Il termine ginnastica potrebbe far pensare, in maniera riduttiva, solo ad una disciplina con la quale si fa del movimento, ma non è cosi. Vediamo di cosa si tratta

La ginnastica emozionale rientra sicuramente tra le attività olistiche, corpo/mente, attraverso le quali si cerca di utilizzare il nostro ESSERE in maniera globale, tenendo in stretta correlazione l’aspetto fisico e quello psichico. Tutte le attività di fitness o wellness praticate dovrebbero tenere in considerazione l’unità inscindibile quale noi siamo: psico– neuro–endocrino–immunitario.
La Ginnastica Emozionale non è solo una forma di allenamento, ma è caratterizzata da un aspetto fortemente introspettivo come quello emozionale. Tale metodica consente di ritrovare quella che viene definita “Energia Vitale o potenci”.
Energia che tutti noi possediamo, bisogna soltanto essere capaci di individuare la giusta via per risvegliarla o addirittura scoprirla per la prima volta. Carburante insostituibile, talvolta sconosciuto o sotterrato dalle abitudini occidentali, dallo stress e dalla frenesia della vita in cui viviamo.

Origini e significati
Occorre fermarci per capire. Dovremmo essere in grado di farlo. I bambini e gli adulti hanno sempre di più tante cose da fare, tranne oziare. Sarebbe utile riflettere su quel profondo significato che gli antichi saggi davano alla parola oziare per pensare, osservare, scegliere e quindi impegnarsi in bisogni creativi profondi. Dobbiamo essere in grado di canalizzare la giusta attenzione verso la stimolazione di una serie di punti del corpo corrispondenti a 14 Meridiani, definiti anche “treni anatomici” – “anatomy trains”.
Questa via ci consentirà di orientare l’energia mentale sul problema che vogliamo risolvere. La grande potenzialità che ognuno di noi possiede, secondo la filosofia e la fisiologia indiane, viene definita Chakra, termine sanscrito che si riferisce ad alcuni centri simbolici del corpo umano, talvolta associati a gangli o organi fisici, tra i quali si muove un’energia definita variamente. Sono molte le tradizioni che considerano l’azione dei chakra come valvole energetiche. Un alterato equilibrio a livello di un chakra determinerebbe uno squilibrio d’energia nei determinati organi associati.
Ciascuno dei chakra ha il proprio centro in una delle sette ghiandole a secrezione interna del sistema endocrino corporeo e ha la funzione di stimolare la produzione ormonale della ghiandola stessa.
Secondo il Vedãnta, sistema ortodosso della filosofia indiana, il corpo fisico e il corpo sottile (Suksma Sarira: emozioni, pensieri, percezioni, stati di coscienza) formano un insieme. Questi due sistemi si integrano a livello dei chakra, quindi agendo sul corpo fisico produrranno un effetto su quello sottile e viceversa. E, senza andare troppo lontano, anche Still, inventore dell’Osteopatia nel 1874, proclamava: “La regola dell’arteria è assoluta, universale; essa non deve essere ostruita, altrimenti sorge la malattia. (…) Il corpo umano è la farmacia di Dio ed ha in sé tutti i liquidi, farmaci, olii lubrificanti, oppiacei, acidi e antiacidi, e tutti i tipi di farmaci che la saggezza di Dio ha pensato necessari alla felicità dell’uomo ed alla sua salute”.

Di fatti, alcuni dei principi su cui si basa l’Osteopatia sono:
– La globalità del corpo umano;
– La relazione tra struttura e funzione
– La capacità di autoguarigione del corpo umano.

