La leadership strategica: guidare un’azienda

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La capacità di gestire se stessi richiede capacità fuori dal comune, alcune innate, altre da apprendere e applicare con impegno e costanza

 

Eccoci al terzo ed ultimo atto di questa trilogia della leadership: il percorso ci ha guidato dalla leadership personale, con la capacità di guardarsi dentro, conoscersi e far emergere il meglio di sé; alla capacità di guidare le persone con tutto il bagaglio di carisma, passione ed ottimismo che questo comporta; per concludere ora con la capacità di guidare un’azienda ed in particolare una di fitness. È fondamentale una premessa: questo terzo capitolo presuppone i primi due perché fa parte di un viaggio a tappe all’interno del continente leadership. Se volessi immaginare un percorso di crescita professionale per un imprenditore che gestisce un’azienda lo immaginerei esattamente seguendo queste tappe.
La capacità di gestione di se stessi è un’abilità fondamentale ed ardua. Si tratta di mettersi in discussione, individuare le proprie zone d’ombra e lavorare proprio su quelle, per allenarsi a superare le difficoltà e le barriere che noi stessi creiamo. Solo successivamente è possibile dedicarsi ad esercitare leadership sugli altri, con l’obiettivo di creare gli strumenti caratteriali necessari per motivare ed entusiasmare le persone, coinvolgerle nei nostri progetti ed aiutarle ad imparare ad essere i migliori possibile.
Poiché questo è quello che fa un leader: determina le condizioni e mette le persone in grado di offrire il contributo professionale che sia il più vicino possibile alle necessità dell’azienda e con la massima continuità di rendimento che quella persona può dare, il meglio nel proprio campo rispetto alle proprie caratteristiche.
In un team non devono essere tutti trascinatori ed entusiasti, ci vogliono anche i metodici ed i precisi; non devono essere tutti creativi e positivi, ci vogliono anche gli affidabili e i laboriosi. Ognuno con le proprie caratteristiche, ognuno con le proprie sfide ed ognuno coerente con quello che è. Saper mettere le persone giuste al posto giusto è una capacità fondamentale del team leader e presuppone intuito ma anche riflessione, ascolto e rispetto. Chi guida un’azienda deve essere molto attento al proprio personale, deve avere capacità di team leadership anche se immerso in problemi burocratici ed economici. La vecchia immagine dell’imprenditore chiuso nel suo ufficio ed inarrivabile a tutti è perdente, e non porta a risultati. Bisogna essere tutti i giorni, tra i propri collaboratori, per poter essere fonte di ispirazione e di esempio, perché i nostri dipendenti sono i nostri primi clienti. Attenzione però, non sto suggerendo l’idea di un imprenditore compagnone e totalmente immerso nelle relazioni; il primo dovere di un imprenditore è salvaguardare l’azienda, tutelarla ai massimi livelli ed avere come primo obbiettivo la sua prosperità. È un misto di creatività e metodicità, di fantasia e realismo, in una frase, di “cuore e cervello”. Nessun collaboratore ci sarà grato se avrà la sensazione di un’azienda fragile ed instabile, anche se tutti i giorni ridiamo e scherziamo con loro; ogni persona deve avere la sensazione di essersi affidata ad un’azienda sicura, che sa quello che vuole e che sa come affrontare le difficoltà. Individuerei quattro macro aree alle quali l’imprenditore deve dedicare studio, attenzione e dedizione: stabilità economica, strategia, logistica, relazioni.

Stabilità economica

Come ho detto, per gestire al meglio un centro fitness è necessario seguire con molta attenzione gli aspetti economici in tutti i suoi risvolti. Sembra scontato, ma vi garantisco che nel nostro settore è molto difficile trovare imprenditori che sviluppano professionalità su questo fronte. Come consulente, questo è l’aspetto su cui faccio più fatica ad ottenere risultati con i miei clienti. Si corre dietro agli aspetti gestionali nelle sue problematiche correnti e ci si dimentica che un’azienda ha tutta una serie di aspetti finanziari, fiscali, normativi sui quali spesso si è poco attenti e preparati. Occorre studiare le normative relative al settore e non delegare tutto ai commercialisti, i quali devono, sì, consigliare, ma le decisioni e le responsabilità sono a carico dell’imprenditore. È necessario quindi avere la formazione adeguata per non cadere in balia di decisioni incompetenti e improvvisate. I budget sono uno strumento fondamentale per un imprenditore.
Quello previsionale e quello effettivo. Vanno aggiornati quotidianamente e tutti i giorni (e ripeto tutti i giorni) bisogna essere a conoscenza della situazione finanziaria e confrontarla con le previsioni. Dobbiamo sapere quanto spendere, quando farlo ed avere una proiezione annuale sulle disponibilità; perché questa segue i flussi di incassi che, come sappiamo, nel nostro settore hanno andamenti molto discontinui. Per decidere su una spesa non devo considerare la sola disponibilità immediata ma anche quella presunta dei periodi meno floridi della stagione. È fondamentale però adattare un sistema il più preciso e scientifico possibile a queste previsioni.

Strategia
Istinto, intuito e scaltrezza sono tutte capacità che possono funzionare. Ma anche ragionamento, analisi e capacità critica nel valutare cosa non funziona. Il nostro settore ha bisogno di marketing e di comunicazione, non può basarsi solo sul suo valore intrinseco. L’imprenditore deve farsi carico di prendere decisioni sulle strategie di comunicazione e sulle iniziative commerciali e deve farlo affinando il suo fiuto su cosa possa funzionare e cosa no ma con grande capacità autocritica, individuando con competenza i punti deboli delle sue iniziative sia in fase di elaborazione ma soprattutto in fase di attuazione, per cambiare tempestivamente linea qualora i segnali non siano incoraggianti.
Ho visto imprenditori incaponirsi su progetti che davano pochi ritorni e non cambiare idea anche di fronte a sconfitte, continuando per moltissimo tempo sulle stesse idee perdenti o superate solo per scarsa attitudine a rinunciare ad un progetto. E questo spesso accade perché si crede molto ad una certa iniziativa, ma è invece fondamentale avere la capacità di cambiare direzione, rinunciare al proprio orgoglio ed intraprendere la linea più redditizia.

Logistica
Anche questo elemento richiede molta attenzione, infatti gli aspetti strutturali dei centri fitness rivestono un’importanza fondamentale. Alcuni centri hanno aspetti particolarmente curati rispetto agli standard medi solo perché il titolare ha sviluppato questa sensibilità.
Si deve imparare a prestare la massima attenzione a questo aspetto dedicando il tempo necessario, anche attraverso costanti breefing con il personale manutenzione e pulizie, in modo da sensibilizzarli sui risultati che si desidera ottenere e nel contempo obbligandoci ad affrontare anche questo tipo di problema.

Relazioni

Desidero infine concludere con alcune riflessioni su questo tema. Per essere un buon leader è necessario soprattutto desiderare di esserlo. I componenti di uno staff possono essere conquistati solo se si riesce ad ottenere la loro fiducia. Questo vuol dire che essere una “brava persona”, per quanto sia banale, è l’ingrediente fondamentale. Ma diventare una “brava persona professionista” richiede un lavoro su noi stessi e sulle nostre capacità di relazionarsi e comunicare con gli altri.
Questa è la parte della professione per cui però dovremmo pagare, più che essere pagati, poiché impegnarsi, lottare, vincere, perdere, non mollare, gioire ed arrabbiarsi su questo fronte significa allenarsi ad essere una persona migliore.

Francesco Iodice