Parliamo della bioimpedenziometria per l’analisi della composizione corporea, delle sue caratteristiche, dei valori rilevati e del loro uso, ma soprattutto dei vantaggi legati al suo impiego

Molto sinteticamente la bioimpedenziometria, nota a tutti come BIA, è una metodica per rilevare quantitativamente ma soprattutto qualitativamente la composizione corporea, cioè come siamo costituiti in termini di massa grassa, massa magra, acqua e, come vedremo, molto altro. Si utilizza uno strumento, il bioimpedenziometro appunto, che attraverso degli elettrodi applicati alla cute e la somministrazione di una corrente elettrica di impercettibile intensità, rileva dei parametri biolettrici che, attraverso l’uso di equazioni appositamente create, scaturiscono in alcuni importanti dati.

Che tipo di strumento?
In commercio se ne vedono di tutti i tipi, da bilance tuttofare a specie di gamepad da videogiochi da tenere tra le mani. Si consiglia pertanto di verificare la professionalità dello strumento controllando le pubblicazioni scientifiche a riguardo, considerando che gli strumenti più attendibili sono in dotazione presso studi medici ed ospedali in diversi campi di applicazione: dalla nutrizione al trattamento dell’obesità, ma anche in oncologia e nefrologia fino all’uso sportivo di alto livello. Strumenti professionali danno risultati paragonabili a sistemi di laboratorio più sofisticati e costosi o quantomeno scomodi da eseguire.

Come si effettuano le misure?
Le misurazioni vengono effettuate su soggetto supino con arti leggermente divaricati, sdraiato da almeno cinque minuti in modo che i liquidi si distribuiscano in maniera uniforme. Si applicano due elettrodi sul dorso della mano e due sul dorso del piede dello stesso lato e la corrente somministrata dallo strumento farà il resto.
In pochi secondi si avrà una “fotografia” della composizione corporea utile per un’analisi immediata del soggetto testato ma soprattutto per confronti di verifica nel tempo.

Cosa misura e in che modo?

Prima di tutto mi sembra doveroso chiarire un concetto fondamentale: nonostante la BIA venga proposta a fini commerciali come un metodo per stimare il grasso corporeo, e spesso paragonata ad altre metodiche come l’uso delle circonferenze o la plicometria, non serve affatto per questo scopo a cui si arriva solo attraverso l’uso di formule matematiche, ma vedremo che non è certo il valore più importante che lo strumento ci può dare.
La corrente che passa lungo il corpo del soggetto ci restituisce i valori di Resistenza (Rz), Reattanza (Xc) e Angolo di fase (PA°) che sono valori elettrici dipendenti dai tessuti attraversati e strettamente correlati alla tipologia, costituzione, quantità ed integrità dei tessuti stessi. Quindi variando di valore a seconda che la corrente incontri grasso, muscoli e quant’altro, lo strumento rileva alcuni dati che analizzeremo.
Per esempio già con la sola lettura dell’Angolo di fase (PA°), compreso tra 6 e 8 in caso di normalità, possiamo valutare lo stato generale del soggetto ed il grado di idratazione, elemento importantissimo alla base di tutte le altre valutazioni.

I valori principali

Possiamo distinguerli come inerenti l’idratazione ed i fluidi, lo stato nutrizionale ed il metabolismo. Idratazione e fluidi:
– TBW (total body water): acqua totale espressa in litri e percentuale. In soggetti sani ed in forma è circa il 60% del peso corporeo e varia per età e sesso.
– ICW (intra-cellular water): acqua intracellulare espressa in litri e percentuale della TBW.
– ECW (extra-cellular water): acqua extracellulare espressa in litri e percentuale della TBW. Semplificando il discorso, più che sapere il quantitativo totale di acqua è importante valutarne la distribuzione nei due compartimenti che, in generale, dovrebbero essere a favore del compartimento intracellulare.
– FFM (fat free mass): la così detta massa magra espressa in peso e percentuale, cioè tutti i tessuti escluso il grasso corporeo.
– BCM (body cellular mass): la massa cellulare è il compartimento metabolicamente attivo che sommato alla massa extracellulare (ECM) dà la massa magra. È importante conoscere la qualità della massa magra valutando il rapporto BCM/ECM che, in condizioni di normalità, dovrebbe essere 0,9-1. Valori superiori a 1 sono correlati a particolari situazioni cataboliche o di ritenzione idrica, mentre valori inferiori sono correlati a perdita di fluidi extracellulari (disidratazione).
– MM (muscle mass) e FM (fat mass): rispettivamente la massa muscolare e la massa grassa, ovviamente utili per valutare eventuali variazioni nel tempo in funzione di dimagrimenti o programmi di muscolazione. Non dimentichiamoci che i valori di massa grassa si riferiscono al grasso totale, cioè il sottocutaneo, il viscerale e l’essenziale che compone le membrane di tutte le cellule. Attenzione a cattive interpretazioni, soprattutto in confronti fatti con metodiche di stima del grasso sottocutaneo, come l’uso del plicometro.

