrali perdono le loro capacità ammortizzanti, le articolazioni si infiammano più facilmente e perdono la possibilità di lavorare nella massima escursione; la muscolatura perde in elasticità e in quantità e così via.
Tuttavia un’attività motoria costante, svolta in un centro fitness, migliora l’irrorazione cardiaca, i muscoli utilizzano al meglio l’ossigeno portato dal sangue; la forza e la resistenza muscolare migliorano sensibilmente come la coordinazione e l’equilibrio; si può assistere ad una diminuzione della pressione arteriosa, al rafforzamento delle ossa e alla diminuzione dell’ipertensione. Ma soprattutto migliorerà l’autostima e la socializzazione.

L’istruttore in sala corsi
Il compito dell’istruttore è quindi particolarmente delicato. Il suo lavoro dovrà essere coinvolgente ma di contro non stressante dal punto di vista fisico. L’allungamento muscolare, l’attività posturale semplice e guidata e l’attività cardiovascolare di gruppo (potendo scegliere preferirei il tapis roulant per lo sviluppo e il mantenimento dei riflessi deambulatori), la ginnastica dolce, il Thai Chi Chuan, lo yoga, potrebbero rappresentare attività ideali da svolgere in una sala corsi.
Gli esercizi dovranno essere graduali, ripetuti a più riprese, abbinati alla respirazione e distensione muscolare, tenendo sempre sotto controllo l’aumento della frequenza cardiaca e respiratoria. Dovranno altresì essere semplici e motivanti, fantasiosi e, perché no, giocosi: esercizi di controllo e correzione del portamento, esercizi a terra per le vertebre cervicali, per le spalle e arti superiori, per il busto, per la muscolatura addominale, per gli arti inferiori, per le mani, per i piedi.

Conclusioni
Non era mio intento, in queste poche righe, indicarvi nello specifico la quantità o prettamente l’esecuzione corretta degli esercizi da svolgere, ma bensì trasmettere un pensiero dedicato alla categoria della quale tutti faremo parte prima o poi e che, se fidelizzata con accogliente atteggiamento dal centro fitness, darà sicuramente da qui in avanti nuova linfa vitale ai manager dei centri, agli istruttori e agli utenti di ogni età. Buon allenamento e buona riflessione.

Massimo Di Donato

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