Glutammina: il quarto moschettiere

0

Sono numerose le proprietà di questo aminoacido che lo rendono un must irrinunciabile nel campo degli integratori. Esaminiamole tutte, anche quelle meno note

Come promesso nell’articolo scritto nel precedente numero de La Palestra, continua la “riscoperta” di integratori già conosciuti, ma a volte dati troppo velocemente per scontati. Questa volta tocca alla glutammina, molecola che rientra fra gli integratori presenti da tempo sul mercato e che rimane fra quelli più “graditi” dal pubblico, indipendentemente dalla pressione pubblicitaria che ruota intorno ad essa. I motivi sono molteplici. Si tratta di un aminoacido che, da solo, rappresenta circa il 50% degli aminoacidi liberi contenuti nel corpo. Già tale dato fa intuire come la sua presenza ed il suo mantenimento a livelli ottimali rappresenti un caposaldo irrinunciabile per l’equilibrio muscolare, soprattutto se sottoposto a stress allenante.

I ruoli della glutammina

Durante un allenamento, la prima a calare è la glutammina ematica; per compensazione i muscoli iniziano a sintetizzare nuova glutammina demolendo soprattutto BCAA, “consumandoli” e portando rapidamente verso una drastica riduzione di questi ultimi, con una parallela carenza di glutammina muscolare. Quindi, la glutammina, pur non essendo un AA essenziale, lo può diventare in alcune condizioni estreme (come accrescimento o stress fisici), infatti ricopre un ruolo determinante in molte situazioni metaboliche tipiche delle attività sportive, cioè quando la creazione endogena è ridotta ed il catabolismo elevato.
Il suo primo impiego è quindi di recupero allo stress muscolare (e anche di risparmio dei BCAA). Ma il suo effetto non finisce qui; pochi hanno sottolineato come la glutammina possa ridurre l’effetto catabolico del cortisolo, ormone tipico della fatica fisica e del post allenamento. Infatti il cortisolo aumenta il bisogno di glutammina a livello intestinale, la sua degradazione nel fegato e l’esaurimento di quella ematica e muscolare. Altra freccia nell’arco della glutammina è la sua azione sull’idratazione.
L’idratazione del muscolo è centrale per tutto l’equilibrio osmotico. Quando la glutammina esce dal muscolo, le cellule iniziano a perdere acqua e, con essa, inizia il catabolismo muscolare. Se si riesce a mantenere l’idratazione apportando glutammina come integratore, si ferma il processo catabolico e si attiva quello anabolico di risposta allo stress. Ricordiamoci che una cellula idratata è una cellula con una forte spinta anabolica. Ma non è finita qui, questo magico aminoacido promuove anche la sintesi di glicogeno e quindi aumenta la quantità disponibile per l’energia muscolare.

Ulteriori effetti
Le azioni di questo importante aminoacido sono comunque in continuo studio e si manifestano anche su ulteriori punti particolarmente importanti per chi fa attività fisica. È da sottolineare la capacità della glutammina di mantenere l’equilibrio acido-base che viene logicamente alterato quando si producono massicce dosi di acido lattico (tipo di performance particolarmente intense); questa prerogativa sembra funzionare soprattutto perché la glutammina favorisce la formazione di bicarbonato.
Appare infatti utile, per contrastare l’acidosi, l’assunzione di glutammina anche durante la prestazione (oltre che per i motivi di idratazione, anticatabolismo e proenergetici già citati prima). A questo, si aggiunge anche il fatto che la glutammina contribuisce alla ottimale produzione endogena di Gh e testosterone, ormoni chiave per la prestazione ed il recupero.

Azione sulla salute

La Glutammina merita però un’osservazione non solo sotto l’aspetto “prestazionale” ma anche sotto quello salutistico/funzionale. È fondamentale sapere che il sistema immunitario, che ha sede nell’intestino, è “vorace” di glutammina. Fornire dosi suppletive di glutammina nei momenti in cui occorre dare un aiuto al sistema immunitario (come nei mesi freddi, ma anche nelle situazioni di stress psico/fisico), significa garantire a tutto il sistema un supporto che favorisce il suo ottimale funzionamento. Da notare come anche gli atleti, in momenti di superlavoro, siano più frequenti ad ammalarsi ed avere sintomatologie legate al sistema immunitario. Sempre nel campo della salute/prevenzione, la nostra protagonista ha delle prerogative veramente eccellenti, svolge infatti una funzione sia disintossicante che antiossidante, soprattutto attraverso la sintesi endogena di glutatione, una potentissima molecola con grandi capacità antiossidanti e disintossicanti epatiche. Un’ulteriore azione disintossicante, la glutammina la svolge nei confronti dell’ammonio, una sostanza di scarto derivata dalla degradazione delle proteine, metabolizzata dal fegato e che deve essere smaltita soprattutto a livello renale.
Livelli elevati di ammonio creano una intossicazione e tale situazione è tipica di problemi epatici e/o di alimentazioni iperproteiche. Eccessi di ammonio possono avere anche ripercussioni negative sulla funzionalità celebrale, quindi la glutammina svolge un’azione di protezione anche su questo organo. Sempre nel settore celebrale, la glutammina è un aminoacido che passa la barriera ematoencefalica, in quanto svolge un ruolo stimolante e di sostegno a molte funzioni legate alla memoria e capacità di concentrazione. Riassumendo, l’assunzione esogena di glutammina risulta un supporto ideale per gli atleti che svolgono allenamenti costanti ed intensi, infatti la maggioranza della glutammina contenuta negli alimenti non viene utilizzata come tale dai muscoli, ma il corpo ricorre, in caso di bisogno (come nell’allenamento) soprattutto alla creazione endogena.
L’esigenza di avere grandi dosi di glutammina è alta nei momento di stress;
se non è presente, il corpo la deve sintetizzare, ma ciò comporta un lasso di tempo in cui il corpo va in carenza e la sua disponibilità potrebbe non coincidere con il momento di massimo bisogno. La glutammina è perfettamente assimilabile per via orale; logicamente una parte viene distrutta per dispersione gastrica, ma una quota riesce comunque ad entrare in circolo e svolgere le funzioni a cui è deputata.
Il legame con il sale alfa keto glutarico (AKG) la rende ancora più efficace e biodisponibile. La glutammina trova due partner ideali nella arginina e nella creatina, questa infatti ne condivide molti aspetti stimolanti e anticatabolici. Molte volte viene associata alla AKG (arginina lafa Keto glutarata) nel preworkout e alla creatina (magari con qualche zucchero semplice) nel post-workout. Vorrei sottolineare ancora le sue prerogative disintossicanti, pro energetiche, anticataboliche, tamponanti e stimolanti, che la rendono un integratore ideale sia prima, che durante o dopo una attività fisica, tutto per meglio affrontarne lo stress e per migliorare il recupero. Un’ultima menzione al suo già citato supporto antiossidante, una funzione che svolgono molte altre molecole e che ha un ruolo centrale nel garantire il perfetto funzionamento dell’equilibrio corporeo; ma questa è un’altra storia che magari racconteremo prossimamente.

Marco Neri