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Quanto tempo occorre per avere risultati buoni in sala pesi? Qual è l’insieme di scelte da adottare e di comportamenti utili a centrare lo scopo prefissato?

È necessario tenere sempre vivo l’interesse dei clienti o di quelli potenziali verso il proprio centro fitness, cercando di far leva su più fronti possibili: funzionalità, gestione, pulizia, cordialità, professionalità del personale sia organizzativo che tecnico. Riguardo a quest’ultimo, bisogna sapere cosa vuol dire “avvalersi di personale tecnico professionale”.
Significa, in termini di bagaglio culturale ed esperenziale, contare su titoli più o meno prestigiosi, interagire in maniera elastica con le esigenze della clientela, essere integerrimi nel rispettare e far rispettare le norme del centro ma soprattutto, conoscere le strategie adatte affinché gli allievi raggiungano risultati tangibili e ne parlino ai propri amici e conoscenti, in modo da migliorare la visibilità del centro fitness.

Poche e semplici linee guida
Bisogna sfatare, per mezzo dei propri metodi di lavoro e di comunicazione, i tanti, troppi, luoghi comuni che allontanano gli allievi dal raggiungimento di un risultato tangibile. Il giusto allenamento, infatti, deve essere considerato come completamento del proprio stile di vita e non qualcosa che bisogna fare sempre, a tutti i costi, ogni giorno, trascurando addirittura gli impegni fondamentali (famiglia, attività lavorativa, socialità ecc.). Tale considerazione scaturisce dal fatto che non è raro vedere in palestra persone che, invece di considerare l’allenamento un fattore di gestione e diminuzione dello stress, lo usano per amplificarlo, senza peraltro raggiungere risultati (il superallenamento, per intenderci).
Bisogna al contrario pianificare le strategie in modo tale da far capire che si potrebbe ottenere lo stesso beneficio (per non dire un risultato migliore) con un allenamento pianificato con la giusta frequenza (3 volte a settimana è il giusto compromesso, anche 2, nei casi di soggetti particolarmente impegnati o in quello in cui si svolga una tipologia di training ad altissima intensità che necessita, per forza di cose, di almeno 2 giorni di completo recupero), che darebbe modo di gestire molto meglio i normali impegni che ogni individuo può avere.
Un altro fattore che non è raro osservare è la ripetitività dell’allenamento. Esistono molti praticanti che svolgono sempre lo stesso tipo di allenamento (molte volte basato solo sulla propria esperienza personale e sull’osservazione, piuttosto che su una programmazione scientifica) lamentandosi di non raggiungere il giusto obiettivo. Certo, facendo lo stesso workout per mesi, anni, non ci si può aspettare che prima o poi, dall’oggi al domani, succeda qualcosa che potrebbe produrre il tanto agognato miglioramento (si fa caso a tutto ciò, osservando coloro che si allenano in palestra: il più delle volte hanno delle preferenze particolari, degli esercizi a cui dedicano più tempo, avendo alla base creato quella convinzione psicologica che tale esercizio è assolutamente necessario per avere un determinato tipo di risultato).
Sarebbe molto più sensato chiedersi se esistano fattori che possano essere migliorati o cambiati, e se esista una figura con una preparazione specifica che possa gestire in maniera sensata la programmazione dell’allenamento; una programmazione che possa appunto fungere da “reset” e regalare una nuova tipologia di stimolo che dia riscontri più gratificanti.

L’importanza dei professionisti
Tra le opportunità date al cliente non deve mancare quella della consulenza di un professionista che offra i mezzi per migliorare il percorso di allenamento dell’allievo, lavorando anche e soprattutto sul suo stile di vita in generale. Di conseguenza una consulenza specifica adeguata dovrebbe avere le seguenti componenti:

– plicometria e impedenziometria;
– consigli nutrizionali che si adattino allo stile di vita dell’allievo;
– schede specifiche di allenamento;
– sedute di allenamento individuale (personal training) per valutare sul campo le difficoltà che un normale workout può offrire e che un utente medio non può assolutamente affrontare soltanto con le proprie conoscenze.
Da un monitoraggio accurato, infatti, è possibile far emergere proprio i dati che interessano all’allievo medio, in modo tale da utilizzarli come riferimento e fargli notare, durante il proprio percorso, che effettivamente sta migliorando in base all’obiettivo che si è prefissato e nella giusta misura. Sarebbe buona regola schematizzare dei parametri di riferimento. Per esempio, i valori che è importante monitorare nei soggetti di sesso maschile sono:
– peso in kg;
– % di grasso corporeo;
– massa muscolare stimata;
– circonferenza del punto vita.

I dati che è necessario far emergere nei soggetti di sesso femminile potrebbero altresì essere:
– peso in kg;
– % di grasso corporeo;
– circonferenza dei fianchi e delle cosce.

Eseguire un monitoraggio semplice vuol dire fornire dati reali al cliente, che potrà riscontrare un effettivo risultato raggiunto. Includere inoltre uno scatto fotografico nel monitoraggio può essere un altro importante mezzo per dar fiducia all’allievo, il quale, durante la quotidianità, non ha l’effettiva percezione del miglioramento, mentre nell’osservare una sua foto prima/dopo acquisirà la reale consapevolezza di un cambiamento significativo.

Michele Iarocci

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