Quali meccanismi regolano il processo della motivazione personale e come si fa a motivare una classe numerosa di allievi?

 

Siamo padroni dei nostri stati emotivi e della nostra motivazione, eppure troppo spesso deleghiamo e imputiamo a fattori esterni l’alternarsi delle nostre emozioni e l’oscillare della nostra motivazione. Vedo accadere questo quotidianamente nel mio lavoro di Personal Trainer poiché è molto frequente che le persone che seguo affidino a me la loro motivazione e che dunque debba utilizzare alcuni minuti della mia lezione per aiutarli a ri-trovare i loro “motivi per l’azione”.
Conoscendo le giuste strategie, questo è abbastanza facile quando si lavora in one to one, lo è altrettanto quando il rapporto istruttore-allievi è uno a venti o più?

L’istruttore motivatore
È più facile allenare una classe motivata o una classe demotivata? Se avete scelto la prima opzione, NON avete dato la risposta corretta, perché l’unica risposta veramente corretta è: UGUALE.
La prima regola dell’istruttore motivatore è la stessa prima regola di chiunque voglia imparare a padroneggiare la propria motivazione, ovvero che la nostra motivazione è indipendente da fattori esterni, e tutte le volte che ci troviamo di fronte alla possibilità di scegliere se influenzare o essere influenzati, noi possiamo scegliere di influenzare noi stessi il corso degli eventi. Con il nostro atteggiamento, con le nostre convinzioni, con i nostri valori.

Motivarsi per motivare
È un obiettivo raggiungibile, per un istruttore di corsi, riuscire a influenzare la motivazione di ogni singolo elemento della sua numerosissima classe? Certo che sì, lo è! Come possiamo fare? Stephen Covey nel suo libro intitolato “I sette pilastri del successo” descrive il paradigma del “dentro e fuori” attribuendogli una importanza fondamentale, tanto da essere, secondo l’autore, il primo dei sette pilastri.
Secondo Covey non è possibile influenzare e cambiare l’ambiente a noi esterno senza prima intraprendere un percorso di auto-influenza e cambiamento interno, senza assumerci noi stessi la responsabilità del cambiamento. Tuttavia, secondo l’autore, una volta iniziato il processo necessario a fare avvenire un cambiamento al nostro interno, la nostra area di influenza si espande, iniziando a coinvolgere non più solo noi stessi, ma anche le persone con le quale siamo in contatto. Nel caso di un istruttore di sala corsi, la sua classe. Dunque allora è bene che un istruttore sappia che se vorrà una classe motivata, dovrà essere lui o lei stesso per primo il più motivato di tutti. Dovrà sapere come motivarsi per motivare.

Lo studio della motivazione umana

Lo studio della motivazione umana è un argomento che sempre più interessa operatori e professionisti dei vari settori, non solo chi come noi si occupa di fitness. Per dire la verità, i primi ambiti in cui si sono applicate queste conoscenze sono stati quelli legati al management del lavoro, degli affari e della finanza.
Solo recentemente queste hanno iniziato ad essere impiegate nel campo della vita personale e dello sport. Gran parte di quello che oggi giorno sappiamo riguardo alla “scienza della motivazione” lo dobbiamo a due studiosi in particolare: Richard Bandler e John Grinder, fondatori della PNL (Programmazione Neuro Linguistica). Sin dagli anni ’70 questi due studiosi hanno cominciato ad osservare i comportamenti e i modelli linguistici utilizzati da psicoterapeuti di successo come Fritz Pearls, Milton Erikson e Virginia Satir durante le loro attività professionali.
Grazie a questo lavoro, Bandler e Grinder hanno capito come facevano questi professionisti a motivarsi e quindi ad ottenere le loro elevatissime prestazioni e ad avere una costanza di risultati positivi talmente rilevanti. Successivamente, modellando gli schemi comportamentali di questi “great performer”, hanno elaborato un metodo di insegnamento finalizzato al miglioramento personale e professionale oggi noto, appunto, come PNL, ovvero Programmazione Neuro Linguistica.

