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Prendendo spunto da un tragico evento accaduto da poco in un grande centro wellness di Milano, dove una persona è morta in sauna, mi sento in dovere di...

Prendendo spunto da un tragico evento accaduto da poco in un grande centro wellness di Milano, dove una persona è morta in sauna, mi sento in dovere di dare il mio apporto per cercare di prevenire ed impedire questi drammatici eventi.

La normativa attuale nell’ambito dei certificati medici nelle palestre prevede quanto segue: per i centri costituiti in associazione sportiva affiliati al CONI il certificato è obbligatorio, la sua definizione è “idoneità sportiva non agonistica” e prevede obbligatoriamente l’elettrocardiogramma a riposo.
Per i centri costituiti in S.r.L o S.p.A o S.a.S o Associazioni NON affiliate CONI, il certificato non è obbligatorio e possono essere accettati sia i “non agonistica” che i “ludico-motoria”, ma il certificato di idoneità sportiva “ludico-motoria” non prevede neanche l’elettrocardiogramma per il cuore.

Se non si è affiliati al CONI il certificato non è richiesto

Questa assurda normativa fa sì che i centri che non sono affiliati al CONI possono non richiedere il certificato e perciò non hanno alcun controllo sui loro clienti. Quella povera persona potrebbe avere avuto qualche problema cardiaco. Se avesse richiesto un certificato magari sarebbe emerso, magari sia dall’anamnesi sia dall’ecg sarebbe apparsa un’anomalia cardiaca tale da segnalare una limitazione per sauna e bagno turco; insomma sarebbe stato un controllo in più!

Qualcuno sottolinea che non sempre da un ecg basale si possono vedere eventuali problematiche, ma un certificato rilasciato con serietà prevede un’indagine da parte del medico il quale può rilevare anche delle famigliarità e quindi dei fattori di rischio, non esiste solo l’ecg a riposo.

Va detto, per correttezza, che il centro dove è morta quella persona non ha l’obbligatorietà della visita e che comunque in generale richiede il certificato medico ai suoi clienti. Il punto quindi qual è?

  1. Innanzi tutto richiedendo sempre il certificato si obbliga il cliente a non sottovalutare il proprio stato di salute;
  2. In secondo luogo richiedendo un ecg per il cuore si impegna il cliente a monitorare in modo serio il proprio sistema cardio-circolatorio
  3. In terzo luogo, quando esiste un certificato medico in archivio, il centro è totalmente tutelato dal punto di vista legale e assicurativo. Non bisogna mai dimenticare che in Italia le norme sono sempre interpretative.

Tutto sta a capire se il centro preferisce adeguarsi alle normative vigenti senza pensare a eventuali conseguenze, che possono essere anche solo di immagine. Non avere l’obbligatorietà del certificato, non necessariamente vuol dire disinteressarsi della salute dei propri clienti.

Educare personale e pubblico

Difficilmente si riesce ad ottenere il 100% dei certificati, ma impegnarsi per ridurre il più possibile il numero delle persone non controllate può aiutare molto. Si tratta solo di educare personale e pubblico, mandando così un messaggio positivo e dando così un’immagine seria del centro.

Può sicuramente aiutare avere il medico in sede, offrendo così un servizio utile ai clienti.
Concluderei quindi sottolineando che indipendentemente dalla diversificazione dei tipi di certificato (idoneità non agonistica – idoneità ludico motoria) quello che conta è richiedere il certificato medico e un ecg per il cuore!

 

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