La situazione economica attuale sta imponendo alle piscine di rivedere la logica dei corsi di nuoto: una strada nuova è possibile?

Consentire agli utenti di una piscina di frequentare (e pagare) poche lezioni alla volta, recuperando quelle perse. Siamo pronti per questo? Conosco impianti dove si è ormai giunti alle lezioni pagate singolarmente, costretti dalla impossibilità di fare altro per non vedersi svuotare le corsie. Già da molto tempo questo meccanismo veniva attuato nei corsi di acquafitness giustificandolo con la minore necessità di seguire un vero e proprio percorso didattico.

Ma anche nel caso in cui le lezioni vengano prenotate, pagate ed effettuate volta per volta resta sempre imprescindibile la necessità di iscriversi ad un corso definito, con giorni ed orari fissi. L’unica cosa che cambia è che se non posso venire non pago e non perdo la lezione, ma il corso dura comunque tre mesi, ha un inizio e una fine, e si tiene sempre negli stessi orari e negli stessi giorni. In questo modo l’utente non perde soldi, se gli consento di recuperare le lezioni perse o di pagarle volta per volta, ma perde lezioni, con il risultato che il gruppo iniziato con capacità omogenee finisce… a caso.

Istruttori variabili
Perché non rivedere tutta l’organizzazione dei corsi rendendo fissa la struttura e variabili gli utenti?
Mi spiego. Per rendere fattibile la scelta libera di giorni ed orari da parte dell’utenza, che può decidere di frequentare un corso il lunedì alle diciassette e il mercoledì alle quindici, poi cambiare giorni e magari fare tre volte la settimana solo per un certo periodo, devo strutturare la scuola nuoto al fine di evitare l’anarchia e la confusione totale. Ci saranno quindi aspetti che posso mantenere invariati cambiando solo l’organizzazione e altri ai quali dovrò rinunciare.

Un punto cardine che va (purtroppo…?) scardinato è quello di mantenere lo stesso istruttore per un periodo di tempo lungo a sufficienza per imparare qualcosa. È inevitabile: non posso scegliere quando voglio venire e pretendere che l’istruttore Mario sia sempre lì! Dovrò adattarmi al fatto che oggi c’è Mario, domani Luca e la prossima volta Lucia.

Questo appare fattibile per i corsi adulti, ma impossibile per i bambini. Perché..? Per prima cosa, perché per gli adulti sì e per i bambini no? Perché si ritiene che gli adulti riescano ad “affezionarsi” ad una progressione didattica senza legarsi troppo dal punto di vista emotivo all’istruttore. O, comunque, che l’empatia a livello personale con l’istruttore conti meno per un adulto che per un bambino.

Giochiamo con l’immaginazione: sogniamo una scuola nuoto nella quale TUTTI gli istruttori siano di ottimo livello, sappiano trattare con i bambini e siano padroni della materia che insegnano. Immaginiamo inoltre che nella nostra Scuola Nuoto Ideale la didattica sia stata discussa e uniformata tra tutti gli istruttori, che hanno collegialmente deciso quale metodo didattico seguire e quali esercizi far praticare agli allievi, con quali modalità e con quale progressione.

Vedete già più fattibile il fatto che l’istruttore non sia sempre lo stesso?
Un’altra considerazione: quante volte è capitato che dopo una sostituzione le mamme abbiano manifestato la loro soddisfazione per il nuovo istruttore affermando che il loro bambino si era tanto divertito? Solitamente spesso, tranne che in casi particolari di bambini veramente difficili. Spesso capita che dopo una sostituzione finalmente Filippo si decida a mettere la testa sott’acqua e quando il “suo” istruttore torna glielo mostri orgoglioso… Alla domanda rivolta al collega: “Ma come hai fatto?”, solitamente la risposta è qualcosa del tipo: “Gli ho solo detto di fare le bolle”.
Pensiamoci. Quando un corso nuovo inizia, statisticamente almeno il 50% degli allievi non è contento dell’istruttore e l’istruttore a sua volta non è soddisfatto del 50% degli allievi che gli sono capitati.

Tenere lontana la noia
Senza contare che dopo qualche lezione subentra la noia: sempre gli stessi gruppi, gli stessi problemi, gli stessi esercizi. Molto più divertenti le prime due-tre lezioni del corso che le ultime dieci, ma non c’è dubbio! Allora, perché non provare? Perché non tentare di rivoluzionare tutto inserendo nel tabulato lezioni “fisse” con gli utenti che ruotano? Il lunedì dalle 16 alle 17 le corsie saranno suddivise con lo schema: principianti 6-12 anni alla corsia 1, primo livello avanzato alla corsia 2, eccetera. Chi ci sarà questo lunedì nella corsia 1 lo si saprà qualche tempo prima, quanto prima dipende da come ci si organizzerà (e ne parleremo nei prossimi articoli) ma l’istruttore lo saprà solo quando riceverà la lista dei nomi dalla segreteria.

E ad ogni lezione l’avventura sarà diversa, inaspettata, ogni lezione sarà di quelle in cui si necessita della massima concentrazione e fantasia. Sicuramente non esisteranno più lezioni noiose nelle quali gli istruttori chiacchierano fra loro per far passare l’ora.
Certo, più facile a dirsi che a farsi, anche perché bisogna convincere le mamme che ciò che stiamo ripetendo loro da almeno dieci anni va rivisto, però non ci sono alternative. Il mondo che abbiamo conosciuto fino a ieri si sta sciogliendo davanti ai nostri occhi. O si tenta, oppure, in molti casi, non si potrà fare altro che chiudere.

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