Alcuni suggerimenti per contenere i costi della spesa alimentare senza compromettere forma fisica e salute

La crisi economica che stiamo vivendo ci ha costretto a rivedere le nostre abitudini e il nostro stile di vita, soprattutto quando facciamo la spesa: la necessità di risparmiare spinge le famiglie italiane a diminuire sia la varietà sia la qualità dei pasti, magari preferendo un semplice piatto di pasta a sostituzione di un intero pasto, a scapito del valore nutritivo e dell’equilibrio dei nutrienti.

Una dieta sempre meno sana
Le ristrettezze, come indica un’indagine recente della Regione Emilia Romagna, non determinano tanto una riduzione delle calorie ingerite, quanto una rivisitazione al ribasso della propria dieta in termini di costi, ma soprattutto di qualità. In altre parole, con meno soldi a disposizione non si tende a mangiare meno, ma si tende a mangiare peggio, acquistando cibi di scarsa qualità che fanno male alla dieta (e alla linea).

Il 2012 ha visto “contrarsi la spesa per consumi delle famiglie e il trend per il 2013 non è positivo”, con previsioni di “ulteriori contrazioni del reddito disponibile e quindi del potere d’acquisto delle famiglie”. Anche in Emilia-Romagna è calata la spesa delle famiglie e “la diminuzione ha toccato tutte le voci eccetto quella per consumi alimentari e bevande, che è invece aumentata di 13 euro al mese per famiglia rispetto all’anno precedente”. Questi dati, sostiene la Regione, “sono confortanti, ma a fronte di disponibilità sempre minori per l’acquisto di generi alimentari, il rischio è che i consumatori preferiscano acquistare prodotti alimentari a basso costo, mettendo a rischio la qualità della dieta”.

Si pensi anche ai nuovi modelli di famiglia che sicuramente non incoraggiano un consumo piacevole, conviviale e senza fretta dei pasti: madri sole, padri separati, giovani senza casa, anziani poveri, single per scelta.

Consigli per gli acquisti
Ritengo che spendere il giusto, magari addirittura risparmiando, per fare la spesa, acquistando cibi sani e di qualità con qualche accorgimento, sia possibile.

• Il consiglio principale che mi sento di dare riguarda la programmazione degli acquisti: l’improvvisazione e gli acquisti d’istinto non sono quasi mai utili. È necessario fare una lista della spesa, controllando prima quello che manca o scarseggia e quello invece che abbiamo già ed essere organizzati subito a inizio settimana riguardo ai pasti dei sette giorni successivi. Questo eviterà di ricorrere all’ultimo momento all’acquisto in rosticceria o al consumo di piatti pronti, molto più costosi e spesso di scarsa qualità nutrizionale e di creare troppe scorte che poi finiscono, il più delle volte, per non essere consumate in tempo e quindi gettate nell’immondizia.

Quando si va a fare la spesa, andare sempre a stomaco pieno! Sembra una banalità, ma si evitano gli acquisti d’istinto di cui parlavo sopra o di esagerare con le quantità o di riempirsi di cibo spazzatura.

• Chiaramente i cibi da preferire sono quelli freschi, in particolar modo frutta e verdura, ma rigorosamente di stagione: oltre che più economici di quelli fuori stagione, sono più ricchi di valore nutritivo e deperiscono più lentamente.

Scegliere i cosiddetti cibi “a km 0”, cioè di provenienza locale perché, oltre a salvaguardare l’ambiente evitando i lunghi trasporti da un angolo all’altro del paese, si è certi della freschezza del prodotto. A questo proposito, sono molto interessanti i Gas (Gruppi d’Acquisto Solidale), gruppi di persone che spontaneamente si organizzano, solitamente attraverso il web, proprio per un acquisto più consapevole, ecologico ed etico dei prodotti. Il cibo acquistato attraverso questa rete di persone è fresco, locale e di provenienza sicura.

Chi ha la possibilità sia di tempo sia di spazio per farsi un proprio orto in cui coltivare frutta e verdura ha ancora più benefici, ma purtroppo è una scelta che non è fattibile per tutti.

Anche per quanto riguarda l’acquisto della carne, ci si può rivolgere a produttori locali e, procurandosi un congelatore capiente, acquistare una quantità importante, magari unendosi ad amici e famigliari, dividerlo in piccole porzioni adatte alla famiglia, così da avere scorte anche per un’intera stagione e avere un prodotto fresco, sicuro e a km zero.

• Le nostre nonne erano esperte del riciclo e noi dovremmo tornare a imparare da loro, per riutilizzare gli avanzi in modo anche creativo e appetitoso: la nostra generazione da sempre abituata a prodotti usa e getta e a non preoccuparsi troppo di ciò che non è consumato deve fare uno sforzo in questo senso e vi assicuro che certe pietanze rielaborate possono diventare più gustose di quelle originarie.

Preparare in casa pane e pasta preferibilmente integrali, oltre che dare una soddisfazione personale, fa risparmiare e ci evita di portare in tavola tanti cibi industriali raffinati che di proprietà nutritive non conservano neppure il ricordo.

Tra le fonti proteiche meno costose ci sono le uova e anche il pesce, come quello azzurro, così abbondante nei nostri mari, da preferire a quelli di provenienza più lontana. Il pesce azzurro è molto apprezzato per le qualità nutrizionali delle carni che generalmente sono molto digeribili con prevalenza di grassi insaturi, in particolare del tipo omega 3. È un pesce che ha un costo ridotto perché pescato in grandi quantità, ma a differenza dei pesci più grandi, come tonno o pescespada, per le sue ridotte dimensioni accumula molte meno sostanze tossiche come il mercurio, per cui è più sano.

Per concludere, non serve spendere cifre folli per rimanere sani e in forma. Inoltre bere molto, per idratare e depurare il corpo, e fare attività fisica sono i due capisaldi per mantenersi forti e in forma sempre, sia in tempi di abbondanza sia in tempi di crisi.

Iader Fabbri

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