L’abc dell’Aquawalk

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La ‘super istruttrice di acqua’ Catia Pattini racconta la sua ‘creatura’: un innovativo metodo di fitness acquatico che si svolge mediante speciali calzari detti stivali aquawalk.

La lezione di Aquawalk, a differenza delle altre discipline di aquafitness, si caratterizza per l’aspetto dinamico, ossia per il continuo spostamento in varie direzioni nello spazio della piscina.
La lezione è strutturata come una lezione cardio, ossia con una fase di riscaldamento, una fase centrale (pre-aerobica, aerobica e aerobica con picco), una fase di defaticamento caratterizzata da un momento di circa 5 minuti di esercizi di condizionamento muscolare specifico, ed infine un momento (circa 3 minuti) dedicato allo stretching.

Ma quest’ultimo si tratta di un tipo di stretching posturale: in acqua è possibile assumere posizioni che aiutano a “riassettare” determinati squilibri posturali e a recuperare il naturale stato di allungamento muscolare e articolare, cioè a de-stressare muscoli ed articolazioni di tutti i distretti interessati all’allenamento.
Gli esercizi che di solito vengono proposti durante la lezione sono quelli facenti parte la gamma degli esercizi del metodo Aquawalk, che sfruttano appieno sia gli appoggi dei piedi sul fondo e quindi gli attriti, sia quelli che, grazie all’uso degli stivali, potenziano non solo il potere di spinta, aumentando il grado di resistenza e contro-resistenza, ma anche l’effetto massaggiante tipico dell’azione dell’acqua quando ci si muove in questo tipo di ambiente.

Generalmente una lezione di Aquawalk prende come riferimento un tipo di allenamento basato sull’interval training, che si adatta non solo al grado di allenamento degli allievi, ma tiene conto anche dell’importante aspetto della programmazione dell’allenamento a lungo termine. Quindi, il tutto viene studiato passo dopo passo in base alla periodizzazione dell’allenamento, in modo da dare un senso al raggiungimento di specifici obiettivi, che in generale si configurano con il voler rimettersi in forma in tempi piuttosto rapidi. Le musiche sono quelle cosiddette “tecniche”, cioè quelle normalmente utilizzate anche per l’aquafitness, che tendono a rispettare i tempi acquatici, e quindi con battute che rientrano tra i 130-140 bpm.

Il target
Il metodo Aquawalk è attento agli aspetti fondamentali dell’allenamento e della preparazione atletica e quindi tende ad applicare le regole seguendo un iter programmatico ben preciso e definito, che però tiene sempre conto del livello di preparazione individuale di ogni persona che segue sia una singola lezione, che un intero corso anche per periodi più lunghi. È ovvio che il grado di intensità viene modulato a seconda del livello individuale. Se, ad esempio, una persona decidesse di iniziare un corso di Aquawalk a maggio, periodo considerato tra i più pesanti (in termini di allenamento), sicuramente entrerà dentro a un gruppo molto allenato che richiederà prestazioni molto intense ed estenuanti.

A questo punto, questa persona considerata principiante, riceverà gli opportuni avvertimenti pre-lezione. Le verrà suggerito di seguire l’allenamento secondo il suo livello e ciò favorirà l’integrazione del principiante anche in un momento dove la classe avanzata non avrà bisogno di rallentamenti. In ogni caso, il target che normalmente frequenta le lezioni di Aquawalk è composto per il 90% da donne di età compresa tra i 17 e i 55-60 anni.
Il pubblico delle aquawalkers è una tipologia di persone molto attiva, che ama gli allenamenti intensi perché vuole ottenere veri risultati. Di sicuro non è fatto per chi tende ad essere molto pigro, e per chi è avvezzo a mettersi la cuffia per non bagnarsi i capelli!

