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Una pratica che, avvalendosi del carico naturale del proprio corpo e di alcuni attrezzi ad hoc, mira ad un allenamento completo, sano e naturale

Siamo partiti dagli spartani e dagli atleti olimpici greci per dare un’idea di movimenti e allenamenti svolti nell’antichità volti ad ottimizzare le performance fisiche. Passando da bilancieri caricabili e macchine isotoniche popolari fra i body builders, dediti all’isolamento muscolare, siamo giunti ormai da un decennio alla rivoluzione dell’industria del fitness iniziata negli Usa e diffusasi in Europa, basata sulla nuova pratica dell’llenamento funzionale.

Una corretta definizione
Parto col definire questa pratica come ‘qualcosa che funziona’ a 360 gradi, vale a dire un allenamento che non mira esclusivamente allo sviluppo del singolo muscolo, ma è finalizzato all’allenamento del corpo e del movimento nel suo insieme, cercando la massima sinergia muscolare attraverso la combinazione di elementi e movimenti. L’obbiettivo è quello di sviluppare la muscolatura tramite esercizi che richiamino la sua funzione quotidiana, creare esercizi che emulino un movimento continuo, avvicinandosi il più possibile a quello che il corpo umano fa per natura o ai movimenti che eseguiamo tutti i giorni. L’allenamento funzionale mira al potenziamento di varie caratteristiche quali forza, equilibrio, resistenza, propriocezione, agilità, flessibilità, coordinazione etc., coinvolgendo contemporaneamente più distretti muscolari e più articolazioni, e lavorando allo stesso tempo su vari piani ed assi.
L’ allenamento funzionale può essere gestito in diversi modi secondo i nostri obbiettivi. Nel caso di un atleta, l’allenamento funzionale migliore sarà quello che pian piano lo porterà alla riproduzione del gesto di gara, nel caso di uno sportivo, quello che gli darà la possibilità di lavorare sul metabolismo e sull’insieme del suo corpo per svilupparlo in modo armonioso e completo. Nel caso di un anziano, o di chi non ha mai praticato sport, o di una persona affetta da problemi fisici, invece, l’allenamento funzionale più adatto è quello di riprodurre in modo più consono i gesti che compirà nella vita quotidiana per migliorare la sua esistenza e ridare alla persona la libertà del movimento o la prevenzione da possibili infortuni.

Gli scopi del funzionale
Come già precedentemente citato, questa tipologia di allenamento si avvale del carico naturale del proprio corpo e di attrezzi caratterizzati da estrema semplicità e costi abbordabili: tra i più usati troviamo funi, palle mediche, kettlebells, sbarre per trazioni, pedane pliometriche, manubri, bilancieri, sacchi di sabbia, gilet zavorrati, elastici, corde per saltare, tavolette propriocettive, etc. Basta tuttavia entrare nella casa di chiunque per trovare il necessario per eseguire un allenamento funzionale in maniera efficace. Personalmente sono ormai anni che utilizzo questo modo ‘intelligente’ di allenarmi, riscontrando ottimi risultati su me stessa e sulle persone che mi seguono. Quando ho iniziato a praticarlo, ogni volta che avevo davanti a me un cliente, di qualsiasi età o esigenza fisica, il mio obbiettivo primario era quello di realizzare qualcosa che fosse utile a vivere meglio e più facilmente, oppure che rendesse la persona capace di eseguire e affrontare qualunque movimento nella vita di tutti i giorni. Fin da allora il mio scopo è stato quello di differenziare l’allenamento, creando sempre nuove esperienze motorie capaci di stimolare la persona ad acquisire uno schema corporeo e motorio sempre più pronto ed efficace. I tre requisiti fondamentali di un allenamento funzionale sono:
1) l’elevata capacità condizionante degli esercizi
2) lo sviluppo di adeguate capacità coordinative
3)la prevenzione dagli infortuni.

La clientela che mi segue e che lo pratica ormai con me da tempo, oltre alla gradevole risposta estetica, effetto collaterale immediato di questa tipologia di allenamento, seguita da uno sviluppo armonico del corpo, è rimasta piacevolmente stupita anche dai benefici in termini di benessere fisico e dall’applicazione ad altre discipline sportive, oltre che a semplici gesti quotidiani. La clientela femminile, soprattutto, sempre restia all’utilizzo di attrezzi per così dire ‘maschili’ quali bilancieri e sbarre, poiché timorosa di guadagnare muscoli e ingrossare le proprie forme, ha finalmente sposato la funzionalità di un allenamento sicuramente più impegnativo del solo tapis roulant e supportato da carichi in favore di un corpo più tonico e armonioso. Credo molto in questa metodologia, in tutte le sue varianti e sfaccettature. Ricreare gesti atletici utilizzando e variando parametri quali intensità, tempo, sequenze e ripetizioni è un modo estremamente stimolante di lavorare, far divertire ed ottenere ottimi risultati attraverso un non-adattamento del corpo a stimoli sempre diversi. Ingredienti fondamentali dell’allenamento funzionale, che danno vita ad innumerevoli sequenze allenanti caratterizzate dall’utilizzo di attrezzature sempre diverse.

Valentina Croce

        

 

            

 

      

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