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Alcuni ormoni hanno un’azione lipogenetica, cioè di accumulo di grassi, mentre altri ce l’hanno lipolitica, cioè di consumo di grassi. Esaminiamoli nell’ottica del dimagrimento

Da molto tempo vado sottolineando, anche dalle pagine di questa rivista, la relatività del concetto di caloria, soprattutto nell’ottica del dimagrimento, eppure, è ancora molto radicata, anche nella classe medica, l’equazione:
più calorie = più grasso
meno calorie = meno grasso
Chiunque abbia un po’ di raziocinio dovrebbe aver capito che non funziona così, perché se l’organismo si limitasse ad un puro calcolo matematico, chi mangia tanto dovrebbe essere grasso e chi mangia poco magro, ma è evidente a tutti che ci sono persone che pur mangiando quanto gli pare non ingrassano, mentre altre lo fanno con estrema facilità: quindi, tra gli individui, c’è una diversa risposta metabolica all’ingestione dei nutrienti. Altro parametro di riferimento, che dovrebbe oramai essere superato, è il peso corporeo indicato dalla bilancia, il quale, da solo, ci dice poco o nulla. Ci indica quanto pesiamo, ma non la composizione di questo peso, quindi, alla bilancia, dobbiamo sicuramente collegare una metodica che rilevi la composizione corporea. Solo così sapremo se stiamo andando nella direzione giusta: se stiamo bruciando grasso e non massa magra nella ricerca del dimagrimento e se stiamo aumentando di muscoli e non di adipe, nella ricerca dell’aumento di massa.
Nel complesso equilibrio dell’organismo, entrano in gioco numerosi fattori che determinano la composizione corporea e, tra questi, un ruolo fondamentale è indubbiamente svolto dagli ormoni. Alcuni ormoni hanno un’azione lipogenetica, cioè di accumulo di grassi, mentre altri ce l’hanno lipolitica, cioè di consumo di grassi. Con l’allenamento ed un’alimentazione corretta possiamo fare molto per influenzare la nostra produzione ormonale endogena.

Ormoni lipogenetici
Insulina
È l’ormone lipogenetico per eccellenza. Ho più volte ribadito la necessità, per il mantenimento di una buona salute e del peso corporeo ottimale, del mantenimento della cosiddetta calma insulinica. Come ben sapete, l’insulina è l’ormone ipoglicemizzante, il quale, lavorando ad asse con il suo antagonista, il glucagone, tramite un meccanismo omeostatico, permette di mantenere la glicemia in un range di salute; se però ingeriamo troppi carboidrati il glucosio in eccesso verrà stoccato sotto forma di grasso sottocutaneo. Va specificato però che questo ormone è indispensabile per la sopravvivenza, perché ha anche un importante ruolo nella proteo sintesi; senza l’insulina possiamo dire che le cellule morirebbero letteralmente di fame, però se la produzione di insulina è eccessiva porterà, nel tempo, ad inevitabili conseguenze in termini di salute.

Cortisolo
Definito anche “ormone dello stress”, perché la sua produzione aumenta in condizioni di stress psico-fisico. A livello fisiologico, il ritmo circadiano del cortisolo presenta un picco nelle prime ore del mattino, per poi andare a calare nel pomeriggio e verso sera; ha una spiccata affinità con l’insulina perché, alzando la glicemia, ne stimola la secrezione. Anche questo ormone è indispensabile per la sopravvivenza ma, se rimane in circolo per molto tempo e a livelli elevati, tende ad inibire la lipolisi, a concentrare il grasso sul giro vita e comporta molti rischi per la salute.

Ormoni lipolitici
GH

GH (growth hormone – ormone della crescita), detto anche somatotropina (STH), è un ormone prodotto nell’adenoipofisi. Esso esplica la sua azione su tutte le cellule del corpo, favorendo la sintesi delle proteine, l’accumulo di carboidrati sotto forma di glicogeno e l’utilizzo, al loro posto, delle risorse energetiche immagazzinate nei grassi.

Glucagone
Come detto in precedenza, questo ormone lavora in sinergia con l’insulina e, quando i livelli di glucosio ematico scendono al di sotto del valore minimo (80 mg/ dl), i livelli di glucagone si innalzano attivando la degradazione del glicogeno epatico (glicogenolisi). Il glucagone non stimola la glicogenolisi muscolare, sensibile all’azione dell’adrenalina, ma soltanto quella epatica. Il glucagone interviene anche nel metabolismo lipidico, stimolando la mobilitazione degli acidi grassi dal tessuto adiposo, favorendo la loro ossidazione ed inibendone la sintesi.

Ormoni tiroidei
Gli ormoni tiroidei, triiodotironina (T3) e tiroxina (T4), vengono prodotti dalle cellule follicolari della tiroide in risposta al TSH (acronimo dell’inglese Thyroid-stimulating hormone – ormone tireostimolante).
Gli ormoni tiroidei innalzano il metabolismo basale, quindi la richiesta energetica a riposo, attivano la glicogenolisi e la neoglucogenesi, stimolano la lipolisi, stimolano la sintesi proteica (però, se in eccesso, attivano il catabolismo), stimolano la produzione endogena di GH.

