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Affrontiamo il discorso del workout da un punto di vista funzionale, senza trascurare la fisiologia

Un corpo armonioso, muscoloso e snello appare bello quando si muove ed è sinonimo di salute e forma fisica. Muscoli sani e in forma offrono innumerevoli benefici: permettono di far fronte in modo efficiente alle attività quotidiane, riducendo lo stress relativo ai carichi da sopportare; consentono una migliore resistenza e la possibilità di aumentare la capacità di usare i muscoli ripetutamente, senza accusare prematura fatica; permettono di lavorare più duramente e più a lungo.
La muscolatura forte è più resistente agli stress meccanici rischiosi e l’allenamento con resistenze, eseguito con raggio di movimento completo, può migliorare la mobilità e simultaneamente incrementare la resistenza e/o la forza dei muscoli che vengono sollecitati. L’allenamento con i carichi progressivi migliora la composizione corporea grazie all’aumento della massa magra e fa apparire il corpo più tonificato e scolpito.
Ecco solo alcuni dei benefici indotti dall’allenamento con resistenze in sala attrezzi:
– contribuisce a migliorare la densità ossea, aiutando a prevenire l’osteoporosi
– migliora l’assorbimento e l’immagazzinamento del glucosio nei muscoli allenati
– è utile nella gestione o prevenzione del diabete di tipo 2.

Macchine e pesi liberi a confronto
Chi ha dimestichezza con il mondo della sala pesi, conosce in maniera più o meno esauriente i vantaggi e gli svantaggi indotti dall’allenamento con le macchine e/o con i pesi liberi. Ad esempio le macchine sono più sicure per i principianti, offrono tempi di apprendimento più brevi, ma al tempo stesso richiedono uno scarso impegno coordinativo, si tratta di movimenti stereotipati con un modestissimo uso dei muscoli sinergici.
Al contrario nell’allenamento con i pesi liberi (bilancieri, manubri, palle mediche, kettlebell) avremo movimenti più naturali, un impegno importante nella coordinazione, maggiore sinergia (muscoli stabilizzatori), una incrementata influenza sulle catene cinetiche, un movimento più simile alla realtà gravitazionale, ma allo stesso tempo se non si utilizzano le dovute precauzioni, i pericoli sono maggiori ed è necessario più tempo di apprendimento. Ma non intendo soffermarmi su questo aspetto, già ampiamente dibattuto nel corso del tempo, voglio invece affrontare l’argomento dell’allenamento da un diverso punto di vista, globale.

Il mondo delle palestre oggi
Nello stilare una scheda di allenamento, istruttori, preparatori atletici o personal trainer devono osservare con senso critico l’aspetto biomeccanico del gesto quotidiano dell’utente che ci si trova di fronte. Vanno capite quindi le priorità di un soggetto rispetto ad un altro. Sicuramente il campione di windsurf avrà delle necessità differenti rispetto alla donna in carriera o alla famosissima signora Pina.
Di qui l’importanza della specificità dello stimolo indotto per avere, di contro, la giusta risposta in termini di risultato. A meno che l’interesse sia relativo all’ipertrofia per fini agonistici (atleti agonisti del body building), e anche in questo caso sono cambiate tante cose, è utile, anzi direi indispensabile, considerare l’allenamento da un punto di vista globale e funzionale.
Esteticamente è senz’altro bello vedere addominali tonici, ma dal punto di vista funzionale cosa me ne faccio di un muscolo esclusivamente estetico se non ha una corretta funzionalità? Da qui nascono tutte quelle metodiche funzionali, anche in sala attrezzi, che prediligono l’utilizzo di pesi liberi e non solo, talvolta con l’ausilio di attrezzi instabili (Fit Ball, Bosu ecc.) per poter stimolare intere catene muscolari, perché è così che ci muoviamo, non con singoli muscoli ma tramite quella che prende il nome di “miofascia”, vale a dire la natura inseparabile, riunita in fasci, del tessuto muscolare, di quello connettivo, senza soluzione di continuità.

Cosa dice la Fisiologia?
Per quale motivo un ragazzo o una ragazza dovrebbero decidere di iniziare un programma di allenamento con i pesi? La gamma di motivazioni potrebbe essere infinita. È ben noto che l’esercizio fisico determina un consumo di ossigeno e che questo, in funzione dell’intensità, ritorna più o meno rapidamente a livello basale. Dopo un’attività leggera di bassa intensità e durata, il ritorno del consumo di ossigeno al livello basale è relativamente rapido. Se l’attività fisica è stata particolarmente intensa, il ritorno del consumo di ossigeno verso il valore basale è fortemente rallentato.
Questa differenza, che aumenta con l’aumentare dell’intensità dell’esercizio, dipende dal diverso coinvolgimento di processi metabolici e ormonali che tipicamente si correlano all’intensità dell’esercizio stesso. Con una metodica di allenamento funzionale, quindi, sarà impiegata una quantità importante di massa muscolare e ciò comporta sicuramente un’intensità nettamente differente di un lavoro classico, andando a stimolare, laddove possibile, solo un distretto.
In tal modo gli effetti metabolici dell’allenamento saranno molto importanti e il consumo energetico rimarrà elevato e attivo per il maggior tempo possibile, anche dopo la seduta. Questo “adattamento” che inizialmente è stato studiato prevalentemente su attività aerobiche, si chiama Excess Postexercise Oxygen Consumption (EPOC) e consiste nell’aumento del tasso metabolico post – esercizio.

Uno stile di vita attivo, in maniera cosciente
L’allenamento funzionale, quindi, permette al tempo stesso di essere più magri e più resistenti, con uno sguardo anche alla postura. Un condizionamento muscolare di questo genere stimola in modo opportuno anche i cosiddetti muscoli del “core”, per intenderci quella che viene definita “la zona centrale del corpo umano”.
Tutto questo ci consentirà nel tempo di:
– acquisire la sensazione consapevole del nostro organismo
– aumentare la sensibilità propriocettiva
– coinvolgere differenti catene muscolari.

Il nostro compito di educatori del corpo sarà quello di impegnarci a diffondere la concezione che l’essere umano non è fatto a settori e che la funzionalità globale è di fondamentale importanza, limitando il solo fine estetico.

Andrea Bertino

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