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Nel rispetto della natura, una filosofia alimentare che promuove uno stile di vita sano basato sulla scelta di alimenti di qualità

Certamente con il passare dei secoli l’alimentazione ha subito una serie infinita di modificazioni; alcune dovute all’introduzione di nuovi cibi (vedi la patata ed il pomodoro in Europa), altre a mutate abitudini e necessità, altre ancora legate ai sistemi di conservazione oppure ai commerci o ancora di più all’introduzione di un’alimentazione legata al sistema industriale. Il dato di fatto è che nel corso di un solo secolo i consumi di carne sono quasi raddoppiati, quelli di formaggi più che triplicati, il consumo di zucchero aumentato di oltre 1000 volte ed il consumo di fibre crollato oltre il 50%.

Visto che poche centinaia di anni non hanno certamente cambiato la conformazione gastrica digestiva dell’organismo umano, è logico pensare che ci siano state delle forzature. Se si prova a vedere l’andamento delle malattie metaboliche, ci si rende conto che anche queste nell’arco di soli 100 anni hanno subito una impennata notevole, così come le problematiche tumorali o articolari. L’argomento è complesso e richiederebbe di mettere in discussione tutto uno stile di vita dove movimento e alimentazione sono certamente i primi anelli. Le aspettative di vita sono aumentate ma, in molti casi, la qualità della vita degli anni acquisiti non è sempre di livello adeguato.

Le caratteristiche dell’alimentazione Eubiotica
Dalla lettura di questi dati è facile capire il bisogno di tutti di trovare risposte per riconquistare spazi vitali e abitudini che dovrebbero riportarci verso un riequilibrio dei nostri sistemi. Di qui il susseguirsi di filosofie di vita e nutrizionali legate a concetti base a volte molto distanti fra loro. Una di queste è l’alimentazione Eubiotica (“eu”=buono, “bios”=vita) ovvero la scienza della buona vita o del vivere bene. Uno dei promotori italiani dell’Eubiotica è stato il prof Luciano Pecchiai, un medico che ha ben approfondito e vissuto in prima linea quanto l’alimentazione potesse influire sulla qualità della vita e sulla salute.

Nell’alimentazione eubiotica non c’è calcolo calorico ma un’accurata scelta della qualità degli alimenti; scelta che apporta i giusti nutrienti, aiuta l’idratazione, procura poche tossine ed aiuta ad ottimizzare il senso di sazietà. Viene abolita ogni forma di cibo industriale, confezionato, manipolato e/o legato a filiere lunghe. La frutta e verdura sono alla base, così come i cereali altamente integrali; tutti gli alimenti dovrebbero essere di origine biologica in modo da ridurre al minimo l’introduzione di sostanze potenzialmente intossicanti. Viene ammessa la pasta integrale ma il primo piatto d’eccellenza è naturalmente il riso integrale.

Concesso anche il pane preparato con cereali integrali, ma, elemento centrale, è che non contenga lievito chimico o lievitato con lievito di birra. Un atteggiamento più limitativo c’è nei confronti di carne, pesce e latte. La carne è da ridurre notevolmente, massimo in tre pasti alla settimana e preferendo carne di animali di piccola taglia come volatili e conigli. Una maggiore concessione verso il pesce (che sarebbe da preferire alla carne) pur non superando le tre volte a settimana.

Una limitazione per i molluschi e un’esortazione a scegliere pesci di piccola taglia. Una limitazione quasi assoluta viene invece nei confronti del latte, soprattutto quello di mucca, alimento che è entrato molto tardi nella catena alimentare umana. Stessa limitazione per i formaggi. Certamente il primo latte ad essere usato è stato quello di capra verso il quale c’è maggiore concessione all’uso. Altra concessione viene fatta per i formaggi a lunga fermentazione come Parmigiano o Grana padano, ma sempre in quantitativi molto limitati e poche volte a settimana. Un’accortezza va usata anche per il pomodoro cotto che abitualmente si adopera per condire la pasta o la pizza; questo alimento ha un elevato potere acidificante; possibile usare quello crudo ma senza esagerare nelle quantità e magari togliendo la pellicina esterna.

Le uova sono ammesse due/tre volte a settimana ma selezionando con attenzione quelle biologiche allevate a terra e con alimentazione naturale. Anche i legumi sono ammessi due/tre volte a settimana, magari da associare a delle zuppe con cereali integrali. I semi oleosi (mandorle, noci, nocciole) sono un cibo importante da consumare quotidianamente possibilmente negli spuntini o a colazione o prima di dormire. Un divieto totale c’è nei confronti del “classico” zucchero bianco; occorre preferire il miele o sciroppi d’acero o di malto; eventualmente anche il fruttosio o lo zucchero di canna grezzo possono essere usati ma sempre in piccole quantità.

