L’osteopata in palestra

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Due figure professionali distinte, il trainer e l’osteopata, possono cooperare per favorire un più celere ed efficiente raggiungimento dei risultati da parte dei clienti

Frequentare una palestra oggi rappresenta, alla luce di nuove esigenze, una esperienza significativamente diversa rispetto a qualche anno fa. La ricerca scientifica ha reso possibile l’accesso all’attività fisica anche a soggetti portatori di particolari patologie che un tempo erano espressa materia di centri rigorosamente medici, nonché la possibilità di ottimizzare i risultati attraverso lo studio della biomeccanica umana. Ovviamente questa nuova condizione ha richiesto al trainer una maggiore, e più specifica, formazione, nonché la necessità di interfacciarsi con figure professionali “relativamente” nuove. Un ruolo particolarmente importante in tal senso risulta essere quello dell’osteopata.

La palestra
In virtù del fatto che i moderni centri fitness stanno evolvendosi in un discorso di globalità inteso come sfera di servizi offerti al cliente, sempre maggiori figure specializzate vengono richieste da questo mercato. Non risulta difficile trovare all’interno del centro gabinetti di dietologia, medicina sportiva, estetica, e naturopatia. La cura del frequentatore a 360° risulta essere, sempre più, un diktat irrinunciabile ed inscindibile quindi dalla presenza in loco di figure professionali altamente specializzate.

L’osteopatia
È una forma di analisi e trattamento manuale appartenente alla categoria delle medicine non convenzionali (MNC). Il lavoro dell’osteopata si articola su elementi strutturali, viscerali e craniali, considerati in un rapporto di unicità ovvero olistico. Molti sono oramai i campi di interveto ove questo professionista si muove con apprezzabili risultati: sanitario (o para-sanitario), sportivo, psicosomatica, estetica.

Integrazione
Le due figure professionali (osteopata e trainer) risultano unite nell’ideologia, in riferimento all’importanza del movimento inteso quale elemento vitale dell’uomo, e nell’obiettivo, ovvero il benessere psicofisico del cliente. L’apporto che il lavoro di un osteopata può addurre in una palestra è legato a tutto l’operare del trainer in relazione sicuramente alle condizioni fisiche del cliente (tab.1), ma anche riferito ad un più celere ed efficiente raggiungimento dei risultati (tab.2).

Tali esempi riferiscono a soggetti, affetti da problematiche particolari e non, che si rivolgono ad una struttura per migliorarsi fisicamente con particolare attenzione all’estetica, bisogna però tener presente il fatto che, secondo una indagine dell’ IHRSA, sono sempre più le persone che si affidano all’equipe di una palestra per risolvere unicamente problematiche di origine osteomuscolare, e quale miglior servizio potrebbe essere offerto di quello che vede la collaborazione dell’istruttore con un osteopata?

Conclusioni
Ovviamente tale collaborazione dovrebbe essere a doppio senso in quanto non solo l’osteopata può mostrarsi di utilità al centro ed al lavoro del trainer, anche quest’ultimo attraverso la sua esperienza, ed il suo intuito, dovrebbe essere in grado di coadiuvare l’operato terapeutico attraverso quanto notato ed esperito nel cliente. Sarebbe, in taluni casi, addirittura preferibile che il programma di allenamento fosse sviluppato a quattro mani attraverso la conoscenza analitica dell’osteopata e l’esperienza specifica del trainer.

Francesco Barbato