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Tutti ne parlano e ne decantano le lodi. Ma è davvero così? Quali sono le proprietà e i punti di forza del caffè verde rispetto al normale caffè torrefatto?

Il caffè verde è rapidamente diventato uno degli integratori più venduti nei negozi per le proprietà dimagranti ed è una semplice miscela arabica di caffè “crudo”, ovvero non torrefatto, ma sottoposto a un processo di essiccazione. I chicchi hanno una consistenza dura e cornea, molto difficili da macinare o tritare e si presentano di un colore che varia dal verde al giallino. Si può assumere sotto forma di estratto, tavolette, capsule o come un normale caffè solubile. Polverizzando i semi in un mortaio, se ne ricava anche l’infuso.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che ci saranno 2,3 miliardi di adulti in sovrappeso nel mondo entro il 2015 e più di 700 milioni di loro saranno obesi. Per questo motivo i prodotti e le soluzioni che possono in qualche modo arginare questa emergenza, sono attualmente visti con interesse.

Caffè crudo e caffè torrefatto
Chiaramente le caratteristiche del caffè verde crudo sono molto diverse da quelle del caffè torrefatto, perché le lavorazioni modificano sensibilmente le componenti dei chicchi. I due tipi di caffè si distinguono infatti per aspetto, aroma, sapore e caratteristiche nutrizionali e l’unica proprietà che hanno in comune è la presenza di caffeina, ma anche in questo caso, la diversità è notevole: il caffè verde crudo contiene meno caffeina, in quanto si trova legata all’acido clorogenico, originando il clorogenato, rispetto al caffè tostato ed inoltre la complessa forma chimica della caffeina contenuta nel caffè verde ne riduce i tempi di assorbimento, dilazionandone la concentrazione ematica in maniera progressiva. L’ingresso in circolo non solo è più moderato, ma la caffeina ha anche una maggior emivita, per cui se ne può beneficiare più a lungo. Tutto ciò provoca inoltre minori effetti collaterali rispetto al tradizionale caffè, tipo iperattivazione nervosa, insonnia, tachicardia, ecc. È proprio la caffeina e i suoi effetti sul metabolismo che rendono il caffè verde uno strumento efficace per la perdita di peso. La caffeina, infatti, è utilizzata frequentemente in ambito dimagrante per le sue interazioni col tessuto adiposo, in quanto possiede un effetto positivo sia diretto che indiretto sul suo smaltimento:
– direttamente in quanto promuove la liberazione degli acidi grassi dal deposito del circolo sanguigno
– indirettamente stimolando la secrezione di catecolamine, le quali, a loro volta, facilitano la lipolisi ed iper-attivano alcuni meccanismi fisiologici (aumento pulsazioni cardiache, aumento flusso coronarico, maggiore stimolazione nervosa, ecc.).

Per cui la caffeina enfatizza sì gli effetti dimagranti della dieta e dell’attività fisica, ma, da sola, non ha la capacità di produrre alcun effetto apprezzabile.

I risultati scientifici
Tuttavia uno degli studi più interessanti sull’argomento ha dimostrato che l’assunzione di caffè verde può determinare la diminuzione di peso corporeo in un tempo ragionevolmente limitato. Il dott. Joe Vinson insieme al dott. Bryan R. Bumhaml e al dott. Mysore V. Nagendran hanno pubblicato nel 2012 sulla rivista Diabetes, Metabolic Syndrome and Obesity dell’Università di Scranton, in Pennsylvania, uno studio che giunge alla conclusione che l’assunzione quotidiana di alcune capsule di green coffee, associata ad una dieta a basso consumo di grassi e a una regolare attività fisica, è un metodo efficace per perdere peso. Lo studio ha coinvolto 16 persone sovrappeso o obese di età compresa tra i 22 e i 46 anni che hanno assunto capsule di estratto di green coffee o capsule placebo per 22 settimane, alle quali veniva misurato a intervalli stabiliti il peso, l’indice di massa corporea BMI e la percentuale di massa grassa, oltre che frequenza cardiaca e pressione arteriosa. I risultati riportano una riduzione di tutti i parametri, sia del peso, che dell’indice di massa corporea, che della percentuale di massa grassa, sia nei soggetti trattati con alti dosaggi sia in quelli trattati con bassi dosaggi, ma non in coloro che assumevano il placebo, mentre non vi è stato alcun cambiamento significativo nella frequenza cardiaca e nella pressione arteriosa. Tutti i soggetti hanno completato lo studio e non ci sono stati effetti collaterali dati dall’assunzione di caffeina. I soggetti hanno perso mediamente più di 8 kg, che corrispondeva a più del 10% del loro peso corporeo: 10 soggetti sui 16 esaminati presentavano una riduzione di almeno il 10%; 5 dei 6 rimanenti hanno perso almeno il 5% e l’ultimo il 4%. Il risultato più significativo è stato il fatto che i 16 soggetti all’inizio dello studio classificati come sovrappeso, alla conclusione della sperimentazione rientravano tutti nella categoria normopeso.

Ma il caffè verde possiede anche altre proprietà rispetto al caffè torrefatto degne di essere citate, la più importante delle quali riguarda il PH: mentre il caffè tradizionale è fortemente acido (3-3,5), la bevanda ottenuta col caffè verde ottenuta da semi non lavorati (con PH medio pari a 5) si avvicina più a valori neutri, con benefici sulla mucosa gastrica e sul PRAL (carico acido di un pasto). Il caffè verde può essere di aiuto anche al sistema cardiovascolare, in quanto il peso in eccesso e soprattutto il grasso viscerale è direttamente correlato all’ipertensione arteriosa: la diminuzione di peso ed in specifico del grasso addominale e viscerale, aiuta a diminuire la pressione arteriosa. Questo tipo di bevanda o estratto pare ridurre naturalmente i livelli di colesterolo LDL, lasciando invariato l’HDL, migliorando la salute del cuore e riducendo il rischio di attacco cardiaco o infarto.

La bibliografia scientifica relativa a questo tipo di variante della tanto amata bevanda italiana non è ancora molta, ma i presupposti sembrano buoni. Ovviamente saranno necessarie ulteriori verifiche per confermare le proprietà scoperte ed eventuali nuove applicazioni. Certamente ancora una volta la natura e il mondo vegetale ci corrono in aiuto.

Iader Fabbri


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