Un’altra grossa raccomandazione è sui grassi dove vige un divieto assoluto nei confronti delle margarine; la scelta principale è rivolta agli olii magari miscelando olio d’oliva extravergine, olio di lino e/o girasole, sempre spremuti a freddo. Il burro, se ricavato da latte bio e senza alcuna aggiunta o manipolazione, può essere usato in piccole dosi (così come le raccomandazioni sulle piccole dosi di latticini in genere). Un alimento da usare con grande attenzione (infatti risulta praticamente assente negli alimenti come si trovano in natura) è il sale, moderate quantità di questo ingrediente si possono assumere sottoforma di sale marino integrale da aggiungere a fine cottura.

Frutta e verdura senza limitazioni
Come detto in apertura, i due veri capisaldi di questa scelta nutrizionale sono la frutta e la verdura. La verdura deve essere presente ad ogni pasto abbinandola al cibo che compone il pranzo o la cena e dovrebbe essere utilizzata prima del pasto. L’indicazione base è per il consumo di verdure crude ma ogni tanto è possibile usarle cotte al vapore oppure sottoforma di passati che risultano di maggiore digeribilità.

Analogo discorso d’importanza va fatto per la frutta che va benissimo per colazione e per spuntini ma non è adatta ad essere inserita ai pasti (per non innescare processi fermentativi); ogni tanto potrebbe addirittura esserci un pasto svolto con sola frutta. Per quello che riguarda i liquidi anche l’acqua è un caposaldo; la sua assunzione in modo dipendente dall’età, peso corporeo, temperatura e attività svolte può variare da 1,5 a 3 litri al giorno, soprattutto lontano dai pasti (quando si mangia si può bere ma limitandosi a un bicchiere o poco più).

Fra i parametri principali con cui scegliere l’acqua uno importantissimo è il residuo fisso a 180°, tale parametro dovrebbe essere possibilmente inferiore a 50 mg/lt. Discorso diverso per altre bevande: moderare al massimo il caffè e altre bevande nervine; il vino eliminato o ridotto al massimo ed eventualmente diluito con acqua. Eliminare completamente bibite gasate, succhi confezionati e superalcolici.

I capisaldi di questa dieta
Già da quanto scritto si capiscono le basi pratiche per l’alimentazione eubiotica, basi che in fondo si rifanno a una serie di abitudini legate alle tradizioni sviluppate dall’uomo negli ultimi secoli; non è certo una “paleodiet”, ma le linee guida si incontrano con quelle delle popolazioni rurali europee dall’anno fino agli anni 2/30 del 900. Sono alimenti semplici, il più vicini possibile a come si trovano in natura; infatti un altro punto da osservare è anche la cottura che dovrebbe essere utilizzata al minimo o solo sui cibi che realmente la richiedono.

In questa filosofia non si fanno particolari abbinamenti; per favorire la funzione enzimatica digestiva e stabilizzare il Ph, vengono preferiti dei monopiatti più la verdura. Oggi come non mai conoscere la provenienza degli alimenti diventa basilare, infatti la scelta biologica di questa filosofia non si concilia con cibi provenienti da nazioni di cui non si conosce bene il dettaglio delle regole di coltivazione e allevamento con il rischio che ci siano pesticidi, fertilizzanti o mangimi che in Italia ed in Europa sono stati vietati da tempo.

L’alimentazione Eubiotica è semplice alla base ma, purtroppo, in un mondo sempre più globale, può presentare qualche difficoltà nell’essere seguita; infatti nella pratica non è facile rispettarla con la spesa fatta in fretta e senza tempo di cercare il negozio specializzato BIO, e senza possibilità di selezionare sempre gli alimenti (basta pensare a quanti mangiano fuori casa). Rimangono però alcune linee guida importanti (come la verdura prima dei pasti) che, con un poco di sano senso pratico, possono comunque fornire un aiuto a trovare un buon equilibrio alimentare alla ricerca della salute.

Qualche informazione su Luciano Pecchiai
Il prof Luciano Pecchiai si è laureato in Medicina con il massimo dei voti nel 1947. È stato Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Milano, ha svolto tutta la sua carriera nello studio delle cause delle malattie. È stato Primario Patologo dell’Ospedale dei Bambini di Milano a partire dal 1959. Ha fondato nel ’60 il Centro di Eubiotica Umana, presso lo stesso ospedale.

La ricerca eubiotica del Pecchiai è condotta contemporaneamente su più livelli, medico, agronomico e zootecnico. In questo periodo si è sempre adoperato, promuovendo, pur nell’ambito della “medicina scientifica”, la Medicina Naturale, fondata innanzitutto su una alimentazione naturale e su uno stile di vita in sintonia con la natura.

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