Ed è in funzione di quanto detto che la Ginnastica Emozionale si rivela una metodica da tenere in considerazione. Quale sarebbe il motivo per il quale la nostra potenci (energia vitale) viene mascherata da stati d’animo, da stress o da tensioni di vario genere e tipo? Il corpo umano è un meccanismo talmente sofisticato e affidabile che può essere concepito solo partendo da principi meccanici semplici e ingegnosi. Secondo Leopold Busquet le leggi che regolano il sistema per comprendere l’uomo sono tre: l’equilibrio, il confort e l’economia.
La loro conoscenza permetterà di decifrare il linguaggio del corpo e di dargli un significato attraverso i propri schemi di compenso. Tralasciando la spiegazione delle prime due parole in questa sede, ci limiteremo a prendere in considerazione l’ultima, che spiega al meglio un aspetto del discorso portato avanti sino ad ora. Economia: “la fisiologia umana esprime la grande ingegnosità dei sistemi utilizzati per poter rispettare questa legge. Le funzioni di base devono spendere poca energia.
Il soggetto deve preservare il proprio capitale vitale per esprimersi e vivere a seconda dei cambiamenti del mondo circostante. Altrimenti è stanco, spossato e non ha più alcun desiderio di muoversi e di comunicare, si ripiega su se stesso” (Leopold Busquet).

Come agisce la ginnastica emozionale
La Ginnastica Emozionale attraverso i suoi metodi permetterà al praticante, con la costanza nell’applicazione del metodo, di riuscire a localizzare un “disturbo” e ad eliminarlo. Sarà quindi possibile utilizzarla su se stessi in perfetta autonomia, anche se l’esperienza ci insegna che spesso un intervento esterno adeguato aiuta a superare le “barriere di protezione” che la mente crea per impedire il cambiamento. Barriere di protezione spesso dovute all’impossibilità di conoscere le “proprie capacità intrinseche” a causa della frenesia che ci circonda.
La Ginnastica Emozionale non è uno strano rito, o una magia, si tratta semplicemente di un metodo che agisce sui pensieri e sull’energia che scorre all’interno dei Meridiani, liberando quei blocchi che si instaurano. L’energia vitale si eleva, i limiti lasciano il posto alle possibilità, le malattie cedono strada alla salute. Le possibilità di utilizzo sono ad esclusiva discrezione del praticante, il quale può applicarle su problemi fisici (ad esempio dolori, allergie, costipazioni) o su condizionamenti mentali che limitano pensieri ed azioni, e su conflitti emotivi irrisolti che bloccano il percorso evolutivo e danno origine a numerose malattie psicosomatiche.
Il corpo umano è fortemente ricettivo rispetto a ciò che accade intorno a sé da diversi punti di vista: mentale, affettivo, istintivo. Possediamo una grande capacità di adattamento in funzione di ogni idea che pensiamo, di ogni emozione che proviamo. Siamo quindi ciò che pensiamo, ciò che facciamo. Mente e corpo sono un’unità dove la struttura governa la funzione e viceversa.

In termini pratici
Diverse sono le interpretazioni di questa “nuova” ginnastica, da sinuose e leggere evoluzioni con gli arti, imitando i movimenti della natura, associando un respiro coordinato, gradualizzando ed integrando la parte motoria a quella prettamente respiratoria, ad “esercizi” in cui il corpo diventa nella sua interezza strumento di lavoro come uno strumento musicale. Tutto questo con lo scopo di produrre un’aumentata consapevolezza del proprio equilibrio dinamico, statico, interiore, tramite l’utilizzo globale del corpo con il coinvolgimento di tutte le sue parti, senza escluderne alcuna.
Ogni figura interpretata, sia essa simile al regno animale o a quello vegetale, corrisponde ad uno stato d’animo, permettendo al praticante stesso di tradurne “la visualizzazione grafica” a sua immagine e somiglianza. La fantasia e le indicazioni dell’istruttore consentono di progredire, di incrementare l’energia vitale di ognuno di noi, permettendoci di diventare un tutt’uno con la natura, con ciò che ci circonda e soprattutto con gli altri.
Tutto questo perché non siamo elementi astratti, sicuramente lo siamo diventati, lasciandoci alle spalle la giusta positività, come l’osservare le cose più semplici, il sole, la luna, le stagioni, l’amore delle persone che ci circondano. È una filosofia pratica, un insieme di esercizi, tecniche, concetti e simbolismi attraverso i quali l’essere umano acquista consapevolezza di sé. La Ginnastica Emozionale rappresenta una piacevole scoperta, assolutamente da non sottovalutare.

Andrea Bertino

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