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I maggiori impianti fitness, riuniti sotto la sigla dell’ANIF, chiedono a gran voce una Legge Quadro sullo sport dilettantistico

Una legge quadro sullo sport dilettantistico è attesa da molti anni da tutto il settore, le cui normative di riferimento sono varie, stratificate nel corso degli anni, spesso oggetto di interpretazioni divergenti proprio per la mancanza di un progetto unitario di fondo. Insomma, una situazione tipicamente italica. Finora, però, l’unica novità normativa che, in parte, può riguardare il fitness è contenuta all’interno del testo di riforma del Terzo Settore, di recente licenziato dal Parlamento dopo un rimpallo di più di due anni.

In realtà, nell’immediato cambierà poco o nulla: la riforma è in realtà una legge-delega, che dà al Governo un anno di tempo per preparare i decreti delegati, e quindi la tanto auspicata riforma (a meno di scioglimenti anticipati delle Camere…) sarà operativa non prima dell’estate 2017.

Cosa cambia per le ASD

La riforma del Terzo Settore interessa il fitness perché al suo interno si collocano le Associazioni Sportive Dilettantistiche. Anche dopo l’introduzione, una quindicina
di anni fa, della figura della “Società Sportiva Dilettantistica a Responsabilità Limitata”,
le ASD mantengono un ruolo cardine, e soprattutto nei piccoli paesi sono tuttora l’unica presenza attiva per chi desidera frequentare una palestra.

Ma questo può bastare? Purtroppo no. Non scioglie i dubbi interpretativi del coacervo di norme esistenti, non armonizza i rapporti con le istituzioni (soprattutto fisco e INPS) e non consente l’ingresso nel settore di capitali freschi, creando quindi i presupposti per una sua crescita quantitativa, oltre che qualitativa.
Ecco perché, già da un paio d’anni, i maggiori impianti fitness, riuniti sotto la sigla dell’ANIF, chiedono a gran voce una Legge Quadro riguardante lo sport dilettantistico (e quindi, ben più specifica rispetto alla riforma del Terzo Settore). Inascoltati, o quasi, fino all’altroieri.

Ma la sana attività lobbistica del patron di Technogym Nerio Alessandri (il premier Renzi si è notato più volte all’interno del Wellness Village della multinazionale cesenate) ha prodotto un risultato importante, perfino inatteso: Daniela Sbrollini, deputata del PD e vicepresidente della Commissione della Camera delegata a Welfare e Affari Sociali, si è vista investita dallo stesso premier del ruolo di promotrice della legge Quadro, dato che la delega allo Sport, dopo l’infelice parentesi del Ministero guidato per pochi mesi da Josefa Idem, è appannaggio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La deputata veneta si è messa subito al lavoro, e ha tenuto a ribadire con foga il suo impegno al convegno ANIF organizzato il 3 giugno scorso durante Rimini Wellness. Pur tra molti distinguo e nessuna promessa, ha fatto però proprie nella sua totalità le istanze degli impianti fitness rappresentati da ANIF.

Tali istanze sono note da tempo, e partono da un concetto: la creazione di unaSrl Ordinaria Dilettantistica”, forma giuridica nuova, che ogni fitness club potrebbe, se lo desidera, scegliere, e che presenta tre importanti particolarità:

  • Una IVA minima, al 4%,  sulle prestazioni dei club, e quindi la possibilità di “scaricare” l’IVA sugli acquisti, imposta che finora, non potendo essere portata in detrazione, rappresenta solo un aumento di costi
  • Una contribuzione del 10% da versare all’INPS per retribuzioni superiori alla soglia dei 15.000 € annui
  • La possibilità di dividere (e quindi tassare)
    il 50% degli utili derivanti dall’attività.

Le tempistiche del cammino di una simile legge, che rivoluzionerebbe il settore e lo renderebbe maturo e più responsabile, non sono conoscibili. L’auspicio è che entro il 2017 si possa arrivare a una soluzione. I tempi tecnici ci sono, la volontà di una definitiva accelerazione anche. Non resta che aspettare. E vigilare.

GLI INTERVENTI di Giampaolo Duregon e Nerio Alessandri

Il Presidente di ANIF, Giampaolo Duregon, si è impegnato alacremente per il felice esito di questa proposta di legge. Suo è l’intervento di apertura al Convegno ANIF che si è tenuto a Rimini Wellness: “Occorreva fare chiarezza – ha dichiarato – in un quadro legislativo incerto e non privo di contraddizioni, non far gravare sulle casse dello Stato i costi della Riforma, garantire agevolazioni fiscali, tributarie, lavoristiche agli enti sportivi dilettantistici prescindendo dal loro ‘status giuridico’ per l’importanza che la loro attività assume sul piano socio-sanitario e da ultimo garantire benefici ai lavoratori sul piano previdenziale”.

In occasione del Convegno riminese ha preso la parola anche il numero uno di Technogym, Nerio Alessandri, che ha ripercorso il lungo cammino della sua azienda, nata nei primi anni ’80, che di successo in successo è arrivata a raggiungere la leadership del settore, fino al punto di essere quotata in Borsa, in un momento particolarmente critico sul piano congiunturale. E tutto ciò senza dover mai perdere di vista l’obiettivo su cui ha sempre orientato la sua azione imprenditoriale: l’impegno sociale. Wellness Valley, il grande centro sportivo, culturale, sociale creato da Wellness Foundation, vero e proprio punto di riferimento per il mondo accademico, quello delle scuole, dell’associazionismo sportivo e culturale e soprattutto della società vista nel suo complesso testimonia questa linea. I principi ai quali si è ispirato Duregon nel portare avanti la proposta sulla Legge Quadro per lo Sport Dilettantistico sono molto vicini a quelli che hanno guidato la sua azione.

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