Come motivarsi?
Rilassatevi un momento e richiamate nella vostra mente un momento della vostra vita in cui vi siete sentiti pieni di risorse, sicuri di voi stessi e che con questo stato d’animo avete affrontato un impegno portandolo a termine con successo. Cercate di essere molto precisi e di richiamare tutte le sensazioni che avete provato, di ricordare il vostro dialogo interno, i suoni, le immagini legate a quell’episodio.
Cosa accadrebbe se, ogni volta che dobbiamo affrontare un impegno, richiamassimo dentro di noi quegli stessi stati d’animo e quelle stesse emozioni che abbiamo provato mentre stavamo ottenendo il nostro ultimo successo? Otterremmo gli stessi risultati elevati? La risposta è sì! È questo quello che fanno gli sportivi di successo, i record man: sanno come richiamare a se tutte quelle sensazioni ed emozioni di cui hanno bisogno per ottenere una grande prestazione e sanno farlo tutte le volte che vogliono. È questo ciò che possiamo fare anche noi istruttori di sala corsi prima di iniziare una lezione.
Proviamo a ripetere ora il gioco di prima. Proviamo a richiamare alla mente il ricordo di una lezione che abbiamo tenuto in modo magistrale. Le sensazioni, le emozioni, i termini che abbiamo usato, il nostro dialogo interno ma anche il tono ed il ritmo della nostra voce con i nostri allievi, come ci muovevamo.
Tutto quello che è stata quella esperienza nel modo più preciso possibile. Facciamo questo esercizio ora e poi rifacciamolo spesso, facciamolo prima di ogni nuova lezione. Cosa otterremo? Diventeremo istruttori capaci di fare sempre e solo lezioni magistrali! Quest’attività è detta “caricamento psicologico”, e serve a garantire a noi, come ad ogni altro sportivo, delle prestazioni sempre al top. Non è forse vero che il nostro centauro Valentino Rossi, prima di ogni gran premio si accovaccia per qualche secondo vicino alla sua moto? Secondo voi cosa fa in quei momenti? Certamente richiama dentro di sé la maggior concentrazione possibile! Questo comportamento cosa ha garantito a lui in questi ultimi anni? Successi su successi, una vittoria dopo l’altra. The doctor è a detta di tutti uno dei più grandi motociclisti di sempre, un ragazzo giovane già divenuto leggenda.

Motivare gli altri. Il coaching.
Erroneamente potremmo essere portati a pensare che un motivatore debba comportarsi come uno di quei sergenti che si vedono nei film militari in cui la classe di reclute è tutta schierata su di un piazzale, tutti fermi e sull’attenti e il sergente che urla a più non posso di fare, fare bene, fare in fretta.
Diversamente, una volta che avremo imparato ad utilizzare questi strumenti ed avremo approfondito le conoscenze necessarie per padroneggiare la nostra motivazione, potremo iniziare ad aiutare gli altri ad affrontare il medesimo percorso utilizzando un approccio ed un metodo definito “coaching”. Che cos’è il coaching e chi è il coach? Il coaching è appunto una metodologia che utilizza il coach, ovvero il formatore, l’istruttore diremmo noi, per “tirare fuori” le qualità e le doti del suo allievo attraverso l’utilizzo di domande ben formulate. Un metodo che può ricordare la maieutica di Socrate.

Conclusioni
Questo articolo non vuole essere un mini-corso di PNL. Gli argomenti in esso trattati sono solo stati accennati e introdotti. Tuttavia credo che un serio professionista del fitness e del wellness non possa prescindere dalla conoscenza precisa di questa disciplina e che ogni trainer debba inserire nel proprio percorso formativo lo studio di questa scienza per far evolvere la propria figura professionale da “fitness trainer” a “fitness coach”.

Andrea Natale

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