I benefici
Gli studi, e direi anche le esperienze dirette, ci hanno permesso di appurare che questo tipo di attività comporta, se svolta con costanza per un buon periodo di tempo da 3 a 6 mesi, almeno 2 volte alla settimana, un miglioramento molto evidente sia sul tono ma soprattutto sulla perdita di peso e quindi sull’ottimizzazione della massa magra sulla massa grassa.

L’aquawalk produce un ulteriore beneficio sul sistema circolatorio sanguigno periferico e sul sistema circolatorio linfatico, grazie all’uso degli stivali che potenziano l’effetto massaggiante dell’acqua dal piede verso l’intero arto inferiore, favorendo un maggiore deflusso sanguigno e linfatico, un maggior ritorno venoso al cuore, con effetto antiedema sugli stati di ritenzione idrica.
Questi ultimi in genere sono causati dai naturali equilibri o squilibri ormonali femminili e da problematiche legate ad accumuli di adipe nelle zone cosiddette “critiche” tipo natiche, fianchi, cosce, pancia, ma anche braccia (tricipiti, che tendono a fare l’effetto “tendina”).

Anche per chi non sa nuotare
Per svolgere la lezione di Aquawalk non è necessario saper nuotare, anche se vi sono, durante l’allenamento, diversi momenti dedicati al lavoro in sospensione. Chi ha il terrore della sospensione di solito viene aiutato a fare un percorso di confidenza con l’acqua, con esercizi che lo aiutano a percepire meglio il senso del galleggiamento.
Ho visto casi di persone totalmente terrorizzate dalla sospensione che ora si muovono meglio di altri allievi che non hanno mai avuto questo tipo di problema. In ogni caso, è l’istruttore ad aiutare l’allievo a renderlo più confidente con l’elemento acqua.

Attenzioni particolari
Come per tutte le attività sportive, se si hanno particolarisofferenze articolari a carico di caviglie, ginocchia, anche, schiena, è sempre bene informare l’istruttore, il quale dovrà fornire le direttive adeguate e indicare al soggetto che soffre di particolari patologie quali esercizi prediligere e quali evitare. Normalmente non ci sono particolari contro indicazioni, se non di tipo osteo-articolare o eventualmente di patologie al sistema cardiovascolare, per le quali è sempre richiesto un parere medico di supporto.

Quello che piace agli allievi
Non è tanto l’intensità del lavoro, quanto le combinazioni degli esercizi che vengono continuamente variate, sebbene si tratti di esercizi ricorrenti, a conquistare gli allievi. Il fatto di spostarsi, di cambiare posizione, di variare continuamente intensità da un esercizio all’altro rende questo tipo di attività molto coinvolgente e le persone escono dall’acqua con la netta sensazione di avere veramente sentito l’effetto dell’allenamento, e ciò procura soddisfazione. Ci sono poi altri due fattori da non sottovalutare:
1) l’istruttore si allena con gli allievi e ciò genera un elevato livello di motivazione, in quanto la sua presenza sprona gli allievi a dare il massimo nei 50 minuti di allenamento.
2) la musica è coinvolgente e rende la lezione piacevole e divertente.

Dove si svolge Aquawalk
Vi sono diversi centri in Italia dove si pratica Aquawalk. Attraverso il mio sito Internet, www.aquawalk.it, è possibile verificare i centri con relativi recapiti, sparsi in tutta la penisola. Dal Nord al Sud, dai centri del Circuito Virgin Active ai centri termali, piscine pubbliche, centri fitness, il numero degli aquawalkers è finalmente aumentato e gli estimatori sono sempre di più, e sempre più accaniti. Da poco ho anche istituito una pagina di Aquawalk su Facebook, in modo che chiunque possa dire la sua sulla disciplina, e creare una fitta rete di appassionati ed amatori.
Presto inizieremo a spostarci dalla piscina al mare, che è l’ambiente dove Aquawalk è nato! Speriamo poi che anche all’estero qualcuno si svegli dal suo lungo sonno e cominci a pensare di portare una ventata di novità ai suoi programmi.

Catia Pattini