Farmaci vegetali, integratori e soluzioni basate sulle proprietà farmacologiche delle piante sono finalmente impiegate in campo medico preventivo e curativo

“Lungo il fiume crescerà ogni sorta di alberi da frutto i loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina” (EZ.47, 12passim). La Fitoterapia è una disciplina medica che utilizza piante, o loro derivati, a scopo preventivo o curativo, basandosi sulle proprietà farmacologiche dei costituenti presenti nella pianta stessa. Ciononostante, la Fitoterapia fino a qualche tempo fa, e talvolta ancora oggi, era considerata un’attività complementare, legata a credenze popolari, religiose o magiche.
Certamente alla base della Fitoterapia c’è l’esperienza empirica tramandata nei secoli, ma ora si può veramente affermare che questo ramo della medicina preventiva e curativa ha solide basi scientifiche. Purtroppo assistiamo ancora a definizioni errate di Fitoterapia trovandola catalogata come medicina alternativa, medicina dolce, medicina erboristica, naturopatia ecc. Non è realmente così, la Fitoterapia è materia di studio in varie Facoltà Universitarie italiane, è una disciplina fondata sulla ricerca, nell’Ospedale S. Giuseppe di Empoli esiste un Servizio di Fitoterapia alla pari di altri dipartimenti medici.
In questo settore stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione, purtroppo ancora poco conosciuta e sottovalutata, ma si stanno comunque muovendo autorità europee di riferimento come EMEA e l’EFSA per valutare l’efficacia e la sicurezza dei farmaci vegetali e degli integratori.
Negli ultimi decenni si stanno scoprendo nuove piante e nuove droghe vegetali, ma si stanno anche facendo ricerche cliniche e precliniche che possono confermare con evidenze scientifiche l’efficacia o meno di un estratto, spiegandone precisamente i meccanismi farmacologici, oppure in altri casi si smantellano credenze popolari che non trovano riscontri positivi nelle analisi farmacologiche dei principi attivi, e quindi spinte solo da un effetto placebo. In Italia siamo ancora solo all’inizio, ma in altre parti del mondo questo tipo di terapia viene utilizzata in maniera massiva , in paesi come la Cina l’80-90% della popolazione si cura con derivati vegetali, in Italia solo il 15% . Detto ciò, devo però fare una precisazione: non tutto quello che è vegetale è innocuo.
Questo è ovvio e va sottolineato che sul mercato, a livello di farmaci di derivazione vegetale (i quali costituiscono circa il 25% dei farmaci totali) oppure di integratori o di estratti erboristici si possono trovare veramente prodotti con principi attivi non così diversi dai tanto temuti farmaci di sintesi. Per questo i preparati fitoterapici devono essere utilizzati seguendo le indicazioni di personale qualificato e competente.
Se un prodotto viene immesso sul mercato significa che ha un effetto farmacologico dimostrato e quindi va usato nelle dovute modalità consigliate dal professionista. Molte sostanze vegetali agiscono direttamente su recettori specifici e questo è stato dimostrato da molte ricerche farmacologiche, infatti anche le case farmaceutiche molto spesso partono da una molecola vegetale per arrivare poi a un farmaco sintetico come, per esempio, la muscarina e l’atropina per recettori muscarinici, la morfina per recettori oppiacei, la stricnina per recettori gabaergici.

I traguardi della ricerca

Oggi siamo arrivati a capire precisamente quali componenti chimici dei principi attivi hanno un’attività farmacologica ben precisa e attraverso la ricerca possiamo andare a standardizzare e concentrare anche solo il principio attivo efficace. Nelle piante o in parti di essere troviamo una innumerevole lista di sostanze chimiche con attività specifiche.
Molti di questi principi attivi oltre ad essere contenuti in prodotti fitoterapici specifici si possono trovare in alcuni prodotti di uso comune in cucina, alimenti e spezie, e apprezzarne gli effetti benefici.

L’Aglio, che come uso tradizionale veniva utilizzato per influenza, diarrea e usato contro parassiti e streghe, ha trovato verifica scientifica come antiaggregante piastrinico, ipolipemizzante, ipotensivo.
– La Calendula, che come uso tradizionale veniva utilizzato come depurativo del fegato, in caso di ulcera gastrica, dopo verifica scientifica ha trovato uso esterno come emolliente e cicatrizzante.
– L’Iperico come uso tradizionale veniva usato come antinfiammatorio, mentre sono stati trovati riscontri molto positivi in letteratura scientifica in applicazioni come antidepressivo.
– Lo Zenzero era utilizzato come afrodisiaco, contro lo scorbuto e i disturbi mestruali, ma approfondimenti scientifici dimostrano le proprietà antiemetiche e digestive.
– I Mirtilli sono utili nel trattamento di cistiti, nell’insufficienza venosa, nella malattia aterosclerotica, però inibiscono l’aggregazione piastrinica, per cui devono usarli con cautela coloro che utilizzano anticoagulanti o devono sottoporsi ad interventi chirurgici.
– La Liquerizia da sempre utilizzata nell’industria dolciaria è utilizzata in fitoterapia per le caratteristiche sedative ed emollienti della tosse.
Altre piante conosciute hanno ottimi effetti farmacologici:
– La Camomilla, da sempre considerata un ottimo calmante e sedativo, in realtà non se ne è mai dimostrato l’effetto, pur confermando l’interazione con i recettori delle benzodiazepine. È stato invece riconosciuto l’ottimo effetto antinfiammatorio, digestivo e carminativo.
– Il Ginko Biloba, comune pianta ornamentale di cui si usano le foglie per produrre estratti standardizzati con effetto fluidificante e aumento delle capacità mnemoniche in età adulta, deve comunque essere utilizzata con prudenza da chi assume già derivati sintetici anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici o da chi deve sottoporsi ad interventi chirurgici.
– La Valeriana ha un ottimo effetto rilassante, migliora il riposo e potenzia l’effetto di sedativi o barbiturici.
– Il Salice bianco o i suoi estratti secchi standardizzati in salicilica hanno un ottimo potere antinfiammatorio, analgesico e antipiretico.
– La Menta, pianta infestante comune, contiene flavonoidi e oli essenziali e ne è stato dimostrato l’effetto positivo nelle problematiche legate all’apparato digerente e nella sintomatologia del colon irritabile.

Questo è solo un piccolo accenno alle grandi possibilità terapeutiche e preventive che può offrire la moderna Fitoterapia, uscendo dalle credenze che la collocavano come una medicina alternativa e riqualificandola a tutti gli effetti come integrazione alla medicina classica ma anche come supporto a farmaci di sintesi opportunamente dosati.
Ovviamente gli esempi riportati in questo articolo non vogliono essere prescrizioni ma solo indicazioni di efficacia riconosciuta a piante e droghe vegetali di uso comune e non devono essere utilizzate come automedicazione ma essere valutate attentamente da professionisti qualificati e valutati sempre dal proprio medico curante.

Iader Fabbri

Bibliografia
– Fabio Firenzuoli, “Fitoterapia guida all’uso clinico delle piante medicinali”, 2008 – quarta edizione
– Tagnolini, Chiavarini, “Principi di farmacognosia e Fitoterapia”, 2007
– Prof.ssa Marina Parfumi, Dr. Laura Mattioli “Corso Prodotti Salutistici di Origine Vegetale I e II”.

Commenta con Facebook

Commenti