L’uso del BITE negli sportivi

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Il bite gnatologico personalizzato è un dispositivo detensivo che ogni sportivo dovrebbe portare per prevenire dolorose contratture nel distretto cervico dorsale alto e ottenere migliori prestazioni

Negli sportivi, i disagi e i dolori muscolari della faccia, del collo ed in alcuni casi delle spalle, sono spesso causati dalla malocclusione. I dolori che ne originano sono spesso riferiti ed hanno un’origine anche lontana dal punto in cui si manifestano. L’individuazione in questi casi richiede l’intervento di uno gnatologo. Per questo assistiamo ad un maggiore utilizzo di dispositivi da interporre tra i denti. La gamma è molto vasta, e va da quelli venduti in farmacia per proteggere i denti nei bruxisti (morbidi, semirigidi, rigidi) ai dispositivi realizzati da un dentista specialista in Gnatologia – bite gnatologico – che hanno la finalità di eliminare quelle tensioni muscolari causate da fastidi più o meno consci all’Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM). Il paradenti è un valido ausilio per alcune discipline, non è assolutamente adatto per altre, in quanto limita la respirazione, e comunque ha lo svantaggio di condizionare la mandibola in posizioni sfavorevoli.Gli atleti, in genere, necessitano più di altri di un BITE.

Diverse esigenze di protezione
Occorre fare una distinzione tra sportivi bruxisti, che digrignano abitualmente ed accentuano il loro serrare o arrotare i denti durante l’attività sportiva per via dell’impegno, e gli atleti che necessitano di proteggere i denti da traumi e vogliono anche migliorare le loro prestazioni. Gli sportivi bruxisti dovrebbero portare sempre un BITE durante allenamenti e gare, progettato da un dentista specialista in gnatologia che lo fa realizzare, lo posiziona, lo equilibra in relazione alla occlusione individuale.I controlli devono essere effettuati almeno tre volte nel primo mese, perché in questo primo periodo avviene il maggior rilassamento muscolare, ed il paziente avverte il detensionamento muscolare più evidente.Gli altri controlli per il bilanciamento del BITE devono essere fatti a distanza di un mese, e poi ogni tre quattro mesi nel primo anno, per seguire con due controlli annuali.

I vantaggi del BITE
In molte discipline sportive poter serrare i denti con un meccanismo di protezione muscolare, come avviene quando un atleta utilizza un BITE, permette di non disperdere energie fisiche e psichiche e dà tranquillità in quanto l’atleta non è distratto, inconsciamente, dal timore di una dolenzia. Il BITE ha il vantaggio che, oltre alla protezione, consente di serrare i denti in armonia con l’ATM e di raggiungere il giusto equilibrio neuro-muscolare, migliorando le prestazioni atletiche. L’articolazione temporo-mandibolare come reazione protettiva crea nel medio lungo termine sia tensione che dolori muscolo-fasciali importanti, interferendo non solo con i muscoli della masticazione ma anche con SCOM e Scaleni, quindi tutto lo stretto toracico superiore è coinvolto. Da qui chiaramente possono partire una serie di compensi ed adattamenti che, se mantenuti nel tempo, provocheranno delle posture errate e creeranno patologie muscolo scheletriche vere e proprie.

Affidarsi allo gnatologo
Questi atleti li valutiamo insieme a Caterina Buonomini, una fisioterapista osteopata con la quale facciamo un lavoro di équipe. Riusciamo così a prevenire e non far mai consolidare posture o atteggiamenti che, nel tempo, potrebbero degenerare. Il bite gnatologico personalizzato è un dispositivo detensivo che ogni sportivo dovrebbe portare per prevenire dolorose contratture nel distretto cervico dorsale alto e ottenere migliori prestazioni. Abbiamo trattato molti sportivi che lamentavano dolori come: nevralgie del trigemino, otalgie, cervicalgie, che i colleghi specialisti non riconoscevano, in quanto originate da disturbi dell’Articolazione Temporo-Mandibolare, che causa dolori diretti ma anche riferiti da altri siti. Nei casi trattati si è riscontrato un miglioramento delle loro prestazioni. Lo gnatologo è in grado di fare una analisi differenziata tra quei dolori al viso, al collo, sulle tempie, all’orecchio, che l’atleta può avvertire addirittura ai denti, dolori muscolo-tensivi che possono avere origini dai disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare.

Dottor Priamo Mura, Dott.ssa Caterina Buonomini