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Momento fondamentale nella vita di un frequentatore di palestre, il cambio scheda rappresenta un appuntamento decisivo al fine dell’ottenimento dei migliori risultati

Spesso, in palestra, l’istruttore si concentra sulla programmazione dell’allenamento iniziale, con il nuovo cliente, ma si trascurano poi quei controlli periodici che permettono invece di monitorare gli sviluppi, i miglioramenti, il raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati e quindi di intervenire, modificandolo e rinnovandolo, sul programma d’allenamento in modo da adeguarlo alle nuovi condizioni di forma fin lì ottenute. Potremmo quasi dire che all’appuntamento periodico si presenta una nuova persona, differente dalla precedente dal punto di vista sportivo, non solo a causa delle modificazioni morfologiche e fisiologiche provocate dagli stimoli a cui il suo organismo si è sottoposto fino al quel momento, ma anche per l’esperienza di allenamento e maggiore consapevolezza maturati nel periodo precedente.
Tutto questo, inevitabilmente, permetterà al cliente di dialogare con l’istruttore attraverso una conoscenza superiore delle proprie sensazioni, difficoltà, limiti e ambizioni e di conseguenza fornendogli molte più informazioni che, sommate ai riscontri oggettivi, permetteranno all’istruttore di adattare la scheda alle nuove condizioni. L’errore più comune che si commette in questi casi è quello di modificare periodicamente il programma sulla base di una presunta sequenza logica degli esercizi ma senza che ci sia davvero un confronto con il soggetto a cui si rivolge e senza alcun monitoraggio dei risultati.
Devono cioè essere evitate quelle tabelle preconfezionate e numerate che vengono proposte indiscriminatamente a tutti senza alcuna verifica oggettiva. Così come è indispensabile stilare la scheda numero uno dopo aver raccolto una serie di informazioni da parte del soggetto interessato, nello stesso modo è obbligatorio, procedendo con lo stesso criterio, ricavare ed analizzare i nuovi dati, che permetteranno di valutare gli adattamenti ottenuti e le impressioni ricavate durante l’allenamento, anche per le schede numero due, tre, quattro ecc.
Una delle cause principali dell’alto tasso di abbandoni in palestra deriva dalla trascuratezza dei clienti da parte degli istruttori. Basti osservare uno schedario, presente in una sala attrezzi, per rendersi conto di quante siano le schede numero 1, 2, 3 ecc. e come invece siano molte meno quelle con un numero cronologico elevato. E’ difficile credere che questo accada perché nel frattempo un utente è diventato sufficientemente esperto da poter rinunciare alla guida dell’istruttore.

La durata di un programma d’allenamento
Si discute frequentemente su quale debba essere la durata di un programma d’allenamento in palestra, considerando le richieste provenienti dalle differenti tipologie di utenza. E’ infatti curioso osservare come un frequentatore giovane abbia il desiderio di cambiare frequentemente la propria scheda – perché annoiato da quella precedente oppure perché ha sentito qualche amico parlare di un metodo più efficace per allenare questo o quel gruppo muscolare – mentre al contrario, un soggetto anagraficamente anziano non vorrebbe mai rinunciare al proprio programma per la sola preoccupazione di dover apprendere nuovi esercizi che forse lo metteranno in difficoltà.
Alcune ricerche hanno dimostrato che dopo un certo periodo di tempo di circa 6/8 settimane di allenamento costante l’organismo, sottoposto a determinate sollecitazioni, non reagisce più efficacemente agli stimoli provocati, innescando così una sorta di assuefazione che rischia di comprometterne gli effetti desiderati. Questo, dunque, dovrebbe essere considerato il tempo medio per calcolare la durata di una scheda d’allenamento. Ogni due mesi, al massimo, sempreché la frequenza sia regolare, si dovrebbe sostituire il vecchio programma con uno nuovo che tenga conto non solo dei cambiamenti avvenuti nel periodo precedente ma anche delle istanze provenienti dal cliente. Naturalmente questo lasso di tempo è da considerarsi anche il periodo minimo necessario per produrre i massimi risultati attraverso gli esercizi di un programma, al di sotto del quale non verrebbero sfruttati completamente.

Come sostituire il vecchio programma
Il metodo migliore per procedere adeguatamente al rinnovo del programma è quello di rispettare gli stessi criteri utilizzati per stilare il primo. Come esposto in un precedente articolo, le informazioni che occorrono all’istruttore vengono ricavate attraverso tre fasi:
– raccolta dei dati personali
– anamnesi sportiva e traumatologia
– esame obiettivo motorio.

Fermo restando che i principali dati relativi al cliente sono già stati archiviati, e l’anamnesi sportiva e traumatologica si arricchisce soltanto in presenza di nuovi eventi degni di nota (per esempio un trauma di tipo ortopedico, o la pratica di un nuovo sport), ci si concentrerà sull’esame obiettivo motorio. Questo permette, attraverso una batteria di test, di valutare oggettivamente i risultati ottenuti con il programma appena concluso e quindi di stilarne uno nuovo adatto alle nuove condizioni di forma raggiunte. I test che possono essere proposti sono moltissimi, il suggerimento è quello di utilizzare quelli più adeguati a valutare le modificazioni indotte (test di forza, di resistenza, di mobilità ecc.).
Nel caso di programmi per il fitness, o per lo sviluppo muscolare o per il dimagrimento, si suggerisce di adottare test per la valutazione della composizione corporea – i più utilizzati in palestra sono la plicometria e l’impedenziometria – che consentono di monitorare le modificazioni in termini di aumento della massa muscolare e diminuzione del pannicolo adiposo. Oltre ai riscontri oggettivi è fondamentale, come detto, raccogliere le impressioni e le sensazioni del soggetto interessato che, non solo contribuiranno ad orientare meglio le scelte da fare per l’elaborazione della nuova scheda d’allenamento, ma rafforzeranno quel rapporto di relazione interpersonale tra istruttore e allievo che avrà lo scopo di ottenere un incremento della consapevolezza rispetto a quello che si sta svolgendo, della motivazione, della fiducia nei confronti dell’istruttore e conseguentemente della percezione di elevata professionalità che poi si trasformerà in fidelizzazione del cliente.
Non scordiamo inoltre che sostituire la vecchia scheda con una nuova ha lo scopo anche di evitare il rischio, molto frequente, di far annoiare l’utente che svolge sempre gli stessi esercizi. L’allenamento in palestra è infatti considerato “ripetitivo” – non a caso si parla di ripetizioni – ed è dunque necessario variarlo periodicamente anche per mantenere alta l’attenzione con cui ci si allena, scongiurando quegli automatismi che sfocerebbero in uno scadimento dell’allenamento stesso. Ogni istruttore avrà in effetti potuto osservare che in occasione del “cambio scheda” si rinnova quell’entusiasmo iniziale, da parte del cliente, che nel frattempo si era attenuato dandogli, oltretutto, la sensazione di essere seguito e di essere importante per la palestra e non, al contrario, completamente dimenticato, come purtroppo spesso accade.

Dario Sorarù

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