Indici e metabolismo
– Na/K: è il rapporto Sodio/Potassio a livello di membrana ed è correlato anch’esso allo stato di idratazione. I valori di normalità sono intorno a 0,85–9,0 per gli uomini e 0,9–1,0 per le donne. Se i valori tendono ad aumentare si è in presenza di iperidratazione, mentre valori bassi indicano disidratazione.
– BCMI (body cellular mass index): l’indice di massa cellulare indica il rapporto tra massa cellulare (BCM) e altezza del soggetto. È un parametro importante che, assieme alla valutazione dell’angolo di fase e allo stato di idratazione, consente di determinare lo stato nutrizionale. I valori di BCMI inferiori nelle donne a 7 e negli uomini a 8 indicano un probabile stato di malnutrizione.
– Metabolismo basale: espresso in Kcal è possibile ricavarlo direttamente con alcuni strumenti oppure ricavarlo indirettamente attraverso il valore di BCM che, precisando quanto detto in precedenza, è il compartimento corporeo fondamentale nel determinare il dispendio energetico, le necessità proteiche e la risposta metabolica dell’organismo agli stimoli fisiologici e patologici.
Il consumo di ossigeno varia da 8 a 10 ml per chilogrammo di BCM, mentre il dispendio energetico è di 2,7-3,6 kcal/ora per chilogrammo di BCM. Studi scientifici hanno dimostrato che il corpo possiede un consumo calorico pari a 55 kcal/giorno per chilogrammo di massa cellulare.

Utilizzo pratico

Dall’analisi dei dati visti in precedenza è possibile controllare lo stato di idratazione del soggetto, lo stato nutrizionale e metabolico, il rapporto tra i vari tessuti, la massa biologicamente attiva e quindi il metabolismo basale con buona precisione. Grazie a ciò è possibile individuare eventuali squilibri e scegliere il modo migliore per intervenire, variando per esempio l’alimentazione e\o l’allenamento.
È utile monitorare con frequenza bisettimanale il primo mese e mezzo dall’inizio di una nuova programmazione alimentare e di allenamento e successivamente eseguire test di controllo ogni 1-2 mesi a seconda dei casi.

Per quali soggetti?
Per tutti, perché un buon esame qualitativo equilibrato è direttamente collegato allo stato di salute e quindi monitorarlo è sempre importante. In più, in caso di obiettivi sia funzionaliprestativi che estetico-morfologici è possibile avere un quadro di partenza per indirizzare al meglio il lavoro e soprattutto controllarne i risultati. Per esempio, nel caso di programmazioni in funzione del calo ponderale è fondamentale capire se il calo di peso segnalato dalla bilancia è veramente correlato a una perdita di grasso oppure solo un’eccessiva disidratazione o peggio ancora un calo della massa magra con conseguente diminuzione del metabolismo.
Allo stesso modo può essere utile, anche da un punto di vista motivazionale, far percepire al proprio cliente che variazioni ininfluenti del peso nascondono in realtà progressi nella distribuzione dei tessuti e nello stato metabolico generale. Lo stesso discorso vale per programmi di muscolazione e per verificare, ad esempio, l’efficacia di alcuni programmi alimentari o l’uso-abuso di integratori. Esigenze estetiche e salutistiche a parte, è molto importante un’analisi bioimpedenzometrica anche in funzione di prestazione sportive. È ovvio che in quegli sport dove è presente la suddivisione in categorie di peso è fondamentale conoscere e migliorare la composizione corporea per un miglior rapporto peso/potenza, ma anche in altri tipi di sport un’analisi di questo tipo può essere di grande aiuto. Per esempio in sport di endurance è dimostrato che la performance è influenzata dallo stato di idratazione per cui il corretto bilancio idrico per un atleta di questo tipo è fondamentale sia durante gli allenamenti, perché siano efficaci, che in prossimità della competizione per la massima performance. Monitorate gente, monitorate!

Alessandro Romondia

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