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Chissà quanto hanno influito gli articoli e le informazioni pubblicate in questa rubrica; vero è che abbiamo registrato almeno due tipi di comportamenti riferiti alla manutenzione: da un lato è cresciuta la consapevolezza, non tanto della sua utilità (cosa arcinota a tutti) quanto della necessità di farla diventare un aspetto strategico nella gestione delle proprie attrezzature e del proprio business.

Dall’altro gli operatori del Fitness stanno incominciando a riservare maggiore attenzione alla qualità del servizio – che non è un concetto astratto bensì l’insieme delle soluzioni proposte e dei risultati ottenuti – e non solo al prezzo.

Quanti sono i Centri Fitness che si rivolgono a più tecnici, diversi per ogni marca di attrezzo? Quanti hanno potuto confrontare i costi totali sostenuti con quelli di un percorso di manutenzione programmata?

Risultano indubbiamente avvantaggiati, in questa logica, quegli operatori che possono contare su un tecnico di fiducia, per ottenere indicazioni serie e realistiche sulle prospettive di utilizzo, di funzionalità e di sicurezza di un attrezzo; oltre a conoscere le opzioni a disposizione e poter scegliere le soluzioni migliori.

Ricorrere, per metodo, alla chiamata d’emergenza in caso di guasto, rottura o inconveniente è una scelta; che in alcuni casi può sembrare economicamente conveniente. Questa soluzione, sempre meno ricorrente, spesso non tiene in considerazione i tempi del fermo macchina, gli andirivieni dei tecnici, le difficoltà di reperire particolari pezzi di ricambio. Costi! Sia in termini economici sia d’immagine e di affidabilità.

Molti hanno già constatato che definire un programma, con sistemi di monitoraggio di tutti gli attrezzi, definendo tempi, modalità e costi certi, risulta più conveniente sia in termini economici sia in termini di gestione dei beni e di sicurezza degli utenti; senza trascurare i benefici – anche commerciali – di disporre di attrezzature sempre efficienti.

E per rimanere alle domande”difficili”: quanti fanno un check periodico alle macchine, magari accettando il consiglio di cambiare un prezzo prima che si rompa?

A conti fatti viene confermata la tesi che una serie “incontrollata” di piccoli interventi occasionali, è meno vantaggiosa rispetto ad una appropriata manutenzione programmata.

Tenere una macchina inefficiente all’interno di una sala, oltre ad essere controproducente dal punto di vista dell’immagine, è anche poco opportuno dal punto di vista della funzione degli spazi; per questo a volte è più che giustificata la scelta di togliere un ingombro e programmare una sostituzione.

Certo! Valutando con avvedutezza con cosa sostituire l’attrezzo rimosso, anche perché l’evoluzione tecnologica e funzionale  a volte consente di introdurre nuovi attrezzi più moderni e più appropriati, con investimenti meno onerosi e più conformi alle tendenze del mercato.

Individuare soluzioni anche parziali, che possono condurre a una successiva soluzione totale è un approccio consigliabile; in alcune circostanze anche un semplice consulto con chi ha competenze tecniche accertate  può consentire di accedere a soluzioni che a volte sfuggono a chi ha mille altre cose cui pensare.

La logica del chi meno spende meglio spende, viene gradualmente superata dall’altra – non del tutto antitetica – del chi meglio spende meno spende. O più correttamente: chi utilizza le condizioni più favorevoli – in termini pratici ed economico-commerciali – è chi spende meglio.

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