Catecolamine
Adrenalina e Noradrenalina sono due ormoni secreti a livello surrenale che svolgono le seguenti importanti azioni, nell’ottica del dimagrimento:
• Incrementano la lipolisi
• Incrementano la glicogenolisi e la neoglucogenesi
• Inibiscono la glicogeno sintesi
• Diminuiscono l’insulina
• Incrementano la secrezione di glucagone.
Premesso che il dimagrimento è un processo delicato, che va gestito da personale qualificato, mi permetto di darvi alcuni consigli pratici.
Consigli per inibire la produzione degli ormoni lipogenetici
• Il primo consiglio è quello di sempre: non saltate la colazione! Questo è uno dei pasti più importanti della giornata, se non il più importante. Considerando che i livelli di cortisolo sono particolarmente alti nelle ore del mattino, l’abitudine italiana di non fare colazione vi butterà in pasto agli effetti negativi di questo ormone, con catabolismo muscolare e mantenimento del grasso in eccesso, in special modo sul giro vita.
• Cercate di evitare ogni forma di stress negativo, ricavando degli spazi per voi stessi e cercando di rilassarvi ogni volta che vi è possibile.
• Collegato al punto suddetto vi consiglio di frequentare solo persone positive, avete bisogno di quelle negative quanto del mal di denti.
• Utilizzate carboidrati a basso indice glicemico, eccezion fatta per i momenti di ipoglicemia.
• Limitate o evitate cibi troppo acidificanti, cioè che alterino il ph sanguigno. L’eccesso di acidi vi porterà, nel tempo, a cronicizzare stati infiammatori, i quali tenderanno a mantenere costantemente alto il cortisolo.
• Cercate di tenere basso l’apporto di carboidrati alla sera, per stimolare la produzione di Gh notturno. A tale proposito va fatta una precisazione. Esistono due differenti morfologie di sovrappeso: a “pera”, cioè ginoide, con accumulo nella parte inferiore del corpo, e a “mela”, cioè androide, con accumulo nella parte superiore del corpo.
Il dott. Spattini, dal punto di vista metabolico, definisce la prima “ipolipolitica”, cioè che brucia poco i grassi con prevalenza del sistema nervoso parasimpatico (rallentatore del metabolismo); la seconda “iperlipogenetica”, cioè che costruisce molto i grassi con sregolazione delle surrenali che producono molto cortisolo, il quale, alzando la glicemia, stimola l’insulina, che è il vero ormone lipogenetico. Quindi il consiglio dato in precedenza è valido soprattutto in soggetti ipolipolitici, meno per gli iperlipogenetici. Questi individui tendono a mangiare molto e costruire molto grasso, ed avendo il cortisolo normalmente alto, se assumono anche parecchi carboidrati, cioè zuccheri, al mattino (dato che già il cortisolo è iperglicemizzante), si troveranno con una glicemia altissima che stimolerà di conseguenza la secrezione di insulina con gli effetti lipogenetici conosciuti.

Consigli per attivare la produzione degli ormoni lipolitici

• Fate un’attività fisica regolare e costante: questa è la regola n.1 per attivare la secrezione di ormoni quali le catecolamine, il testosterone ed il GH.
• Evitate i pasti di soli carboidrati. Poiché il glucagone viene prodotto a partire dalle proteine, nell’ottica dell’equilibrio ormonale, sono meglio i pasti misti.
• Evitate di abbuffarvi in soli 2 pasti durante la giornata, ma suddividete l’apporto calorico in 5, 6 piccoli pasti. È provato che, a parità di calorie, questa metodica aiuta a mantenere il peso ottimale ed accelera il metabolismo.
• Evitate le diete da fame. Il nostro organismo è intelligente: se riducete troppo l’apporto di nutrienti, per farvi sopravvivere rallenterà il metabolismo e lo farà soprattutto riducendo la secrezione di ormoni tiroidei. Meglio, in questo caso, una dieta a sbalzo calorico alternato, per far sì che il corpo non abbia il tempo di accorgersi della riduzione calorica.

In conclusione
è vero che la composizione corporea è geneticamente determinata, ma è altrettanto vero che noi facciamo molto per peggiorare la situazione. Anche i soggetti geneticamente fortunati, con l’invecchiamento, dovranno fare i conti con un’aumentata resistenza al glucosio, e quindi con gli effetti negativi, in termini di salute, di un’alimentazione troppo ricca di carboidrati. È però indiscutibile che possiamo fare molto per ottimizzare la nostra espressione genetica, agendo sull’allenamento e sull’alimentazione.
Chiaramente chiunque intenda adottare i consigli che ho elencato in questo articolo deve farlo previa visione ed approvazione del proprio medico di fiducia.

Roberto Calcagno

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