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Quando il sofisticato universo legato al mondo vegetale si pone al servizio del nostro benessere Confesso che anche il sottoscritto fino a qualche anno fa vedeva tutto il...

Quando il sofisticato universo legato al mondo vegetale si pone al servizio del nostro benessere

Confesso che anche il sottoscritto fino a qualche anno fa vedeva tutto il futuro dell’integrazione teso alla ricerca di nuove molecole, per cercare le massime concentrazioni dei principi attivi dimenticando tutta la grande e millenaria esperienza legata alla fitoterapia e ai concetti contenuti in molti suoi principi riferiti anche alla pianta intera. Con il tempo ho invece sempre più capito ed apprezzato il sofisticato universo legato al mondo vegetale dove non solo i principi attivi singoli, ma anche i fitocomplessi della pianta integra o in singole parti rappresentano delle risorse incredibilmente efficaci e potenti per migliorare la condizione di benessere, aiutare il fitness generale o in sinergia a terapie mediche allopatiche per alleviarne gli effetti collaterali o permettere di usarne dosaggi inferiori.

Novità in ambito fitoterapico
Su una cosa occorre intenderci, cioè chiarire immediatamente come sia sbagliato pensare alla fitoterapia come qualche cosa di blandamente efficace o di un prodotto sempre e comunque assolutamente innocuo (così come per tutti i cosiddetti prodotti da erboristeria). Tutt’altro, la loro efficacia è comprovata e quindi, se funzionano, è logico che se usati in modo sbagliato si innescano possibili controindicazioni. Ma questo è in parte risaputo, cosa c’è di “nuovo” quindi nella fitoterapia? Per prima cosa c’è una riscoperta delle potenzialità di piante fino a questo momento conosciute quasi esclusivamente per essere di aiuto solo in alcune situazioni che si sono rivelate sorprendentemente efficaci anche in altre problematiche. Contemporaneamente la tecnologia estrattiva e le procedure di laboratorio hanno consentito di migliorarne la stabilità e la biodisponibilità modulandone il rilascio e la durata. La fitoterapia funziona partendo dalla pianta (intera o parte) quindi l’estrazione della cosiddetta droga vegetale avviene da foglie, fiori, gemme, radice, rizoma ecc. Avviene quindi la vera e propria estrazione della molecola o complesso molecolare (relativamente al meccanismo d’azione).
Si deve quindi procedere con la formulazione di un’opportuna tecnica farmaceutica per ottimizzare e favorire le potenzialità che si desidera enfatizzare.

Pro e contro dell’integrazione fitoterapica
Ma quali sono le motivazioni che dovrebbero spingerci verso l’utilizzo di un’integrazione fitoterapica?
L’elenco potrebbe essere lungo ma si potrebbe sintetizzare in:
– Buona tollerabilità generale dei prodotti di origine naturale
– Fonti rinnovabili di materia prima
– Processi produttivi relativamente ecologici
– Utilizzabile sia in trattamento che in prevenzione
– Utilizzabile in cronico (lunghi periodi)
– Utilizzabile anche contestualmente a una terapia farmacologica «classica» per prevenire il danno iatrogeno (es. antiossidanti)
– Sviluppata secondo criteri scientifici

Ad onore di cronaca è giusto riportare anche quelle che sono le comuni critiche, le motivazioni avverse all’uso della fitoterapia. Fra queste si può evidenziare:
– Dubbia efficacia
– Assenza di una vera e comune titolazione e standardizzazione
– Scarsità di studi clinici che dimostrino la reale efficacia
– Assenza di studi approfonditi sulla tossicità
– Possibili contaminazioni della materia prima
– Scarsa biodisponibilità di molecole o complessi di origine vegetale in vivo
– Possibili interazioni farmacologiche non ponderabili.

Nell’osservazione di queste critiche è certamente possibile evidenziare alcune “novità”: le innovazioni registrabili sui prodotti più tecnologicamente avanzati di fitoterapia. Su prodotti di alta qualità fitoterapica è ben evidenziata la titolazione del/dei principi attivi; inoltre la filiera che garantisce la tracciabilità dei prodotti permette il controllo costante della coltivazione e raccolta delle piante nonché l’accuratezza dei procedimenti estrattivi. Alla luce di queste certezze la ricerca si sta approcciando sempre più in studi tesi a verificare efficacia e tossicità di tantissime molecole e principi legati alla fitoterapia. Basta accedere ad importanti motori di ricerca medico scientifici come PUBMED sul quale, digitando il nome del principio attivo, vengono fuori tutti gli studi mondiali pubblicati su quella molecola. Facendo questa operazione sulla maggioranza dei principi attivi fitoterapici si trovano migliaia di titoli che permettono ai professionisti del settore (ma anche ai semplici appassionati) di avere una fonte di sicura attendibilità sulle ricerche scientifiche che riguardano il prodotto interessato.

Molecole consigliabili
Venendo a semplici ma pratici esempi di fitoterapici di sicuro ed efficace impiego sia per la salute che per il fitness si potrebbe partire dalla BERBERIS ARISTATA, il cui principale principio attivo è la Berberina, una molecola dalle riconosciute eccellenti potenzialità ipocolesterolizzanti. Si è anche evidenziato un ottimo effetto ipoglicemizzante sulla regolazione del metabolismo glucidico, permettendo di avere un’azione insulino-mimentica che evita picchi di questo ormone. La biodisponibilità orale di questa molecole non è alta, ma può essere di molto migliorata associandola ad altre molecole come le catechine del The verde, la curcumina o la Silimarina. L’altra molecola che riteniamo utile segnalare è la CURCUMA LONGA, il cui principio attivo è la Curcumina. Questa molecola è da sempre conosciuta come un valido presidio antiossidante ma, grazie alla sua azione di blocco di alcuni processi (come la ciclossigenasi 2) si è rivelato un antinfiammatorio estremamente potente e polivalente. Anche la Curcumina non ha una buona biodisponibilità orale. Qui la moderna ricerca può essere di grande aiuto, infatti legandola con un fosfolipide naturale (tipo fitosoma) la molecola risulta molto più stabile e ben assimilabile. Altro esempio è la CAMELIA SINENSIS, il cui principio attivo principale è l’epigallocatechin-3-gallato, ma le molecole (comuni anche al The verde) sono veramente tante. L’effetto da sempre riconosciuto è quello antiossidante di protezione, ma sempre più studi riportano l’eccellente stimolazione che attiva sul metabolismo, realizzata agendo positivamente sugli enzimi legati al metabolismo lipidico e sugli adipociti. La cosa estremamente interessante e utile da sapere è che tali stimoli sono perfettamente attivi anche se si priva l’estratto della caffeina, quindi togliendo l’effetto che a molti può dare fastidio legato alla stimolazione nervosa. Anche in questo caso il legame con un fitosoma ne migliora enormemente la biodisponibilità.

Il mondo del vegetale offre veramente possibilità infinite e usufruendo dei progressi legati all’estrazione e alla formulazione, uniti alle garanzie che le leggi impongono sulla qualità, si ottiene che i prodotti appartenenti a questa categoria risultano certamente dei presidi di grande valore a tutela della salute e per ottimizzare l’efficienza fisica.

Marco Neri e Alex Bertuccioli


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