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Il rapporto tra l’appoggio plantare e il resto del corpo è decisivo per la salute, come ci insegna la Dottoressa Maria Antonietta Fusco

E’ un sentimento ambivalente quello che ci lega al nostro corpo. Spesso lo trascuriamo, lo stressiamo, lo sottovalutiamo; altre volte, per fortuna, ci prendiamo cura di lui e ascoltiamo i suoi bisogni, in una perenne giostra di emozioni. I piedi, invece, rimangono fuori da questa altalena e quasi sempre dimenticati. Li consideriamo appendici a sé stanti e finiamo per rendergli la vita impossibile, strizzandoli dentro calzature inadeguate, sollevandoli su altezze spropositate e disinteressandoci della loro salute.
Ma così facendo commettiamo un grave errore, perché “il piede è come un terminale di un computer dal quale dipendono molte delle funzioni del nostro corpo”, avvisa la dottoressa Maria Antonietta Fusco, posturologa, specializzata in biomeccanica della colonna vertebrale e ideatrice di un Percorso Benessere per il riscaldamento e il defaticamento da inserire nei centri wellness.

Dottoressa Fusco, quali sono le cattive abitudini più diffuse riguardo l’uso dei piedi?
“Semplicemente i piedi sono ignorati, ancora oggi considerati come una semplice struttura che fa da punto di appoggio a terra. Invece i nostri piedi sono “intelligenti”, sono organi sensoriali con una manifesta missione vascolare.
Il nostro modo di esprimere ‘l’ortostasi’ dipende dalle informazioni neurosensoriali provenienti dai piedi. In parole povere: dipende dagli imput provenienti dai piedi sia il nostro modo di stare in piedi, sia tutta l’attività dinamica dell’organismo. Informazioni disarmoniche determinano una postura disarmonica, caratterizzata dalla presenza di gruppi muscolari in contrazione cronica con modificazione dell’architettura scheletrica”.

L’allenamento in palestra può costituire una minaccia per i nostri piedi?

“La ricerca scientifica degli ultimi anni ha dimostrato che l’appoggio podalico e l’architettura stessa tridimensionale del piede hanno una grande importanza nel determinare una normale o anormale funzione di tutto l’intero apparato locomotore dell’organismo. In particolare si è dimostrata una diretta correlazione tra la funzione dei recettori neurosensoriali della pianta del piede e l’attività sia statica che dinamica di tutto il corpo. La presenza di anomalie di appoggio, piede piatto o piede cavo nelle loro diverse varianti, la presenza di ipercheratosi (calli), di alluce valgo, di caviglia vara o valga modificano l’equa distribuzione del peso corporeo sui piedi, alterando le informazioni che partono dai meccanocettori.
Tutto questo si traduce in asimmetria corporea dovuta ad una disarmonica distribuzione delle tensioni muscolari. Ciò determina un’inclinazione delle spalle e del bacino. Svolgere esercizi in palestra di qualsiasi tipo senza prima considerare tali asimmetrie presenti, comporta un’enfatizzazione delle asimmetrie stesse con sovraccarico funzionale asimmetrico delle articolazioni e possibilità di stiramenti muscolari e tendinei”.

Quali esercizi possono migliorare la connessione plantare-organismo o correggere disfunzioni?
“Sono utili esercizi di stimolazione propriocettiva del piede, della caviglia e lo stretching. In quest’ottica si posiziona il Percorso Benessere da me ideato, una sollecitazione elastica della pianta del piede che riattiva la sensibilità dei meccanocettori e ne potenzia la funzione neuro trasmettitrice”.

In cosa consiste esattamente?
“Serve per migliorare la performance degli utilizzatori delle palestre; usato prima dell’attività fisica può preparare i muscoli degli arti inferiori a praticare gli esercizi di marcia, corsa o bicicletta. Stimola il tono muscolare ed ottimizza la circolazione. La velocità di transito sul percorso benessere prima dell’attività fisica deve essere piuttosto cadenzata, con una durata media di dieci minuti.
È utile anche alla fine degli esercizi per defaticare tutto l’apparato locomotore. Una passeggiata riduce drasticamente la sensazione di stanchezza alle gambe e ha la capacità di mantenere la giusta tensione tendinea e fasciale”.

Come il mondo della palestra e quello della posturologia possono interagire nell’interesse degli utenti?

“La posturologia è lo studio e la valutazione del funzionamento ortostatico e dinamico dell’organismo umano. Ciò che tiene in piedi il nostro corpo e contrasta la forza di gravità sono muscoli e legamenti. Ciò che permette al nostro corpo di svolgere attività fisica sono muscoli e legamenti. Un assetto posturale ottimale permette un’attività motoria ottimale e di conseguenza performances atletiche ottimali senza incorrere in traumi distorsivi o attrattivi”.

www.mariantoniettafusco.com

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