Il fitness è per tutti, fatevene una ragione. Anche se non siete nati sportivi, state pur certi che la tecnologia vi aiuta a capirlo

Così disse James Park, il CEO di Fitbit, società quotata in borsa, leader del mercato dei cosiddetti “Fitness tracker”.

Oggi siamo circondati dalla tecnologia, si parla non a caso di internet of things, dove moltissimi apparecchi sono e saranno sempre di più connessi e ci aiuteranno nella vita quotidiana. Anche il settore del fitness sta vivendo una rivoluzione tecnologica che deve essere abbracciata e gestita come una grande opportunità per sviluppare il settore del benessere e dello sport praticato in tutti i suoi aspetti, dal wellness al corporate, dalle performance agonistiche all’attività fisica come prevenzione della salute.
Sono stato recentemente al FIBO di Colonia e ad Elevate di Londra, e devo dire che la tecnologia come strumento di monitoraggio e soprattutto motivazione all’allenamento si percepiva ovunque come trend di tendenza.

Come funzionano i fitness tracker?

Grazie alle tecnologie più avanzate, un braccialetto può diventare un alleato facile per la salute di tutti i giorni: il fitness tracker lo fa tracciando tutte le attività fisiche e le funzioni vitali: i passi, la distanza percorsa, il ritmo cardiaco, le calorie bruciate e persino la qualità del sonno, perché il benessere dipende anche dalle ore di riposo.
Il tutto con lo scopo di monitorare la nostra attività e capire cosa migliorare e cosa no.

Nel suo ultimo report sull’andamento del mercato dei wearable, con tanto di previsioni sui trend di vendita da qui al 2020, IDC.com ha formulato alcune interessanti stime che riguardano le potenziali performance di vendita di questi gadget: nel corso del 2016, per esempio, in tutto il mondo saranno venduti 101,9 milioni di wearable, tra smartwatch e fitness tracker – con questi ultimi che per il momento detengono il primato sul mercato.
Questi braccialetti possono diventare un ottimo strumento per motivare le persone che lavorano a fare attività fisica. Numerose analisi affermano che gli impiegati sani e in forma costano meno, perdono meno giorni di lavoro e un’azienda health oriented sviluppa maggiormente il senso di appartenenza all’azienda.

Secondo uno studio pubblicato da ABIResearch.com 13 milioni di wearable device saranno integrati nei piani di corporate wellness entro i prossimi 5 anni. Essi vengono percepiti come un incoraggiamento a migliorare la propria salute: negli USA, già il 44% degli impiegati li indossa al lavoro. Attualmente la maggior parte delle persone che svolgono abitualmente esercizio fisico utilizza un fitness tracker ma le moltissime funzionalità degli smartwatch stanno conquistando i cuori di moltissimi utenti, in particolare i runner, che li utilizzano più delle classiche smartband.

fitness tracker 2

Fitness tracker o smartwatch?

Il problema dei fitness tracker è che si stanno evolvendo troppo lentamente e la maggior parte dei modelli in commercio si limita a conteggiare passi, sonno, calorie bruciate e in alcuni casi battito cardiaco. Gli smartwatch offrono molte funzioni aggiuntive, soprattutto dedicate a discipline particolari come yoga e pilates.

Tuttavia, secondo quanto dichiarato da alcuni utenti, questi device indossabili non sarebbero precisi come dichiarato dai produttori. Si è mossa addirittura una class action contro uno dei produttori di fitness tracker più famosi: FitBit.
Un’azione da parte dei consumatori basata su fondamenti scientifici e ricerche: l’ultima è stata condotta dalla California State Polytechnic University, la quale ha analizzato attentamente 43 sportivi con indosso il bracciale in allenamento, scoprendo che il fitness tracker misurava i battiti con un errore di 20 al minuto.
Altro studio è stato eseguito dalla Medicine & Science in Sports & Exercise, la quale ha messo in dubbio anche la capacità di conteggio delle calorie e dei passi di alcuni dei fitness tracker più usati. I risultati sono contestati però dalla stessa FitBit.

Comunque si potrebbe dire che i fitness tracker, anche se non fossero così attendibili, sono comunque utili, perché riescono a motivare chi li indossa a camminare di più piuttosto che optare per un mezzo pubblico! o a salire le scale invece che prendere l’ascensore, il che soprattutto per chi conduce una vita sedentaria non è cosa da poco.

 Marco Magnani
@Bewellnessblog

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